di Gianmarco Capogna* – “L’8 Marzo non finisce”: al via domenica un progetto lungo un anno per parlare di donne e questioni di genere
L’Unione europea ha lanciato per il 2015 l’Anno europeo per lo sviluppo con uno slogan molto chiaro: Il nostro mondo. La nostra dignità. Il nostro Futuro. Sarà un’occasione importante per tirare le somme su quanto è stato fatto per raggiungere gli obiettivi del millennio lanciati nel 2000 sui temi dello sviluppo sostenibile e della lotta alla povertà.
Allo slogan appena citato mi sento di aggiungere anche Le Nostre Donne. Il 2015 è infatti anche l’anno in cui si compiono i venti anni della Conferenza Mondiale delle donne di Pechino del 1995 che aveva lanciato obiettivi precisi legati ai temi delle donne e delle questioni di genere intorno alla povertà femminile, alla rappresentanza politica, all’empowerment, ai diritti fondamentali. Nonostante alcuni passi in avanti sono stati fatti, quella democrazia paritaria immaginata quando avevo solo 5 anni non è stata realizzata anche se il principio del gender mainstreaming – che in altre parole non è altro che attuare un’attenzione alle questioni di genere in tutte le politiche pubbliche e nei processi di policy making in maniera orizzontale e verticale – sia stato adottato in maniera eterogenea dalle maggiori istituzioni internazionali come base per la programmazione pluriennale, come nel caso delle strategie quadro messe in atto a livello comunitario.
Raggiungere la parità di genere è un percorso lungo e tortuoso nel mondo ma anche in Italia dove i dati testimoniano ancora come ci siano differenze sostanziali nella retribuzione uomo-donna, nonostante già i Trattati europei del 1957 vietavano il gender gap salariale, nella rappresentanza femminile nelle istituzioni dirigenziali e decisionali (comprese quelle politiche) – tanto che finalmente con circa dieci/quindici anni di ritardo anche nel nostro Paese si stanno adottando leggi correttive come la queta di rappresentanza nei consigli di amministrazione o la doppia preferenza di genere nelle elezioni di diverso ordine e grado – ma anche nel più generale tema dei diritti, civili, sessuali, sanitari, riproduttivi. Siamo un Paese che annovera numeri drammatici riguardanti le violenze domestiche e i femminicidi, che si chiude a riccio in una discussione ideologica e sterile sul tema della prostituzione volontaria, della tratta e dello sfruttamento, che non riesce a svincolarsi da principi legati alla religione su questioni come l’aborto e la prevenzione sessuale, che resta troppo spesso un tabù specialmente nelle scuole, ambienti dove invece gli altri Paesi europei investono tantissimo.
Per questi motivi come Responsabile Diritti e Politiche Sociali dei Giovani Democratici Lazio mi sono messo a disposizione, insieme con il circolo GD di Frosinone, del gruppo delle Donne PD di Frosinone per dare vita ad un percorso di approfondimento sulle questioni di genere che abbiamo chiamato L’8 Marzo non finisce. Un titolo che non nasce a caso ma che anzi vuole sottolineare come il nostro impegno verso le donne non si ferma ad una giornata ma dura tutto l’anno, ogni anno. Nel corso di tutto il 2015 organizzeremo eventi di confronto, studio, approfondimento e di dibattito pubblico su una serie di temi che presenteremo domenica prossima, 15 marzo, alle ore 18.30 presso la Saletta delle Arti in via Giacomo Matteotti a Frosinone. Sarà un percorso aperto alla società civile, ai sindacati, alle associazioni e agli enti interessati per costruire una rete e una task force su questi temi capaci di portare avanti un lavoro necessario e fondamentale nella nostra città ma anche nella nostra Provincia.
Come Giovani Democratici siamo consapevoli che questi temi necessitino dell’impegno di tutti specialmente in un contesto come quello attuale dove sempre più spesso ri-emergono posizioni fortemente discutibili e retrograde che vedono la donna come sottomessa all’uomo di casa, riproponendo una struttura patriarcale che con tanti sacrifici le rivendicazioni degli anni ’60 e ’70 avevano smantellato. Per questo siamo pronti a dare il nostro contributo in una battaglia che riteniamo essere di civiltà; una sfida che contribuisce al progresso sociale dei nostri territori e più in generale del nostro Paese.
*Gianmarco Capogna – Responsabile Diritti, Politiche Sociali e Comunicazione GD Lazio