Donne contro Trump

di Daniela Mastracci – Build bridges Not walls (costruire ponti non muri – ndr). Un “Not in my name” in tutte le Donne contro Trumppiù grandi città. E sono le Donne…come quelle di Roma il 27 novembre scorso…come quelle che hanno rivendicato il Voto….come quelle di Kobane…come quali ancora?
Un evento cui avrei voluto partecipare. 🙂
Trump si è insediato. 23 donne e uomini sono ancora intrappolati sotto la neve del Rigopiano. Il grande e il piccolo. Ma Trump mi sa di una slavina che ci ha inghiottito tutti. E allora siamo molti di più sotto una gelida e atona coltre di neve.
Tutti si chiedono che farà. Anche a Davos, il regno del finanzcapitalismus. Ma a Davos hanno capito l’antifona, forse. Sanno o sperano di sapere che Trump ha parlato alla pancia dell’America profonda, ma l’establishment è più che protetto, dietro le parole “America first”. Lo dice anche il governo che si è nominato: tutto finanza ed esercito. Soldi e forze armate: che altro gli serve per essere forte? Isolazionismo? Protezionismo? I capitali che si fermano? Non ci crede nessuno, di quelli di Davos. O pochi, ma non importa. I capitali non hanno bisogno di passaporto e visti, né di diritto di asilo, accoglienza, diritti umani. Essi non sono umani. Non mangiano e non bevono. Essi sono salvi a prescindere. E così sia! I capitali continueranno a viaggiare indisturbati. Loro è e sarà il regno della Terra. E gli uomini godranno, se si potrà, del loro sguardo benevolo: se ti dirà bene sarai nella parte giusta del mondo, sennò pazienza, intanto possiamo fregiarci del titolo di riduttori della povertà del pianeta: eh sì, perché i capitali che si sono mossi, questo hanno fatto: sono andati da dove ce n’erano di più a dove ce n’erano di meno. Ma a chi la raccontano? Certo se è vero che la Cina è emersa dalla povertà è anche vero che i poveri in Cina non mancano: un gigantesco bacino di manodopera a bassissimo costo. E Trump allora cavalca la rabbia di chi non ci sta a far emergere, diciamo così, i paesi poveri a danno, diciamo così, dell’America; e però allo stesso tempo si serve del capitale, poggia sul capitale, difende il capitale. Strizza l’occhio alla May. E aggiungerei: se ne frega degli accordi sulle emissioni tossiche, sull’inquinamento atmosferico, sui rischi ambientali di un pianeta che non respira più e boccheggia nell’immondizia. Come farà a far fruttare ancor di più i suoi americani capitali? Come farà a chiudere l’America? I muri, il protezionismo…. Ma la xenofobia, il razzismo dilagante di gruppi estremisti, il sessismo, l’antigay…insomma cosa c’è di buono in Trump? Come hanno fatto a votarlo? Come possiamo pensarci da oggi in avanti?
Le donne hanno marciato contro di lui: lui che le donne le usa. Le donne hanno riempito le piazze di decine e decine di città. Una “Non una di meno” planetaria. Un evento strabiliante. E mi chiedo come hanno fatto. Come se lo sono dette e comunicato. Una rete incredibile a vedere le foto. Sono state così tante. Allora se l’ottimismo della disperazione non lo capivo, adesso, a vedere quelle foto, mi pare di capirlo un po’: insomma verrà da là una sterzata, un arresto? Verrà dalle piazze? Come hanno fatto? Intorno a quale PAROLA si sono unite? I cartelli che alzano dicono tante parole diverse. Addirittura cortei che hanno preso in prestito l’immagine della Principessa Leila di Guerre Stellari. Ma ci sarà stata una PAROLA a scuoterle tutte, a comunicare un moto strabiliante. Vorrei conoscerla, quella parola. E vorrei saperne trovare una anche io per altri cortei. Per un evento, che oltre a dire no a Trump, dica No a Subalternità dovunque e comunque. Perché nessuno debba essere subalterno. Perché nessun uomo sia servo di un altro. Perché l’uomo non sia trattato come mezzo piuttosto che come fine. Una PAROLA che magari metta insieme Kant, Marx, Gramsci, che, per inciso, è nato oggi: 22 gennaio 1891.

Di Daniela Mastracci

Daniela Mastracci.Sono nata l'11 marzo del 1970 e insegno nel Liceo Scientifico del mio Comune, Ceccano. Sono Prof e Mamma di due figli che mi crescono intorno mentre scopro che mi piace scrivere.

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