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Cisl 11gen17 2di Donato Galeone*La Cisl tra storia e futuro E’ il titolo di un libro scritto da Mario Cerroni sulla CISL dagli anni ’50 ad oggi e su come e di quanto si è radicata“nel territorio, forte dei suoi oltre 40.000 iscritti, con un livello di sindacalizzazione in crescita (+5.000 rispetto alla CGIL,+ 20.000 rispetto alla UIL) e con una capillarizzazione dei servizi in tutto il territorio del frusinate”.

Si può stimare, dalla lettura a pag 83 del libro di Cerroni, che CISL-CGIL-UIL rappresentano complessivamente circa 85.000 iscritti, che è aggregazione politica-sindacale associata di giovani e meno giovani rappresentativa e che unitariamente, la CISL quale Sindacato “dei” lavoratori e non “per” i lavoratori, proprio per la sua storia di sindacato nuovo e democratico aperto al mondo del lavoro che cambia, deve continuare a proporre e rivendicare, giorno dopo giorno, un suo ruolo di “corpo intermedio associato”sia di lavoratori occupati che si riducono e sia di cittadini inoccupati che attendono lavoro perchè priorità LAVORO significa creare condizioni e interventi privati e pubblici possibili e condivisi dalla rappresentanze sociali oltre che congiunti alla introduzione di un equo sostegno sociale inclusivo ai mancati redditi da lavoro, in presenza dell’avviata quarta rivoluzione industriale e dell’economia globalizzata entro cui già le innovazioni tecnologiche dell’ 800 e ‘900 e oggi le delocalizzazioni profittevoli incontrollate e l’informatica applicata continuano a “ridurre posti di lavoro” computando nel conto economico d’impresa produttiva, quale costo mercantile del lavoro, la “persona lavoratore”come costo merci.

Anche nel terzo millennio il Sindacato democratico dei lavoratori deve respingere e rivendicare la sua partecipazione nel nuovo contesto socio economico locale piùCisl 11gen17 complesso e difficile, così come negli anni’70 abbiamo lottato contro la emarginazione sindacale dei lavoratori che era diffuso tanto nelle tradizionali aziende ciociare quanto nelle nuove fabbriche che si insediavano nella Ciociaria, favorite dagli incentivi pubblici e poi abbandonate sia per un non neutrale declino industriale che per crisi manifatturiera, non più competiva per innovazioni e costi, non certo del lavoro, nella dimensione internazionale industrializzata, superata solo marginalmente di quei minmi livelli di concorrenza mediante qualificate produzioni italiane per l’estero.

Quale invitato alla presentazione del libro di Mario Cerroni dal neo giovane Segretario, Enrico Coppotelli, Resposabile della CISL provinciale e alla presenza del Vescovo diocesano Spreafico, del Prefetto Zarrilli e ascoltando anche i loro saluti e brevi commenti, ho voluto testimoniare, nel mio intervento, l’impegno personale e dei collaboratori del quarantennio sindacale passato – Romano Fratarcangeli e Gianfranco Casali – ai nuovi dirigenti della CGIL-UIL-UGL presenti nel Salone dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone.

E in particolare ai tanti giovani molto attenti nell’ascoltare per far conoscere i motivi e contenuti essenziali delle proposte sindacali – per il lavoro contrattato e partecipato degli anni’ 70 – sostenute da solidarietà avute dei Vescovi (sia di Marafini che di Federici) e dei Prefetti (sia di Conte che dei suoi successori) che farorirono l’esercizio e l’affermazione del diritto e del ruolo del Sindacato dei lavoratori, nelle loro azioni contrattuali e di sciopero, tanto nei luoghi di lavoro quanto nel rivendicare la partecipazione per lo sviluppo socio economico, con priorità lavoro, nel territorio.

“A quasi mezzo secolo di distanza dai nostri anni ’70 e nella quarta rivoluzione industriale avanzata tecnologicamente…”

Se siamo a quasi mezzo secolo di distanza dai nostri anni ’70 e nella quarta rivoluzione industriale avanzata tecnologicamente nelle comunicazioni e l’informatica che “diversificano” le modalità del produrre beni e servizi in un contesto economico-sociale sempre più integrato e dominato da un mercato e mezzi finanziari globalizzati, la iniziativa di aggregazione sindacale e sociale non cambia ma deve essere adeguata ai tempi e ai cambiamenti epocali.

Donato Galeone 2 11gen16Sarà e già lo è, certamente, più complessa e da capire sui territori, quale battaglia sindacale da organizzare e lotta doverosa da attivare, col sindacato, per rivendicare un “lavoro diversificato e qualificato” che si crea non con le “parole del vento politico” ma solo con iniziative concertate territorialmente, con investimenti produttivi pubblici e privati, collocabili nelle aree di sviluppo locale, per vedere posti di lavoro certi e non soltanto annunciati pur nei tempi predeterminati, di durata massima possibile, per rispondere ai mercati compartimentali di consumo domandato nelle dimensione globale.

E’ questo, poi, appare essere oggi il futuro per il “LAVORO” avviato nell’agsto 2013 tanto con l’Accordo di Programma Sviluppo Area Frosinone- Anagni-Fiuggi quanto con il riconoscimento dell’Area di Crisi Complessa di parte della Ciociaria che si completa con Sora-Cassino e relativi Comuni, quale Area di Crisi Industriale non Complessa richiesta e, si dice, accolta dal Ministero dello Sviluppo Economico nei “Sistema Locale del Lavoro”del basso Lazio.

Ieri con la Cassa per il Mezzogiorno e oggi, con la Regione Lazio e Ministero Sviluppo Economico, tutte le sollecitazioni sindacali dei lavoratori mirano a creare “mezzi e normative nazionali e regionali” di sostegno al reddito con gli accessi agli ammortizzatori sociali che sono solo sopravvivenze e sia apripiste alle povertà dei lavoratori mentre alle imprese sono anche sostegni pubblici concreti incentivanti e agevolazioni su finanziamenti di progetti innovativi di investimento non inferiori a 1,5 milioni di euro (legge n.181/1989).

Il libro di Mario Cerroni aiuta a capire, con la storia di circa 70 anni della Cisl, il “come operare” e lottare sui territori, nel Lazio e nella Provincia di Frosinone che si trova a un bivio, come dice e ripete il neo Segretario Generale Enrico Coppotelli: “o vogliamo il livello basso (io dico di sopravvivenza sociale) di convenienza economica e salariale accettando il declino e il ridiminsionamento dei settori industriali e gli standard di benessere della Ciociaria oppure scegliere una seconda dimensione di livello non basso ma alto, legata ai prodotti di alta gamma produttiva insieme ad alte dosi di innovazione tecnologica come la FCA-Fiat insegna”.EnricoCoppotelli 11gen17

Io penso e prevedo che la FCA, multinazionale dell’automobile, nel sito di Piedimonte San Germano, pur annunciando, gradualmente, il miglioramento dei livelli di occupazione, però, influenzando e introducendo cambiamenti nel modo di produrre tecnologicamente avanzato e con mansioni operative robotizzate dovrà ridurre, con altrettanta gradualità, i precedenti livelli occupazionali prevedendo, peraltro, la formazione di professionalità e competenze adeguate alla gamma produttiva alta, come dice Enrico Coppotelli.

Si tratta, quindi, di convenire e attrezzare la nuova attività del Sindacato dei lavoratori, la CISL, del terzo millennio nell’avviata innovazione della quarta rivoluzione industriale sul come organizzare la “lotta per il lavoro contrattato e partecipato” operando contro la esclusione sociale dei lavoratori e mirando verso ogni possibile ricollocazione nei nuovi lavori e opportintà di lavoro professionalizzato.

Roma, 12 gennaio 2017

(*) ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 
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