
di Valerio Ascenzi – Correre, camminare e pedalare, sono attività che non fanno solo bene al corpo, ma anche alla mente. Qualunque attività aerobica all’aperto è fonte di benessere. Attività del genere dovrebbero essere fatte in luoghi che tutelano la sicurezza di chi li pratica. Anagni è un luogo in cui negli ultimi anni è cresciuto il numero di uomini e donne in cui si praticano attività aerobiche all’aperto, ma mancano strutture adeguate. Una proposta all’attuale amministrazione comunale è stata fatta, da un privato cittadino, il quale, senza avere alcuna intenzione polemica, ha pensato alla realizzazione di una pista ciclabile per Anagni.
Da qualche anno ormai, la città ha visto crescere il numero di uomini e donne che dedicano almeno un’ora al giorno alla camminata, alla corsa o al ciclismo. Non parliamo di sportivi o di agonisti in senso stretto, ma di persone comuni che per vari motivi, spesso legati alla salute, fanno attività all’aperto. Molti di questi lo fanno per motivi anche legati allo stress psichico. Alcuni sono uomini e donne che hanno perso il lavoro, che sono in mobilità. Forse neanche in maniera volontaria, alcuni di questi hanno preso a correre e hanno compreso i benefici psichici della corsa. Molti psicologi ritengono che attività del genere, generando un aumento della capacità di sopportare la fatica e il disagio, rappresentino l’espressione e lo sviluppo di una notevole forza di volontà, che genera un conseguente accrescimento dell’autostima. Il tutto è collegato ad un fatto di natura chimica, endogena del corpo umano: l’attività aerobica all’aperto genera la secrezione di endorfine (affini alle morfine, ma autoprodotte dall’organismo), che servono a contrastare gli effetti della fatica, ma che si protraggono anche al termine dell’allenamento generando la riduzione dello stresso e delle tensioni, soprattutto di natura psichica. Da non sottovalutare poi sono i benefici dello sport fatto socializzando, ovvero in compagnia. Perché questo preambolo? Perché in effetti così si spiegano i numerosi gruppi che hanno preso a camminare, correre e pedalare, sulla circonvallazione di Anagni, sulla provinciale Anagni – Acuto, nel tratto di Anagni, sulla strada dell’area vicina alla ex Winchester, che collega le campagne di Anagni all’area dei monti Lepini.
Ma c’è da fare una considerazione: spesso chi fa queste attività non è al sicuro. Le strade menzionate sono tutte, o quasi, percorse dai veicoli (auto e mezzi privati e bus di linea), che possono mettere a rischio i cittadini che corrono. Incidenti con chi corre, cammina o pedale, non ce ne sono stati molti in realtà. Uno ad esempio lo scorso 29 settembre a Osteria della Fontana (notizia riportata dal quotidiano Il Messaggero), in cui è rimasto coinvolto, senza gravi complicazione, un dodicenne. Solo qualche escoriazione per lui.
C’è una proposta da parte di un privato cittadino che ci tiene a far presente che la sua non è una proposta fatta come aderente a movimenti politici, non è una polemica nei confronti di nessuno, quindi neanche dell’amministrazione. Simone Umbro, 34 anni, cittadino residente ad Anagni, ha raccolto delle firme e le ha protocollate presso il Comune lo scorso 29 settembre, per proporre la realizzazione di una pista ciclabile o pedonale. La richiesta di protocollo gli è stata accolta. «Qualcuno mi ha detto che avrei dovuto presentare una sorta di progettino, individuando un’area, ma non ritengo di essere competente in materia; so però che considerato il numero di persone che praticano attività all’aperto ad Anagni, la città dovrebbe dotarsi di una struttura di pubblica utilità per fare in modo che queste attività possano essere svolte in sicurezza». Ci tiene a far presente la natura propositiva di questa richiesta: «Scrivo a voi – spiega – perché non voglio che nessuno strumentalizzi la mia proposta, cercando di alzare i toni o fare polemiche a riguardo; ritengo di essere semplicemente un cittadino che vuol fare una proposta per risolvere un problema che vive in prima persona, ma che si rende conto che potrebbe divenire di pubblica utilità».
Si tratta sicuramente di una proposta che potrebbe raccogliere l’adesione di altre associazioni e speriamo che l’amministrazione comunale ne tenga conto.
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