scuola renzi 350 260

scuola-renzi 350-260di Gianmarco Capogna – Secondo le stime pubblicate da una ricerca dell’Università di Edimburgo un ragazzo su quattro che si uccide tra i 16 e i 25 anni lo fa per questioni inerenti l’omofobia che si trova ad affrontare nella vita quotidiana. Secondo i dati CENSIS del 2008 circa il 50% delle classi scolastiche italiane sono interessate dal fenomeno del bullismo con il 22,3% di episodi ripetuti e il 27,6% di episodi singoli. Nel nostro Paese tale situazione riguarda per il 53% gli adolescenti maschi e per il 38% le ragazze. La crisi e la situazione di regresso economico ha contribuito, come già accaduto in altre circostanze storiche, ad un recesso culturale e con esso alla recrudescenza di sentimenti di odio e discriminazione, che diventano sempre più frequenti tra i giovani all’interno delle scuole.

Le indagini delle maggiori associazioni di settore testimoniano il riaffermarsi di atteggiamenti riconducibili alle categorie classiche della discriminazione: in primis quella riguardante il razzismo e l’origine etnica e a seguire quella di genere, per orientamento sessuale e per identità di genere. La giunta Zingaretti nel Lazio ha finanziato con 120mila euro i progetti di quattro associazioni sulle questioni dell’omotransfobia, con il coinvolgimento di 50 scuole e quasi 25 mila studenti. Uno tra i finanziamenti più ingenti e ambiziosi che rimette al centro il pensiero, fondante e identitario per chiunque si definisca di sinistra, che la scuola rappresenti un percorso di formazione non solo accademica ma anche di vita.

Nelle linee guida de La Buona Scuola non ci sono riferimenti a come rendere di carattere nazionale quelle che sono buone pratiche solo di alcune realtà più virtuose in tal senso. La lotta all’imbarbarimento culturale, ai fenomeni di bullismo e discriminazione deve essere una sfida che il Governo deve saper cogliere per insegnare, a partire dalle scuole, che esiste una diversità positiva, quella di essere ognuno diverso, che è principio fondante della società contemporanea. Una società melting pot non più figlia ma parte integrante del processo di globalizzazione.

Essere Sinistra significa essere in grado di far nostre le istanze dei più deboli, prendendoli per mano ed accompagnandoli verso condizioni di vita capaci di assicurargli libertà e sicurezza indipendentemente dal colore della pelle, dalla nazionalità, dal genere o dall’orientamento sessuale. La Buona Scuola è quella che è capace di prevedere nei piani formativi ore apposite dedicate all’insegnamento della cultura della differenza, del rispetto e della diversità, con il coinvolgimento di esperti del settore per formare da un lato gli operatori scolastici e dall’altro gli alunni.

L’obiettivo da porsi è alto: riportare la scuola ad essere inclusiva e capace di insegnare il rispetto di tutti gli individui, di aprire gli occhi sull’affettività e sulla sessualità e di promuovere la conoscenza dei diritti umani, il tutto superando l’ipocrisia e il bigottismo che troppo spesso hanno contraddistinto le scelte politiche di questo Paese e, con molta franchezza, anche del Partito Democratico. Inserire tutto ciò nella Buona Scuola significa assicurare alla prossima riforma della scuola di poter vantare anche un piccolo tassello di civiltà di cui l’Italia ha tremendo e urgente bisogno.

*Responsabile Diritti, Politiche Sociali e Comunicazione GD Lazio

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Di Gianmarco Capogna

Classe 1989, sono specializzato in Politiche europee della non discriminazione. Sono Responsabile Diritti, Non Discriminazioni e Uguaglianza per i Giovani Democratici di Frosinone. Convintamente progressista e di sinistra, sicuramente civatiano.

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