parcodegliernici 350 260

parcodegliernici 350 260Il comunicato che segue fu emesso il 22 aprile ultimo scorso e mai ha ricevto  risposta. unoetre.it ha deciso di riproporlo.

dal Comitato per la Comitato per la Protezione dei Monti Ernici – Perché l’ass. Gizzi ha paura del Parco degli Ernici?
Nonostante abbia abbondantemente superato l’epoca della pubertà, epoca in cui –a suo dire- ne faceva “una questione personale”, sembra che l’idea di Parco sui Monti Ernici, all’assessore Gizzi, produca vere e proprie fobie.
E’ ancora fedele all’ideologia o nasconde un qualcosa di diverso nonostante il ruolo pubblico di assessore, che oggi ricopre?
Purtroppo, molta della nostra energia la stiamo spendendo per contrastare una continua disinformazione: non avendo solidi argomenti a disposizione, da parte di taluni si diffondono notizie non vere, pur sapendo che vere non sono!
In questo modo non è possibile che all’opinione pubblica arrivino le argomentazioni coerenti e corrette, che sono alla base della proposta di Parco, di come se ne possa trarre il massimo dei benefici sia in termini economici che sociali (oltre che -ovviamente- in termini di protezione della natura e del paesaggio) e di come, attraverso la messa a sistema delle ricchezze naturali ritenute di pregio, si possano valorizzare le nostre tradizioni e i nostri beni storici e culturali, proponendoci in termini positivi, di sviluppo e di lavoro per i giovani, nel panorama più ampio del Paese.
Credevamo di avere la strada spianata perché non ci sono veri argomenti a sfavore: ma li stanno inventando con argomentazioni che non avremmo voluto ascoltare mai, da nuova crociata contro la 394/91 (per questo la presenza del consigliere regionale Buschini?).
Ci domandiamo perché ci siano opposizioni al Parco? Pensiamo per due ordini di motivi: uno di tipo economico/speculativo; l’altro legato alla conservazione di un sistema di potere “politico” legato al mondo della caccia, di cui nutriamo il massimo rispetto se esercitata correttamente nelle aree non interessate dalla tutela delle specie faunistiche, specialmente se rare e preziose.
Alle motivazioni contrarie si potrebbero aggiungere la difficoltà culturale (paura) di immaginare qualcosa di nuovo ed i meschini egoismi sempre presenti e da preservare. Ma queste (false) paure, solo che lo si voglia, possono essere superate con il dialogo e l’informazione. Ma ci rendiamo conto che, dietro i toni utilizzati e riportati dalla stampa, i termini dialogo e riflessione possono non essere prese in considerazione. Vogliamo tuttavia rischiare riproponendo il dialogo sul Parco dei monti Ernici: quello stesso dialogo, che abbiamo tentato invano d’instaurare già da qualche anno.
Agli oppositori a prescindere, ricordiamo di considerare i dati che ci provengono dai centri studi nazionali e dell’UE, fatti propri dalla Regione Lazio, relativi alle economie stimolate dai parchi, ed ai benefici sociali per le persone interne e/o limitrofe ai parchi; d’altronde per chi arriva a sostenere che ci siano “rigide normative calate dall’alto” e fantomatici “danni che si perpetuano sul territorio”, per costoro è sempre pronta una nuova proposta che, pur di lasciare le cose invariate, verrà magari detta in Inglese: wilderness … suona bene, ma i contenuti sono pari a zero!
Si pensa che evocando lo spauracchio dei vincoli, dello sperpero di denaro pubblico e dell’esproprio di territorio ai proprietari, concetti completamente fuori dal seminato e dai contenuti della legge 394/91, si crei quel brodo di confusione sociale in seno al quale si possa impunemente esercitare il diritto di veto sulle possibilità di sviluppo socio/economico degli Ernici, inammissibile per il periodo di crisi che il nostro territorio sta vivendo, inconcepibile per chi amministra la cosa pubblica, dal Comune alla Regione.
Il parco, secondo legge, non intende quindi la protezione come un regime di soli vincoli e divieti, ma introduce una visione innovativa, che prevede un intervento attivo.
Il parco non nasce per immobilizzare e cristallizzare una realtà, ma per mobilitare più soggetti e risorse nazionali, regionali e locali, in vista di finalità di conservazione e valorizzazione, la cui soddisfazione richiede, da parte del parco stesso, un ruolo attivo di “tutela e gestione”, come si esprime la legge n.394/1991.
Assessore Gizzi, poiché ricopre un ruolo primario nell’importante Comune di Alatri, da sempre inserito nella storia delle montagne degli antichi ernici, molto volentieri le vorremmo illustrare l’interezza della proposta Parco e le saremmo molto grati, se oltre a lei, potessimo esporre anche al Sig. Sindaco ciò che moltissimi concittadini condividono, nell’interesse di tutta la cittadinanza e della nostra amata Città.

Alatri li 22-4-2015
X il Comitato per la Protezione dei Monti Ernici

Silvio Campoli – Luigi Scerrato
3482418706 3332712872

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Di Autore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.