Sindacatiinlotta 350 260di Ignazio Mazzoli – E’ venerdì 19 febbraio e una rappresentanza del Comitato promotore della Vertenza Frusinate si reca a chiedere l’autorizzazione per esporre i loro striscioni contro la disoccupazione in provincia, presso la sede del PD che presenta una delle due mozioni congressuali, quella che sostiene Simone Costanzo. L’autorizzazione viene negata perchè sarebbe un atto che potrebbe sollecitare polemiche contro il PD da parte di altri partiti (?) e i disoccupati lì presenti avrebbero dovuto fare la richiesta 3 giorni prima. Ormai sono in ritardo.
Gino Rossi replica subito: “saremo lì a testimoniare le legittime richieste in un modo o nell’altro”. Si addiviene ad una inusitata soluzione. La Digos chiederà al PD che incontri i disoccupati. Cose del genere le abbiamo lette sul bel libro di Tommaso Baris “C’era una volta la DC”, dove riferisce di come i Prefetti di turno a quei tempi, si occupassero di stemperare i conflitti interni a quel partito in Ciociaria. PD: partito della rottamazione? Ma quale? Siamo indietro di 50 anni per lo meno.

La folgorazione della Presidente del PD

Gino Rossi riceve, più tardi, una telefonata da Sara Battisti, Presidente dell’Assemblea del PD, che invita lui e i suoi compagni ed incontrarsi sabato 20 per parlare di disoccupati. Incredibile! Dopo mesi di richieste e di promesse d’incontro, mancate un intervento delle forze dell’ordine crea nuove condizioni di dialogo. Ora i presentatori dell’altro candidato a Segretario della Federazione inviteranno Vertenza Frusinate di propria iniziativa?
Il 20 febbraio verso le ore 16,30 nella sede provinciale del partito democratico Gino Rossi, Massimo Brillanti, Luigi Carlini, Augusto Cori, Giulio Piroli, Vittorio Pizzuti, Tiziano Ziroli incontrano Simone Costanzo, Sara Battisti, Mauro Buschini, Francesco De Angelis, Maria Spilabotte, cioè i rappresentanti della componente del PD che si considera per ora maggioritaria.
Tiziano Ziroli ci riassume l’incontro.
«Simone Costanzo si scusa per non averci incontrato prima. Gino Rossi dice subito che la presenza determinante del PD nei Governi nazionale e regionale gli consentirebbe di fare qualcosa per la nostra provincia. Ora c’è l’imminente perdita di ammortizzatori sociali per migliaia di lavoratori.
La senatrice Spilabotte dichiara che gli ex Vdc saranno 400 che rientreranno nei requisiti, ma Gino Rossi precisa che sono solo 140 e sposta subito il tiro sul problema dei problemi: servono provvedimenti emergenziali e non provvedimenti ordinari, e che la Regione Lazio, in cui governa il PD, è l’unico che possa mettere mano a tale problema.
L’assessore regionale Buschini così chiamato in causa molto burocraticamente ripete che questa maggioranza non può assolutamente permettersi una legge per il reddito di cittadinanza. il bilancio non lo permette. La “Velina Zingaretti” colpisce ancora. La Giunta di tecnici e nominati parla come un sol uomo, i 350.000 disoccupati nel Lazio e altrettante famiglie nel disagio più totale evidentemente per loro ha hanno interesse zero. Replico subito al signor Buschini, siamo in contatto con tutti i disoccupati della regione, e le chiedo: ai senza reddito cosa diciamo?….lui risponde la verità. La verità non basta a campare. Se prendesse una iniziativa lui in tal senso sarebbe un merito, ubbidire non sempre lo è. In questo caso certamente no. Inoltre sappiamo che non è la verità… come ha ripetuto più volte anche il vice presidente della Provincia di Frosinone.»
«Scrivilo! quando non ci sono fondi per le emergenze, si trovano. Per esempio a saldi invariati si spostano da spese meno urgenti a quelle più drammaticamente urgenti.»

«Il signor Francesco De Angelis ci ha aggiornato sull’acquisizione del sito vdc. Prevede tempi lunghi. Che bella notizia! Bella come quella di aver assunto dei guardiani per il sito ex-Vdc da un’agenzia di Colleferro senza attingere fra i disoccupati. Ma i Sindacati dove sono? Quindi nessun impegno da parte del PD.»

Il colpo più duro

Parlando con i disoccupati abbiamo anche appreso di un altro incontro svolto lunedì 8 febbraio alle ore 17,00 su invito dei dirigenti Cgil dell’area Frosinone-Latina con Anselmo Briganti, Segretario generale dell’area, Sandro Chiarlitti, Dario D’Arcangelo, Rosa D’Emilio, Vincenzo Farina. Per la Vertenza Frusinate c’erano Gino Rossi, Luigi Carlini, Augusto Cori, Tiziano Ziroli.
Rossi ce la racconta così, questa riunione «Briganti all’inizio ci riferisce che l’assessore Valente è molto preoccupata per la situazione in provincia di Frosinone. Che gli ha detto? La Regione dice “niet” al reddito di cittadinanza, (ariecco la Velina Zingaretti). Unica possibilità: riproporre l’accordo fatto per la provincia di Latina in cui alle aziende che devono fare investimenti si propone di fare assunzioni tra i disoccupati locali. Bene! Ma abbiamo già visto che non funziona: vedi Sanofi e altro.
Il 25 maggio 2015 scrivemmo a tutti i sindacati: “sentiamo la necessità di rivolgerci a tutte le forze sindacali e lo facciamo pubblicamente…” Ogni obiettivo possiamo raggiungerlo “solo se c’è unità e stando dentro al movimento sindacale.” Dopo molti mesi di richieste pensavamo che fosse giunto il momento per lavorare insieme. Invece? Tutt’altro. Anzi. Abbiamo costruito per anni l’autonomia da ogni partito e ci ritroviamo che il nostro sindacato fa da cinghia di trasmissione alla Giunta Regionale. Il colmo della delusione. Il colpo più duro ci è piombato addosso quando ci hanno detto che Cisl e Uil non ci vogliono ai tavoli regionali a cui siamo invitati e non dobbiamo impuntarci per stare seduti lì con il nostro nome; solo uno, ma nella delegazione della Cgil e zitto. ….Se non facciamo un passo indietro e salta il tavolo la colpa sarà nostra…..» Incredibile anche per chi ascolta. «Con un colpo di spugna si vuole cancellate l’impegno di 15 mesi dei disoccupati di tutte le sigle sindacali. No. Noi rilanciamo e chiediamo a tutti i sindaci e ai partiti che vanno al voto nella prossima primavera, per il rinnovo dei Consigli comunali, di inserire nei loro programmi la richiesta di misure d’emergenza contro il disagio creato dalla disoccupazione.» L’intimidazione non è passata.

 
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