partito democratico bandiera350 250

partito democratico bandiera350 250di Emanuela Piroli del PD Ceccano, intervento svolto l’11 marzo 2016 all’iniziativa con Nicola Zingaretti e Mauro Buschini – Per la prima volta dopo molti anni, la Regione Lazio, grazie alla giunta regionale guidata dal Presidente Nicola Zingaretti, ha riacquisito un ruolo di protagonista del cambiamento, facendosi motore di una nuova stagione di crescita e sviluppo. Ha lasciato la maglia nera delle regioni italiane e anche la nostra Provincia comincia a vederne gli effetti. Va meglio del resto del Paese, anche in tema di lavoro, con una crescita dell’occupazione, in particolare dei contratti a tempo indeterminato, i dati INPS parlano chiaro: + 62,9% i contratti stabili, +16% rispetto alla media nazionale. Cresce il Pil, crescono i consumi. Grazie alla buona amministrazione e alle politiche di risanamento, abbiamo voltato pagina, dopo anni di conti disastrati e di cattivo utilizzo delle risorse. Ora tutti insieme bisogna puntare al rafforzamento della capacità produttiva dei nostri territori, perché è fondamentale recuperare il terreno perduto negli anni della crisi. Una crisi terribile che ha lasciato segni indelebili, basta guardare i ruderi abbandonati delle nostre industrie e ascoltare il grido di dolore dei disoccupati che nella nostra provincia hanno costituito il comitato vertenza frusinate, impegnato a far valere i propri diritti al lavoro e alla dignità. Dobbiamo sfruttare al massimo le enormi potenzialità del nostro territorio per facilitare la ripresa economica e per rispondere in modo adeguato alle esigenze di tutti.
Che cosa è per me la politica? E’ la vita. Non esiste azione che non sia condizionata dalla politica.“L’uomo è un animale politico”, diceva Aristotele, portato per natura a fondare delle comunità con i propri simili. E chi decide di svolgere attività politica detenendo cariche a vari livelli, è consapevole di avere delle responsabilità nei confronti della comunità e deve lavorare per il bene comune, mettendo da parte personalismi ed egoismi. Questo è insito nello statuto del PD, il nostro partito, il più grande d’Italia, ed è necessario ricordarlo sempre, per non ridurre l’attività politica a demagogia e a una corsa per le poltrone. Il PD è un partito riformista, che ha come obiettivo il progresso e lo sviluppo, è un partito moderno, che guarda al futuro non dimenticando le sue origini, è un partito che racchiude diverse anime e questa eterogeneità lo arricchisce.

Fedeli ai principi fondamentali

Ecco perché è nostro dovere rimanere fedeli ai suoi principi fondamentali: Libertà, Uguaglianza, Dignità, Fratellanza e Rispetto. I circoli locali devono cercare di ridurre la distanza tra l’efficacia dell’azione del Governo e le difficoltà che emergono dal territorio. E’ necessario tornare ad essere il partito della partecipazione e della condivisione, è indispensabile sensibilizzare e motivare la società civile affinché si faccia, essa stessa, promotrice della spinta riformatrice. Solo così sarà possibile bloccare l’avanzata dei facili populismi, pronti a strumentalizzare a proprio favore ogni situazione, alimentandosi esclusivamente di inutile propaganda fine a se stessa. Al centro della nostra azione deve esserci l’esigenza di ricostruire la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. La politica deve dare segni di sobrietà, serietà, umiltà e deve gestire la cosa pubblica con trasparenza e legalità. I cittadini vanno elevati a protagonisti attivi, ascoltati e coinvolti. Le loro esigenze devono diventare le nostre.
Non entro nel merito di quanto finora realizzato per il nostro territorio dalla Regione Lazio, non spetta a me. Però non mi lascio scappare l’occasione di parlare di Sanità. Sarebbe un controsenso per me, medico specialista, pendolare e che opera in diverse realtà sanitarie della regione. Le criticità del nostro territorio sono molteplici, lavoro, ambiente, barriere architettoniche, sociale e non per ultima la sanità. Finalmente, però, uno spiraglio di luce si intravede, gli anni dei tagli indiscriminati, della chiusura di strutture, dei provvedimenti inadeguati e penalizzanti per la Sanità del nostro territorio, sembrano aver lasciato il passo a una fase nuova, che ha già visto la realizzazione di progetti importanti: case della salute (Pontecorvo, Atina) REMS (Ceccano), Hospice (Isola del Liri). Ricordiamo, inoltre, l’importante finanziamento ottenuto con delibera approvata in data 01/03 che, in un importo complessivo di 5,5 milioni per le Case della Salute nella Regione Lazio, prevede uno stanziamento di 350 mila euro per la Casa della Salute di Ferentino e di 950 mila per quella di Ceccano-Ceprano. Naturalmente da ceccanese non nego una certa soddisfazione, a dispetto di chi ha cercato di sminuire l’importanza del provvedimento.

In un progetto ambiszioso la Casa della Salute di Ceccano

La Casa della Salute di Ceccano va ad aggiungersi a quelle già attive sul territorio e rientra in un progetto ambizioso che mirerà alla massima efficienza assistenziale, garantendo servizi sanitari essenziali, in merito soprattutto alla diagnosi e alla cura delle malattie croniche. Determinerà, sicuramente, un abbattimento delle liste d’attesa per le specifiche prestazioni. Certo, non è la panacea a tutti i mali, il lavoro è ancora tantissimo, purtroppo le precedenti amministrazioni regionali hanno raso al suolo la nostra Sanità, ed ora alcuni esponenti di opposizione si permettono anche di fare la morale, probabilmente in momenti di amnesia. Per fortuna la comunità non dimentica! Non è vero che le case della salute sono un fallimento, come qualcuno ha sostenuto per meri scopi propagandistici, solo chi non ne conosce l’organizzazione può dirlo. Posso garantire che hanno la potenzialità di diventare un valido metodo di sistema assistenziale integrato sul territorio, in grado di supportare e decongestionare le strutture ospedaliere. Sicuramente non possono sostituirle, quindi un secondo passo da fare sarà necessariamente il potenziamento del sistema ospedaliero, che richiederà, a mio parere, misure di emergenza in materia di assunzione di personale medico e infermieristico. Personale che dovrà essere altamente qualificato e specializzato. Si, nei nostri ospedali c’è carenza di specialisti e di altre figure professionali e c’è l’esigenza di primari di ruolo e non provvisori. A questo dovrà associarsi, un potenziamento dell’attività territoriale domiciliare, perché, ricordiamo, che la maggior parte dei pazienti con cronicità multiple potrebbe essere assistita a domicilio e un necessario rilancio della rete dei consultori, che da sempre intervengono in sostegno alla famiglia e alla maternità. Vanno potenziati e riorganizzati i nostri Pronto Soccorso, al momento non sufficienti a garantire una ottimale efficienza assistenziale delle acuzie. Sono, quindi, ancora molteplici le misure da prendere, ma la prima pietra è stata posta, e presto il muro si alzerà, considerando che finalmente ci si sta avviando verso una fase nuova, verso la fine del commissariamento, che consentirà di sbloccare le assunzioni e potenziare ulteriormente i servizi.
Noi tutti, ognuno con le proprie competenze, dobbiamo intermediare tra i cittadini e il governo regionale, per farci carico delle esigenze primarie della nostra comunità,dobbiamo metterci la faccia in prima persona, per assumerci, da rappresentanti politici, le nostre responsabilità, fiduciosi, però, questa volta, di ottenere le giuste risposte.

 
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Di Emanuela Piroli

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