di Ignazio Mazzoli – Fare politica non è solo partecipare alle campagne elettorali. Sono circa le diciotto e trenta del 20 luglio, un caldissimo lunedì e l’Unione per il Rinnovamento Democratico di Ceccano si è riunita per incontrare una rappresentanza del “Comitato promotore della Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà”. Donne e uomini delle quattro liste che hanno affiancato Manuele Maliziola nella campagna elettorale sono presenti, nella sede di viale della Libertà 95 per continuare un impegno sulle emergenze presenti sul territorio.
Non è un appuntamento così, per dire “ci siamo visti”. Bisogna essere determinati e convinti per sopportare l’afa mentre imperterriti i presenti esaminano il documento-piattaforma con cui il Comitato rivolge alle Istituzioni, ai sindacati e ai partiti proposte precise e concrete per non lasciare incancrenire lo stato in cui si trovano 115000 disoccupati nel frusinate troppo a lungo negletto e privato delle necessaria attenzione e premura sociale e politica.
Già dall’avvio che dà Manuela Maliziola è chiara l’intenzione: portare in Consiglio comunale la “questione disoccupazione” nei termini e nei modi con cui gli inoccupati giovani e vecchi, che si organizzano nella “Vertenza Frusinate”, vogliono affrontarla con il più largo schieramento di solidarietà nel territorio e nelle Istituzioni, senza cadere nella demagogia, ma anche senza perdere altro tempo prezioso. Si, vogliono risultati anche piccoli e parziali, ma che diano speranza certa a chi oggi non vede prospettive di sopravvivenza.
In questa iniziativa dell’Unione per il Rinnovamento Democratico di Ceccano c’è sicuramente un fatto nuovo. Non è la prima volta che nella dimensione comunale si affronti il “dramma occupazione”, tutti abbiamo visto e apprezzato l’impegno del sindaco Fausto Bassetta su questi temi, in una città, Anagni che sul proprio territorio ha una purtroppo vasta testimonianza di aziende chiuse, ma qui a Ceccano si sta per aprire una fase nuova che affronta la “questione disoccupazione” nei suoi riflessi estesi sul territorio, cioè in un centro di residenza, a diretto contatto con i problemi che devono affrontare le famiglie di quei lavoratori che altrove hanno perso il lavoro e con i riflessi non meno drammatici che si producono nel circuito sociale che vi ruota intorno a loro, deprivati di reddito. In molti hanno fatto riferimento ad un esempio: quello di Giampiero, un macellaio costretto a chiudere in conseguenza della crisi, quella reale e concreta che vivono i suoi clienti non più in grado di spendere presso il suo negozio.
Il contributo che giunge da questo appuntamento è proprio quello di essere riuscito a rintracciare il legame profondo fra disoccupazione e depauperamento generale.
Dall’illustrazione che Tiziano Ziroli, del Comitato per la Vertenza Frusinate, ha fatto delle proposte di defiscalizzazione degli oneri comunali e della riduzione dei costi dei servizi a ai disagiati dalla mancanza di lavoro è chiaramente venuto lo stimolo ad individuare le tante iniziative che in ogni comune si possono prendere. Conoscere tutti i disoccupati per ogni comune, individuare tutte le opportunità di lavoro, come realizzare una solidarietà concreta intorno ai casi più bisognosi. Non è poco. Anzi sarebbe tantissimo in termini di speranza e prova di civiltà.
Questo “fatto nuovo” dell’Unione per il Rinnovamento Democratico di Ceccano va segnalato. E’ un atto concreto di buona politica che può essere imitato ed esteso a tutta la Provincia.
Noi lo segnaliamo perché può dare risultati.
21 luglio 2015