di Ivano Alteri – Qualche giorno fa ci è giunta una comunicazione di Raul Parlanti, dell’associazione Frosinone 2020, con la quale si invitano i destinatari ad avviare una discussione pubblica su un forum, in vista delle elezioni amministrative del 2017 a Frosinone. I destinatari, tra gli altri, sono tutti coloro che hanno partecipato ad una recente riunione delle associazioni intenzionate a realizzare una Costituente, con l’obiettivo di candidarsi ad amministrare la città. Il forum, secondo la sua proposta, dovrebbe chiamarsi, appunto: Un’idea per la città.
Nel corso di quella riunione, e anche nei giorni successivi con un nostro intervento su UNOeTRE.it e sull’Inchiesta, avevamo manifestato la nostra perplessità di fondo circa l’efficacia politica di quest’impostazione, incentrata su “programmi” e “competenze”. Secondo il nostro parere, infatti, ad essere dirimente è la capacità di aggregare forze, piuttosto che redigere programmi e rintracciare competenze. Queste e quello, invero, se ne trovano in gran numero, e di ottima qualità, in tutte le associazioni che in questi anni hanno vivificato la discussione politica cittadina e provinciale, senza con ciò riuscire a scalfire il muro di gomma frapposto dalla politica politicante, né tanto meno a sostituirla con l’avvento di un nuovo ceto politico. Inoltre, la storia politica ormai decennale della cosiddetta seconda repubblica ci ha abbondantemente insegnato che i programmi sono solo serviti, quando è andata bene, ad abbindolare gli allocchi e a vincere le elezioni, ma mai a generare buona politica. Riguardo le competenze, poi, esse sono state e sono presenti senz’altro anche all’interno di quel ceto politico che si vorrebbe mandare a casa, senza però aver ottenuto alcun ristoro per i cittadini (le stesse condizioni di Frosinone ne siano testimonianza).
Tuttavia, non possiamo che valutare positivamente le intenzioni di Parlanti e della sua associazione, se consideriamo la necessità di riassegnare i significati propri alle parole che sono state proditoriamente svuotate dalla cattiva politica nel corso degli anni; e tra queste vi sono senz’altro “programma” e “competenze”. Non possiamo, e non vogliamo, certo rassegnarci alla cattiva accezione che esse hanno assunto in questi atroci anni di mala politica; non possiamo certo far finta di non conoscere i grandi significati politici e storici che hanno avuto l’idea di programmazione e di gestione competente della vita pubblica. E chi può assumere con dignità il compito di rinvigorire tali significati, se non proprio chi ambisce a rigenerare la politica? In questo senso, allora, è possibile ribaltare il nostro ragionamento e dire: partiamo dal programma, individuiamo le competenze e costruiamogli intorno un’aggregazione.
Assunta tale impostazione, quindi, ci accingiamo a fornire il nostro personale contributo alla proposta di Frosinone 2020, definendo una nostra idea per la città.
Per un Comune che rispetti ed applichi i principi della Costituzione
Personalmente, riteniamo che il programma da porre alla base di una buona aggregazione debba innanzitutto dotarsi di un’organica visione valoriale comune. Pensiamo che possa essere utile allo scopo riprendere parte del documento territoriale sottoposto alla discussione del Congresso provinciale dell’Anpi di Frosinone, svoltosi a marzo del 2016 a Cassino, nel quale si afferma: “Altrettanto palese risulta il fatto che tale situazione (della provincia di Frosinone, nda) sia consistita e consista essenzialmente nella violazione di espliciti principi costituzionali, relativi in particolare alla utilità sociale dell’attività economica (art. 41), alla tutela del territorio e del patrimonio storico e artistico (art. 9), della salute come bene primario (art. 32); al diritto all’istruzione (art. 34) e, soprattutto, alla libera espressione della persona umana (art. 3), scopo principe dell’articolato costituzionale, a cui detta condizione oppone ostacoli insormontabili, da rimuovere radicalmente e sollecitamente.
È il caso di sottolineare che la Costituzione attribuisce i compiti specifici di tutela dei citati principi alla “Repubblica” nel suo insieme, in tutte le sue articolazioni, non solo allo Stato, e non escludendo dal novero i cittadini singoli e associati; preordinando, così, una capillare rete di attori deputati allo scopo, con particolare riferimento alle istituzioni locali per ovvie ragioni di vicinanza e immediata capacità di controllo ed operatività. Le istituzioni locali, quindi, sono il luogo particolarmente appropriato all’espressione piena dei principi medesimi, secondo le stesse previsioni costituzionali.
L’Anpi s’impegna, pertanto, ad agire nei confronti delle Amministrazioni Comunali, affinché recepiscano nel proprio statuto lo spirito dei citati articoli (3, 9, 32, 34 e 41), opportunamente adattati nella forma, ed operino, di concerto con le associazioni presenti sul territorio, per la concreta realizzazione degli indirizzi ivi contenuti”.
Ci riserviamo, naturalmente, di esprimere la nostra opinione anche sugli altri punti qualificanti del programma (strutturazione della partecipazione democratica, della solidarietà, della memoria comune, nuova gestione dei rifiuti, del servizio idrico, del trasporto urbano ed extraurbano…); ma riteniamo che assumere un tale orizzonte valoriale sia di buon auspicio per un proficuo lavoro, nel futuro prossimo e meno prossimo, che la Costituente vorrà donare alla città di Frosinone.
Frosinone 29 ottobre 2016