di Gaetano Ambrosiano – Un documento politico è la base programmatica e l’indirizzo che ogni forma politica o circolo dovrebbe prefiggersi di perseguire. Esso deve rappresentare le nostre aspirazioni, manifestare le nostre idee sull’organizzazione e dichiarare gli obiettivi da portare a conoscenza della collettività. Crediamo molto nell’importanza di un tale documento come strumento preciso per indirizzare la nostra attività politica e associativa.
E’ tempo di cambiare, di voltare pagina, tempo di scrivere un nuovo percorso nella storia del Circolo di Frosinone. Cambiare veramente e totalmente vuol dire cambiare modo di pensare, modo di vedere, modo di essere. Significa immaginare una nuova percezione, una nuova politica, ed una nuova struttura nella segreteria e nella composizione del direttivo non più su una base della conta delle tessere ma su una scelta di capacità politica della persona nei confronti dell’istituzione partitica e della società contemporanea. Inoltre la scelta che dovrebbe caratterizzarci e distinguerci dal passato è che Noi non abbiamo più nemici da combattere. Ma deve esistere solo la voglia in un vero cambiamento che pone al centro della azione politica i cittadini creando una semplificazione nel concetto di un reale partito aperto, facilitando cosi la loro partecipazione attiva che ha come primo obiettivo di riportare in strada e tra la gente il più semplice concetto di politica “il Bene Comune” E per bene comune si intende un progetto che pone l’ individuo al centro del sistema politico.
E’ sotto gli occhi di tutti che, il nostro Partito in Provincia sta vivendo un periodo di disagio nella partecipazione ed un malcontento imperante tutto ciò non è solo il frutto di una crisi nel conflitto interno, ma anche della mancanza di un progetto politico condiviso e condivisibile ciò che non è avvenuto al congresso la cui unica funzione non si è basata su di un progetto composto e trascritto con il contributo delle famigerate mozioni ma da una gestione a tavolino concessa a pochi e totalmente estranea ad un confronto con la Base.
Noi intendiamo con questo documento aprire una riflessione per ridare un’identità alla nostra partecipazione di militanza attiva che a tutt’oggi cosi non è. Una buona dirigenza nelle sue componenti, deve avere chiaro il senso della sua missione, deve essere capace di capire, affrontare e risolvere i problemi in funzione del “buon funzionamento” all’interno del Partito, ed avere nei confronti dei militanti un atteggiamento pluralista e paritario. Il cambiamento che auspichiamo e per il quale ci impegniamo nel contributo come lo dovrebbe essere per tutti, sta proprio nell’impegno civile e politico che ci siamo assunti nella scelta della militanza attiva.
Partecipare attivamente alla vita politica del partito della nostra Provincia è oggi un dovere etico e morale prima che politico. Il futuro auspicabile nell’ Amministrare “la cosa pubblica” per noi significa fare l’interesse di tutti i cittadini secondo una scala di valori etici di responsabilità pubblica.
Fare politica e amministrare per noi è mettere a disposizione il meglio di sé, passione, disponibilità , competenze, capacità e tutte le risorse possibili, ancora più importante e’ assumersi le responsabilità che da tale attività conseguono.
Queste parole sono rivolte a tutte le dirigenze ma anche a tutti gli iscritti indipendentemente dalle loro mozioni di appartenenza, parole che nella convinzione politica si identificano in un sistema di valori senza i quali sarebbe vuota ogni ricerca del bene comune.
Anche se i dubbi rimangono nei comportamenti di una parte della classe politica che colpisce ed umilia pubblicamente la base nell’operato di alcuni dirigenti, o se volete le esternazioni di alcune dirigenze che per il ruolo ricoperto dovrebbero avere un ruolo superparte e garantire la rappresentanza e il diritto degli iscritti e militanti del circolo ma che cosi non è. Queste cose fanno male a Noi ed al Partito stesso, e se il tutto procede con una mancanza nel rispetto delle regole ed il rispetto delle procedure quanto riguarda i contenuti dello statuto del Partito Democratico sinceramente la delusione è molta. Nel funzionamento del Partito molte cose non vanno e nella condizione in cui ci troviamo far finta di niente, silenziare per non affrontare gli ultimi eventi che ci vedono coinvolti significa continuare nel vizio di forma e sostanza che negli ultimi anni ha inciso sulla vita strutturale dello stesso in una dinamica malata. Numerosi argomenti importanti primari non sono mai stati risolti nell’essere affrontati ed alcune altre questioni in modo superficiale e caotico…..eppure si erano create promesse a non finire slogan di buon fine, ma il tabù delle mozioni è ancora molto forte. Esiste una promessa di cambiamenti di un nuovo processo, attendiamo, per un’ onestà e non pregiudizievole valutazione, anche se a nostro giudizio, la speranza era racchiusa in un dibattito che coinvolgesse tutti nell’appartenenza realmente unitaria e non vestita da una ipocrisia imperante. Per il futuro speriamo in una gestione più saggia e corale e con una partecipazione maggiore ma non nelle presenze in occasione di voto o di qualche polemica strumentale o nel gioire nell’abbandono di qualche compagno, ma in quello che e’ il reale senso del partito, quello di creare una concreta sintesi ed analisi programmatica in quella realtà del tessuto urbano e del territorio, e che non sia azione ridursi in un povero strumento di guerriglia egocentrica come e’ evidente attualmente a scapito di un equilibrio di rapporti interpersonali che sono fondamentali in quella delicatezza che rappresenta il lavoro di una futura classe dirigente. Speriamo in tal senso che giungano riflessioni accorate e non strumentali e che se ne trovino razionali, ragionevoli e mature un qualcosa che ci aiuti nei cambiamenti della forma politica che oggi è in obbligo di viaggiare in pari passo con l’evoluzione di una società sempre più fluida e molto spesso disorientata nella velocità dei movimenti globali.
Un altro distinguo che poniamo e’ che non si devono confondere le basi territoriali con le politiche dello stato centrale che frequentemente non corrispondono alle nostre esigenze e questo e’ dimostrato, per cui va sempre guardato ed esaminato il tutto con occhio critico ed anche con molto senso di distacco in quello che e’ il nostro operato e nulla va interpretato con quello che può essere visto come un vantaggio personale in quella che rappresenta la scalata verticale all’ interno delle dirigenze del partito o nei ruoli amministrativi………
Il nostro ruolo è e rimane per onestà intellettuale orizzontale al pari dell’oggettività del nostro pensiero e deve espandersi nella società che viviamo. Questo nel concetto e nella semplicità della vita e’ tutto o niente poiché un processo territoriale in continua evoluzione non definirà mai il confine di una soluzione. Una citazione che non vuole essere retorica ma che forse aiuta nella comprensione: ” Non e’ il mondo che cambia ma siamo noi nel corso della nostra vita che cambiamo”.
La nostra visione è basata sulla partecipazione di tutti, in unione di intenti, per la vivibilità stessa della democrazia e per lo sviluppo locale ed ambientale socio economico, questo documento, è frutto di una riflessione di tanti iscritti incontrati per strada in questi ultimi due anni,persone ascoltate nel loro percorso all’interno ed all’esterno del partito, persone con storie e culture diverse, che dall’analisi della realtà locale nei suoi problemi cerca di dare delle risposte con passione e devozione e maggiore sensibilità.
Una riflessione porta ed è costruita sulle aspettative degli iscritti e componenti di questo partito, fatta di bisogni reali nella vita quotidiana della militanza.
Queste parole non cadono dall’alto o preconfezionate da un esercizio di corrente, ma sono aperte a tutte le indicazioni ai suggerimenti, ai sogni e le speranze di ogni singolo iscritto militante dirigente ed eletto del Partito Democratico. Una riflessione che sarà implementata speriamo attraverso un confronto e dibattito diretto interno ed esterno a queste mura, con i compagni di ieri di oggi e nella speranza di domani, che si allarghi a tutta la base dei circoli esistenti sul territorio della nostra provincia, tale da trarre indicazioni utili per la stesura che aiuti a risolvere l’agonia politica in cui viviamo.
IL Nostro impegno che ci deve caratterizzare sarà quello di dare “ ascolto ” alle esigenze di chi non si riconosce nel recinto delle mozioni, perché la libertà delle idee è importante in un uomo, perché oltre ad essere partecipi e forza di un mondo politico siamo alla pari anche parte attiva di una società civile. Occorre quindi rendere più accessibile e concreta l’attività politica per ridare fiducia al partito e per realizzare tutto ciò occorrono persone credibili, responsabili ed oneste, capaci di guidare il percorso e realizzare il programma in un viale fatto di trasparenza, etica, morale ed onestà intellettuale.
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