di Ivano Alteri – Torniamo di nuovo sull’argomento delle opere pubbliche a Frosinone, tra cui lo Stadio, il Museo, le strutture dell’Unitalsi ed altre, poiché abbiamo l’impressione che, nonostante le proteste e le proposte dei cittadini e delle associazioni, gli amministratori non abbiano ben compreso che il vento sta cambiando, e pensano ancora di poter operare a prescindere dall’opinione degli amministrati. Ma se loro hanno la testa dura noi non siamo da meno.
Abbiamo letto sulla stampa locale una prolissa dichiarazione del consigliere Piacentini, secondo cui Cassa Depositi e Prestiti avrebbe concesso “al 99%” l’autorizzazione a stornare i fondi già stanziati per il Museo Archeologico, a favore dello stadio Casaleno. È la prima volta che sentiamo dire di un’autorizzazione concessa al 99%, e non ne comprendiamo bene il senso (certo, nel lungo testo inviato alla stampa avrebbe potuto fare un piccolo sforzo per spiegarlo un pochino, ma tant’è). L’unico che ci viene in mente è che si voglia indurre alla rassegnazione quanti si stanno battendo sia per il Museo cittadino, e le altre opere, sia per uno stadio “pulito”, senza macchia.
Come si sa, il metodo di sgraffignare qua e là i finanziamenti è stato utilizzato dall’amministrazione anche a danno di numerose altre opere, anche per alcune già in corso di realizzazione e per l’interruzione delle quali il comune potrebbe essere chiamato a pagare ingenti danni. Noi troviamo che il metodo sia inaccettabile, per diverse ragioni.
La prima, ovviamente, riguarda le opere che subiranno il danno. L’atteggiamento che stiamo stigmatizzando ci pare privo di logica, prima ancora che di ogni senso di giustizia. Ci chiediamo infatti se le ragioni che hanno indotto gli amministratori a fare per esse richiesta di finanziamento, siano oggi decadute. Quando si è deciso, ad esempio, di realizzare l’ampliamento del Museo Archeologico Comunale e si è chiesto alla Regione Lazio e alla CDP di finanziare l’opera, lo si è fatto perché non c’era niente di meglio da fare o perché si avevano delle buone ragioni? E ora quelle ragioni sono decadute? Perché? Su questo ci piacerebbe avere una risposta; breve e concisa.
La seconda, altrettanto ovviamente, riguarda la realizzazione dello stadio. Abbiamo già detto che quest’opera avrebbe bisogno, come le altre, di un’attenzione tutta sua, di una discussione tutta sua, di un finanziamento tutto suo; e abbiamo anche raccolto e pubblicato delle proposte. Uno stadio realizzato danneggiando gravemente la città su altri fronti, invece, nascerebbe sotto i peggiori auspici, che non è un buon modo di nascere. Riteniamo, perciò, che nonostante l’apparente affaccendarsi per la sua realizzazione, nei suoi confronti vi sia una inaccettabile mancanza di rispetto.
Migliaia di tifosi e ormai migliaia di semplici cittadini non necessariamente appassionati di calcio, come nel nostro caso, stanno entusiasmandosi per tutti gli sforzi agonistici e societari che la squadra sta profondendo per accedere al campionato di serie A, soprattutto ora che la squadra è giunta alla seconda posizione in classifica dopo la vittoria sulla Ternana. E gli amministratori cosa fanno? Li mettono l’uno contro l’altro, li costringono a scegliere tra un’opera necessaria e un’altra altrettanto necessaria, gettando la città in un guazzabuglio di umori che solo la peggior politica può riuscire a produrre. Da non credere.
Ci chiediamo cosa pensino i giocatori, che si vedono sostenere, applaudire e abbracciare da tutta la città e non solo, ma poi devono vedere il “loro” stadio divenire causa di discordia. E cosa la società, che probabilmente avrebbe sperato in un migliore sostegno da parte di amministratori e politici, ma rischia invece di restare macchiata da un’onta. E, soprattutto, cosa pensino i tanti tifosi, che vorrebbero un grande stadio, sì, ma pulito, fatto con onore, senza ricorrere a sotterfugi.
É evidente: a questa situazione non ci si può rassegnare. Non solo per lo stadio, il museo, l’Unitalsi ecc.; ma per non autorizzare i nostri amministratori a perseverare nei loro comportamenti dispotici, sguaiati, approssimativi, opachi al 99%.
Frosinone 28 aprile 2015
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