
di Armando Mirabella – In questi giorni il Frosinone, lo scorso anno, avrebbe festeggiato la promozione nella gara interna con Crotone. Calabresi che hanno appena vinto il campionato di Serie B sostituendo proprio la squadra del capoluogo ciociaro che, con la sconfitta interna con il Sassuolo, è matematicamente retrocesso. Proprio quel Sassuolo che nel campionato 2010-2011 condannò il Frosinone alla retrocessione dalla Serie B alla Legapro. Un incrocio di corsi e ricorsi come spesso nel calcio.
I fatti tecnici in questa gara non entreranno nella storia. Probabilmente, però, ne hanno scritto, ancora una volta, una pagina i tifosi del Frosinone. Dal minuto 84, momento in cui Politano porta in vantaggio il Sassuolo, hanno iniziato ad intonare dichiarazioni di amore per i propri colori e ringraziamenti alla squadra tutta e alla dirigenza. Una passione che ha contagiato la sparuta tifoseria ospite e la squadra neroverde che al triplice fischio si è ritrovata sotto la curva nord a salutarne i tifosi. Etica che si fa estetica per un paese intero quella dei tifosi del Frosinone. A proposito della sparuta tifoseria ospite: forse 100 persone al seguito di una squadra che lotta per l’Europa League. Un numero che colpisce se paragonato ai 500 che la scorsa settimana che hanno seguito il leone a San Siro. Un dato che dovrebbe far riflettere chi parla di bacini di utenza.
Quella del Frosinone in A: una bella storia da rivedere
Uno shock positivo per il calcio italiano quanto visto oggi al Matusa: solo una dirigenza gretta come quella dei Tavecchio e dei Lotito può non capire quanto può dare all’immagine del calcio italiano all’estero e al suo essere prodotto TV una storia come quella del Frosinone.
Un Frosinone mai domo anche oggi, messo in campo con un 4 3 3 a specchio di quello del Sassuolo. Spiderman Bardi, confermato tra i pali, sorpresa al centro della difesa. Accanto ad Ajeti Stellone schiera Pryima, a destra Matteo Ciofani a sinistra Crivello al posto dell’acciaccato Pavlovic. I tre di centrocampo sono capitan Gucher, Sammarco e il detonante Kragl. Le punte Ciofani, Dionisi e il terracinese Carlini gli esterni di attacco.
Frosinone padrone del campo, ma …
Nella prima mezz’ora il Frosinone occupa la metà campo del Sassuolo: molto bene proprio Carlini che senza paura si fa notare con tutto il suo bagaglio tecnico. Il minuto 30 è fatale per Bardi che dopo un rinvio di infortunio al quadricipite. Uscirà in lacrime sostituito a furor di popolo da Zappino. Primo tempo senza emozioni. Il Sassuolo degli Acerbi e dei Cannavaro centrali difensivi, dei Vrsaljco laterale destro, del solidissimo Duncan in mezzo al campo, dell’interessantissimo Pellegrini (classe 96) e di uno spento Berardi è sesto in classifica, ma davvero al Matusa non ha impressionato nel primo tempo. E neanche nel secondo che però sarà ricco di emozioni. Al minuto 10 Kragl impegna Consigli con un missile su punizione. Sempre Kragl semina il panico nella metà campo del Sassuolo al 22.mo, la sua conclusione da oltre 20 metri di sinistro si schianta sul palo a Consigli battutissimo. Altro palo per il Frosinone sette minuti dopo con Ciofani con una conclusione da fuori area. Frosinone padrone del campo. Ma quello di quest’anno è un campionato sfortunato per la squadra di Stellone: da posizione angolata su assist di Berardi, Politano spinge il pallone in rete. Oggi non è bastata la voglia di Dionisi, la corsa geometrica di Sammarco, il subentro plug&play di Frara, la semplicità di Matteo Ciofani, la precisione di Ajeti & Pryima, la voglia di spaccare il mondo di Kragl, l’attaccamento di Gucher, la rabbia di Crivello, la commevente spinta del popolo ciociaro accorso allo stadio. Non basta, ma potrebbe essere la base per riprovarci il prossimo anno come ha chiesto uno stadio intero al termine.
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