di Antonella Necci – In questa estate dal clima primaverile, niente è come sembra e niente va come dovrebbe andare. Mi sento di parafrasare una simpatica canzone di Irene Grandi, fiorentina, perché quest’anno è stato l’anno delle toscane e dei toscani, e la Versilia, grazie a loro, ritorna ai suoi fasti passati e tanto decantati nei film degli anni ’80, con Jerry Calà, Isabella Ferrari, Massimo Ciavarro e persino la già famosa Virna Lisi.
Ecco, quest’anno ci sarebbero idee per creare nuovi film sullo stesso genere: “vacanze anni duemila: stessa spiaggia, stesso mare”.
Tra i protagonisti il ruolo della ragazza più carina della spiaggia bisognerà affidarlo a Maria Elena Boschi. Anche confrontata con le varie Carfagna, Gelmini, Lorenzin, figlie di una Forza Italia reclutante da posti avulsi dalla politica, lei che dovrebbe trovarsi ideologicamente un po’ più a sinistra della destra, raccoglierebbe lo scettro di “più bella del reame”.
Allora io mi chiedo, guardando le foto diffuse dal settimanale Chi?, quale potrebbe essere il ruolo di Stefania Giannini, ministra della Pubblica Istruzione, già rettore universitario, ritratta in un topless al quale lei stessa avrà dato l’autorizzazione per la diffusione su una rivista che, soprattutto in estate e dal parrucchiere, si legge e pure tanto.
Ma la cosa ancora più ridicola è che a farsi ritrarre in quel modo si è dovuta recare nello stabilimento balneare più VIP della Versilia, laddove, poco distante si stendeva al sole la ex reginetta del gossip, Daniela Santanchè.
E ancora più impietoso il settimanale Chi? A mettere a confronto le foto della ministra Giannini con quelle della ministra Boschi. E che diamine! Il gap generazionale conta per tutti e a meno che uno non sia ai livelli stratosferici delle varie Rachel Welsh, Claudia Schiffer e affini, è ovvio che il confronto decada a sfavore della più anziana tra le due. Mettete la Giannini a confronto con la sua coetanea Santanchè, e poi vedrete che le differenze saranno minime, quasi impercettibili.
Come dite? Si notano differenze anche in quel caso? Beh, allora se la vicenda dovesse deporre a sfavore della ministra Giannini, il rimedio è trovato. È una donna di cultura, nella scuola che vuole rinnovare ci sarà di certo spazio anche per la sua rigenerazione, come per un qualsiasi replicante di un buon film di fantascienza. La cura per la ministra è lunga minimo 200 giorni di estenuanti lezioni, per almeno 36 ore settimanali più compiti da correggere, lezioni da preparare, colloqui con genitori, nonni,zii fino alla settima generazione, corsi extracurricolari da gestire, e consigli di classe, collegi dei docenti, e se la ministra, con tutto questo estenuante tour de force non riuscisse a rassodare il suo corpo, stia tranquilla. Prima di arrivare ai bisturi della Santanchè può sempre vivere l’esperienza delle scuole aperte fino alle 22!
Sicuramente la ministra Giannini sarà aperta anche oltre le 22, pur di non rinunciare ad un topless di tutto rispetto da esibire nell’estate 2015, magari a Formentera, come Nicole Minetti. Anche li, stessa spiaggia, stessi orrori!
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