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acquanonsivende 350 260di Redazione – «ACQUAle costo?», che simpatico ed efficace slogan! Il Co­mitato Acqua Pubblica di Fro­sinone proprio in nome di questa domanda sabato 14, dalle 10, insieme ai cittadini e a tutte le associazioni che pro­testano da mesi contro la ge­stione Acea scenderanno in piazza per una manifestazione che «pretenda innanzi tutto la risoluzione del contratto con Acea Ato5», come spiega Se­vero Lutrario, responsabile del Comitato.
Si partirà dalla Villa Comunale di Frosinone per poi terminare davanti l’Ammini­strazione Provinciale in Piazza Gramsci.
Dopo la Conferenza dei Sindaci di lunedì scorso – continua Lutrario, nella conferenza stampa indetta ieri mattina proprio nel piazzale antistante la sede di Acea – che ha visto i cittadini protagonisti nel rivendicare lo spazio pub­blico, fisico e luogo delle deci­sioni prese per la collettività e nel bocciare l’imbarazzante or­dine del giorno dell’Assemblea dei Sindaci e il vergognoso piano degli investimenti pro­posto, di cui è stata sospesa l’approvazione, sabato scende­remo in piazza per 3 motivi e punti cardine fondamentali:
a – l’attuazione della risoluzione contrattuale per colpa del ge­store in quanto i Sindaci l’­hanno già deliberata e la Segreteria tecnica ha già messo in mora il gestore, dimostran­done appieno le inadempienze;
b – l’approvazione in tempi rapidi della legge regionale che defi­nisce i nuovi ambiti di bacino idrografico in attuazione della Legge Regionale n. 5/2014, ossia “Tutela, governo e ge­stione pubblica delle acque”, per un nuovo modello di ge­stione della risorsa e del servi­zio idrico;
c – la tutela da parte dei Sindaci del diritto inviolabile della persona all’accesso all’ac­qua e ai servizi igienico-sani­tari, ordinando il riallaccio immediato del servizio, nel momento in cui il gestore viola questo diritto».
Questi, dunque, i nodi cardine dalla quale la manifestazione prenderà spunto per dire basta «La condotta del gestore Acea non è più ulteriormente tollera­bile – dice Lutrario – Un ge­store che ha assunto un atteggiamento insostenibile nei confronti dei cittadini, con mi­nacce di distacchi, o distacchi effettivi, nei confronti di chi ha esercitato il proprio diritto di contestare giustamente le fat­ture o di chi si trova in diffi­coltà.
Ai pochi sindaci che hanno ordinato l’immediato riallaccio, Acea risponde, addi­rittura, con note aggressive, fa­cendo ricorso al Tar».
Ma anche l’assemblea dei sindaci tenutasi lunedì merita un duro attacco, perchè sulla questione Acea e sul piano investimenti, sempre secondo il responsabile del comitato «non ha fatto altro che confermare che chi do­vrebbe agire per il bene e i di­ritti degli elettori e dei cittadini è quanto meno incapace di fare il proprio lavoro. E intollera­bile il tentativo di attuare un piano di investimenti che rap­presenterebbe il perfeziona­mento del delitto. Un piano degli investimenti, inesistente, preso come base per gli au­menti delle tariffe stabilite il 14 Luglio, sulla promessa di inve­stimenti che sarebbero dovuti iniziare il 1 Gennaio 2014 e che a metà di Marzo 2015, di fatto non esistono. La proposta presentata era assolutamente inadeguata: invece dei famosi 62 milioni di euro, essa preve­deva un investimento reale di 19 milioni e tra le opere conta­bilizzate vi erano quelle già ef­fettuate a spese dei comuni». Preso di mira anche il Presidente della Provincia Pompeo, il quale, a detta del Comitato, «resosi conto – ha specificato ancora Lutrario – che questa ignobile proposta sarebbe stata bocciata, invece di accettare la votazione democraticamente effettuata, ha pensato bene di ritirarla, per poterla poi ripre­sentare, modificando magari i rapporti di forza all’interno del­l’Assemblea dei sindaci. Que­sta situazione va denunciata» Infine, con decisione Severo Lutrario, sul­l’Assemblea dei sindaci e sulla legge n 5 del 2014 dichiara : «Non c’è bisogno di alcuna ulteriore in­dagine, questo gestore (Acea) deve andarsene e il contratto deve essere risolto al più pre­sto: che l’acqua sia gestita dalle assemblee comunali, senza il bisogno dell’Assemblea dei sindaci, alla quale porteremo un avviso di sfratto. Il loro tempo è finito. Se la Regione Lazio approverà la legge attua­tiva, e proprio domani avremo un incontro con l’assessore Re­gionale Refrigeri su questa questione, avremo la possibi­lità di far tornare le decisioni in merito al servizio idrico all’in­terno dei singoli consigli co­munali, con la presenza dei cittadini».

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