di Ivano Alteri – Nelle ultime settimane e giorni, a Frosinone abbiamo potuto rilevare un fatto politico di notevole importanza per il futuro amministrativo, e non solo, della città: il Pd è rimasto completamente isolato dal resto del Centro-Sinistra. Prima il Psi, poi Possibile, infine il raggruppamento civico “Frosinone in Comune” hanno espressamente escluso un dialogo col Pd in vista delle prossime elezioni amministrative del 2017.
A quel partito viene imputato il totale immobilismo nel suo ruolo di opposizione consiliare. I suoi rappresentanti sembrano infatti immobilizzati dalla paura che l’attuale maggioranza possa denunciare e documentare pubblicamente fatti relativi alle precedenti loro gestioni amministrative; durante le quali, evidentemente, non tutto deve essere stato fatto nella massima trasparenza e correttezza.
I metodi ricattatori dell’attuale maggioranza, anche abbastanza espliciti e tutt’altro che edificanti, inducono gli attuali rappresentanti piddini della minoranza consiliare a silenzi imbarazzanti, omissioni sospette, diserzioni disonorevoli. È vero che quelli della maggioranza consiliare sono metodi da suburra, che descrivono una forma mentis degli autori non certo degna del ruolo; ma essi nulla tolgono alle responsabilità vere di quelle esperienze amministrative (su cui, sia detto tra parentesi, noi stessi avevano invece riposto non poche speranze).
Tutto questo, già da sé, sarebbe sufficiente a giustificare la presa di distanza dal Pd. Ma c’è un altro aspetto, a nostro parere, che determina quell’isolamento; che non emerge, però, dalle dichiarazioni pubbliche dei protagonisti, forse per pudore e rispetto (tutto meritato) per la persona di Venturi: il Pd cittadino, obiettivamente, non sarebbe in grado di mantenere gli impegni eventualmente assunti con i potenziali alleati.
Nessuno, si badi, metterebbe mai in discussione l’affidabilità del dottor Venturi e l’integrità della sua persona. Tutti, però, sono perfettamente consapevoli che il ruolo di segretario cittadino del Pd, chiunque lo rivesta, è rimasto del tutto svuotato di ogni prerogativa e credibilità; tutti sanno, infatti, che qualsiasi posizione egli assuma, su un qualsiasi argomento, può essere completamente ribaltata, non ostante lui, da un’amena cena tra capi bastone, avvezzi alle manovre sotterranee e agli inciuci, su tutto, con chiunque e senza scrupoli.
Con tali metodi, come sappiamo, è stato distrutto pressoché totalmente il ruolo dei circoli piddini in provincia di Frosinone, chiamati solo a ratificare quanto deciso da quelle due-tre persone. Qualsiasi impegno eventualmente assunto dal dottor Venturi e dal suo circolo, quindi, sarebbe in balia di tali scorribande: quale interlocutore serio potrebbe mai essere disposto ad infilarsi in quest’intrigo? Chi potrebbe mai fidarsi di quel partito e dei suoi rappresentanti ufficiali?
Frosinone 31 luglio 2016
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