Anagni Palazzo della Ragione 350 260

Anagni Palazzo della Ragione 350 260di Antonella Necci – Dopo gli articoli pubblicati nei giorni scorsi sul probabile rimpasto della Giunta comunale di Anagni, poche sono le novità trapelate. Ancora continuano i mormorii che parlano non più di Roberto Cicconi assessore, ma di un possibile, probabile esponente di Anagni Democratica. In mezzo alle possibilità di questa coalizione ritornano a veleggiare nomi che tanta polemica avevano fatto scaturire all’indomani delle elezioni amministrative. Simone Pace, Simone Ambrosetti e Simona Pampanelli. I tre più votati del Reame.
I tre scontenti,che,nonostante il quantitativo di voti ottenuti, si sentivano relegati ad un ruolo al di sotto delle loro capacità politiche.
Tenendo conto che a chi non è di Anagni possono sfuggire certi sottili meccanismi che servono per reclutare gli assessori più capaci allo sviluppo della città, mi duole dover dire che molte volte il successo nazional popolare non corrisponde necessariamente ai meriti. Se così fosse, tante persone capaci ma poco inclini al rapporto umano o sociale per naturale diffidenza o naturale riservatezza sarebbero tagliati fuori da qualsiasi incarico.
Nella questione specifica, poi, i voti sono dati alla coalizione o al partito e non necessariamente vengono assegnati per competenze. In un paese si sa, il farmacista ricopre un ruolo importante. Era così nei tempi passati ed è così ancora adesso.
Votate la farmacista che ascolta le tue confidenze e ti da consigli preziosi è un atto dovuto. Un segno di stima. Ma questo non significa che il voto equivale ad una sorta di investitura politica. È un primo passo in quel mondo. Non è che il bambino impara subito a camminare come un uomo. Prima dovrà pur studiare come si muovono quelli più grandi di lui. Senza tante pretese.
Ho preso il ruolo del farmacista come esempio, ma ne potevo prendere altri che quotidianamente vivono a contatto con la comunità e possono più naturalmente acquisire voti e consensi. Certo, mi direte, la politica è fatta di questo. Il contatto con il territorio è fondamentale. Ma il mondo si può rivoluzionare anche senza diventare assessori, vicesindaco o sindaco. L’impegno deve essere prima sociale e poi politico e l’ambizione, frutto di una grande insicurezza interiore, dovrebbe essere tenuta a freno. Ciò dimostrerebbe che il neo politico in questione possiede una personalità equilibrata, adatta a lavorare sia in gruppo che autonomamente superando gli interessi personali per il bene della collettività.
Come certo avrete capito un simile politico non esiste! Il presunto prestigio che si acquisisce mettendosi in mostra fa gola ai più e nel rimpasto di giunta giocano tanti interessI che non potranno mai portare ad una scelta serena. Anche dopo nottate insonni di trattative di mediazione. Se poi ricominciano a circolare anche i soliti nomi dei soliti papabili, allora la possibilità di creare una giunta popolare ma poco adeguata sale in modo esponenziale.
A scapito dei poveri cittadini che rimpiangeranno i voti concessi superficialmente e si riprometteranno di votare meglio alle prossime elezioni, seguendo un copione ben noto a chi la politica la conosce e la pratica da decenni.

16/09/2015

 

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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