di Ilario Pesoli, consigliere Pro Loco – Lo dice la parola stessa: Pro Loco, “a favore del luogo”. Purtroppo sembra che in questo senso l’associazione Pro Loco Anagni stia progressivamente esaurendo la sua spinta propulsiva. Bisogna dirlo: in due anni di nuovo Consiglio direttivo poco è stato fatto e con mezzi sempre scarsi. La situazione non è delle migliori, a partire da un Consiglio per niente coeso e per la maggior parte poco partecipe alla vita dell’associazione, che si regge sull’impegno dei pochi volontari e dei pochi consiglieri che l’hanno portata avanti. E se si pensa a quanti furono gli iscritti votanti al momento delle elezioni (intorno agli 800 tesserati) e quanti subito dopo hanno rinnovato le tessere (ad oggi una cinquantina), non ci vuole un genio per capire che si è trattato della classica invadenza della politica locale per scopi sicuramente diversi da quelli legati alla sua funzione. Insomma, un Consiglio in cui probabilmente le mire politiche hanno pesato, e per di più con una presidenza per niente incisiva: poco è stato messo in chiaro riguardo la situazione che la precedente amministrazione lasciava in eredità (principalmente a livello di bilanci), e poco si è visto e sentito il Presidente, dimissionario oltretutto dopo 18 mesi.
Ma questa è solo una parte della storia. La Pro Loco è una associazione a carattere privatistico, e da Statuto prevede quale membro di diritto nel consiglio il Sindaco o un suo rappresentante, e ciò ha sempre favorito una stretta collaborazione tra i due Enti, Comune e Pro Loco, per promuovere tutte le iniziative a favore del territorio. Col passare degli anni questo rapporto ha visto il Comune prevalere sempre più sull’indirizzo e le scelte della Pro Loco, snaturandone il profilo di autonomia e di impegno gratuito degli associati.
Con l’ultima amministrazione comunale la situazione è degenerata: la Pro Loco sembra essere diventata un peso per il Comune, che se da una parte non nega un minimo di sostegno, dall’altra non sembra essere interessato a facilitare la vita dell’associazione. Viene da chiedersi quale sia lo scopo, considerando che un sano e positivo rapporto tra le due parti è nell’interesse della comunità. Il Comune è veramente interessato a collaborare con la Pro Loco, e dunque al suo operato? O ha in mente altre soluzioni?
Sarebbe opportuno innanzitutto che la Pro Loco si munisca di organi di gestione più partecipi ed efficienti per porre fine alla confusione che regna al suo interno. Inoltre chiarire una volta per tutte il nodo tra Comune e Pro Loco, poiché con questa generale incertezza c’è il rischio di soffocare lentamente l’associazione, fino al suo scioglimento.
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie