pista-ciclabile 350-260di Valerio Ascenzi – Correre, camminare e pedalare, sono attività che non fanno solo bene al corpo, ma anche alla mente. Qualunque attività aerobica all’aperto è fonte di benessere. Attività del genere dovrebbero essere fatte in luoghi che tutelano la sicurezza di chi li pratica. Anagni è un luogo in cui negli ultimi anni è cresciuto il numero di uomini e donne in cui si praticano attività aerobiche all’aperto, ma mancano strutture adeguate. Una proposta all’attuale amministrazione comunale è stata fatta, da un privato cittadino, il quale, senza avere alcuna intenzione polemica, ha pensato alla realizzazione di una pista ciclabile per Anagni.
Da qualche anno ormai, la città ha visto crescere il numero di uomini e donne che dedicano almeno un’ora al giorno alla camminata, alla corsa o al ciclismo. Non parliamo di sportivi o di agonisti in senso stretto, ma di persone comuni che per vari motivi, spesso legati alla salute, fanno attività all’aperto. Molti di questi lo fanno per motivi anche legati allo stress psichico. Alcuni sono uomini e donne che hanno perso il lavoro, che sono in mobilità. Forse neanche in maniera volontaria, alcuni di questi hanno preso a correre e hanno compreso i benefici psichici della corsa. Molti psicologi ritengono che attività del genere, generando un aumento della capacità di sopportare la fatica e il disagio, rappresentino l’espressione e lo sviluppo di una notevole forza di volontà, che genera un conseguente accrescimento dell’autostima. Il tutto è collegato ad un fatto di natura chimica, endogena del corpo umano: l’attività aerobica all’aperto genera la secrezione di endorfine (affini alle morfine, ma autoprodotte dall’organismo), che servono a contrastare gli effetti della fatica, ma che si protraggono anche al termine dell’allenamento generando la riduzione dello stresso e delle tensioni, soprattutto di natura psichica. Da non sottovalutare poi sono i benefici dello sport fatto socializzando, ovvero in compagnia. Perché questo preambolo? Perché in effetti così si spiegano i numerosi gruppi che hanno preso a camminare, correre e pedalare, sulla circonvallazione di Anagni, sulla provinciale Anagni – Acuto, nel tratto di Anagni, sulla strada dell’area vicina alla ex Winchester, che collega le campagne di Anagni all’area dei monti Lepini.
Ma c’è da fare una considerazione: spesso chi fa queste attività non è al sicuro. Le strade menzionate sono tutte, o quasi, percorse dai veicoli (auto e mezzi privati e bus di linea), che possono mettere a rischio i cittadini che corrono. Incidenti con chi corre, cammina o pedale, non ce ne sono stati molti in realtà. Uno ad esempio lo scorso 29 settembre a Osteria della Fontana (notizia riportata dal quotidiano Il Messaggero), in cui è rimasto coinvolto, senza gravi complicazione, un dodicenne. Solo qualche escoriazione per lui.
C’è una proposta da parte di un privato cittadino che ci tiene a far presente che la sua non è una proposta fatta come aderente a movimenti politici, non è una polemica nei confronti di nessuno, quindi neanche dell’amministrazione. Simone Umbro, 34 anni, cittadino residente ad Anagni, ha raccolto delle firme e le ha protocollate presso il Comune lo scorso 29 settembre, per proporre la realizzazione di una pista ciclabile o pedonale. La richiesta di protocollo gli è stata accolta. «Qualcuno mi ha detto che avrei dovuto presentare una sorta di progettino, individuando un’area, ma non ritengo di essere competente in materia; so però che considerato il numero di persone che praticano attività all’aperto ad Anagni, la città dovrebbe dotarsi di una struttura di pubblica utilità per fare in modo che queste attività possano essere svolte in sicurezza». Ci tiene a far presente la natura propositiva di questa richiesta: «Scrivo a voi – spiega – perché non voglio che nessuno strumentalizzi la mia proposta, cercando di alzare i toni o fare polemiche a riguardo; ritengo di essere semplicemente un cittadino che vuol fare una proposta per risolvere un problema che vive in prima persona, ma che si rende conto che potrebbe divenire di pubblica utilità».
Si tratta sicuramente di una proposta che potrebbe raccogliere l’adesione di altre associazioni e speriamo che l’amministrazione comunale ne tenga conto.

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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