scioperodellafame noallabuonascuola

scioperodellafame noallabuonascuoladi Riziero Agostinelli – I precari della scuola e quelli di ruolo, lanciano lo SCIOPERO DELLA FAME a partire da oggi, lunedì 9 marzo. Lo sciopero è rivolto a tutto il personale della scuola (precario e non). Riteniamo necessario e ormai inevitabile ricorrere a tale azione di protesta, in quanto non siamo più disposti a tollerare le prese in giro del Governo Renzi.

Renzi e il Miur in questi mesi hanno ricevuto migliaia di mozioni, votati a maggioranza e all’unanimità dai Collegi dei docenti in riferimento alla riforma della scuola denominata la Buona Scuola. Le migliaia di mozioni, provenienti da tutte le scuole d’Italia, hanno espresso valutazione negativa nei confronti di una proposta di legge (buona scuola) antisociale.

Gli insegnanti all’interno delle mozioni hanno espresso il parere che la scuola andrebbe riformata a partire da:

•Abrogazione della Riforma Gelmini e ripristino delle ore didattiche tecnico-scientifiche e laboratoriali.

•Abrogazione della Riforma Fornero, con particolare riguardo allo sblocco dei pensionamenti (turn over).

•Revisione delle classi di concorso nel rispetto della professionalità docente e della qualità della didattica.

•Implementazione dei laboratori negli istituti Secondari di Secondo Grado.

•Diminuire il numero degli alunni per classe, fino ad un massimo di 20 alunni (17 in presenza di un diversamente abile).

•Ingresso nell’obbligo scolastico dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e con l’innalzamento dello stesso al quinto anno della scuola superiore.

•Sblocco del contratto nazionale, ampiamente scaduto da anni ed equiparazione degli stipendi rispetto alla media europea.

•Riqualificazione della scuola attraverso il riconoscimento dell’unicità della funzione docente, con un contratto ad assetto giuridico specifico per tutti gli insegnanti della scuola fuori dal pubblico impiego.

•Eliminazione degli oneri da parte dello Stato alle scuole ed istituti privati (art. 33 della Costituzione Italiana) “le scuola e istituti di educazione hanno diritto di istruirsi senza oneri dello Stato.

•Garanzia da parte dello Stato di una scuola pubblica e statale per tutti gli ordini e gradi (art.33 della Cost. Italiana) al fine di non trasformare la scuola pubblica e statale in una azienda privata.

•Immissione in ruolo di tutti i precari, senza concorso (Gae, Siss, concorso e graduatorie d’istituto di seconda fascia con 36 mesi di servizio e abilitati) previsto dalla sentenza della Corte Europea e dalla legge Europea.

Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in difesa della cosa pubblica e statale, nel rispetto dei diritti professionali degli insegnanti, delle famiglie e degli alunni e nel rispetto delle leggi europee e delle sentenze dei tribunali di ogni ordine e grado.

La scuola pubblica e statale è uno dei pilastri fondamentali di uno Stato forte e competitivo e per questo motivo non può essere declassata attraverso riforme antisociali, come la “Buona Scuola” e la riforma Gelmini.
da un post su Facebook

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Di Autore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.