di Ignazio Mazzoli – Sono passati circa trenta giorni poco più o poco meno da quando un gruppo di parlamentari con a capo Gennaro Migliore hanno abbandonato il gruppo di Sel alla Camera dei Deputati. Con loro anche un deputato della provincia di Frosinone: Nazzareno Pilozzi. Da allora, a parte qualche dichiarazione a caldo e dell’interessato e del segretario provinciale di Sel, una coltre di silenzio e scesa su tutta la vicenda. Che cosa si dice nei 16 circoli che da nord a sud di questo territorio si sono impegnati e si impegnano a sostenere le posizioni di questo partito? E’ ancora così e in che misura?
Abbiamo con determinazione, anche dopo alcuni ostinati rifiuti cercato di conoscere quale sia la reale situazione che la scissione ha provocato in questo partito della, purtroppo, sofferente sinistra italiana. Riteniamo che la dialettica interna ai partiti, a tutti i partititi, non possa essere un fatto privato riservato o peggio ancora segreto da consumare nel silenzio di interne stanze fra pochi dirigenti. Il centrosinistra, tutto, per restare a noi, qui in questa provincia ha pagato già un prezzo altissimo a questa pratica quando nel 2012, dopo i risultati del voto a Frosinone e Ceccano scoprì di essere quasi annientato. Da allora cominciammo a dubitare di dichiarazioni troppo facilmente elargite e, pur se con qualche mal di pancia, qualcosa sembra essere cambiato. In una realtà di cronica debolezza del centrosinistra ed in particolare della sinistra quell’errore non può ripetersi una seconda volta. La prima vittima non sono è solo la corretta informazione in generale, ma soprattutto la conoscenza vera dei fatti che debbono avere gli iscritti ed i militanti del partito che ha problemi. Il segretario provinciale di Sel è stato gentilmente disponibile ad incontrarci.
Frosinone, ore 18.00 viale Napoli 55. La sede di Sinistra Ecologia e Libertà del territorio Frusinate. Incontro sulla porta Giuseppe Fortuna ed insieme entriamo nel suo ufficio. Fu eletto segretario provinciale del partito di Vendola a gennaio di questo anno 2014 in un’assemblea che rinnovò tutto il gruppo dirigente provinciale.
La nostra sarà un lunga conversazione. Fortuna entra subito in argomento cogliendo l’esigenza di far conoscere come sta reagendo il corpo del partito a questa lacerazione. «Il momento più doloroso della frattura ora è passato. La sofferenza non è più così forte, il nostro insediamento difficilmente può sgretolarsi. La questione vera è un problema d’immagine. A fronte di questa difficoltà la risposta è in una accentuazione di opposizione a Renzi sui contenuti di politica economica, sulla qualità delle riforme e l’iniziativa in politica estera ed anche alla paralizzante deriva conservatrice che incombe su questa provincia».
Il silenzio della maggior parte dell’informazione di oggi sull’abbandono dei parlamentari di Sel di fronte al rifiuto del Governo di riferire su Gaza conferma l’esigenza. Come anche quella di spingere sulla Regione perché al più presto sia nominato un commissario per la Bonifica della Valle del Sacco, fra le urgenze di questo territorio. Sempre dopo quelle assai drammatiche della mancanza di lavoro.
Segretario Fortuna C’è davvero bisogno di Sinistra e libertà?». Qual è la funzione di un partito a sinistra del Pd?
Primo – Siamo difronte ad un errore politico. La discussione sul voto a favore degli 80 euro non è su un argomento fondante. Secondo – C’è da dire che la riflessione degli uomini vicini a Migliore è iniziata già da tempo, sin dal momento in cui Berlusconi esce dalla “larghe intese”. Passa attraverso la divisione se stare al fianco di Schulz o Tsipras e mira a ricercare un rapporto diretto con Renzi e non tanto con il PD nel suo insieme. Non credo che l’intero vocabolario della sinistra possa essere riassunto nel renzismo. Terzo – Sono convinto da sempre ché occorra una linea di centrosinistra, e ancora di quella c’è bisogno. Per fare il centrosinistra, serve un soggetto di sinistra più critico. Quarto – Nella stagione dell’adattamento subalterno al liberismo a lungo criticato, vorrei far notare ai compagni che se ne vanno che è la stessa strada che indica oggi Renzi. Quinto – Se finora non siamo stati all’altezza, se abbiamo messo in piedi solo progetti fragili, non significa che non ci sia più la necessità che ci ha mosso finora. Sesto – Vorrei poi far notare che senza quel 3 per cento preso da Sel alle ultime elezioni politiche, il premio di maggioranza lo avrebbe preso Berlusconi e oggi Renzi non avrebbe il gruppo parlamentare che si ritrova.
Si può dire che c’è un humus per il quale non c’è politica che meriti attenzione se non si sta al Governo?
Sicuramente. Il primo sentimento che questa concezione procura è lo smarrimento. Oggi ci sono valutazioni, come è ovvio e forse anche giusto, molto contrastanti ma nei territori, nel corpo vivo del partito ci sono rumori forti di critica aspra a questi comportamenti. Il timore profondo e acuto che si possa concorrere con errori di questo tipo a favorire la formazione del “partito della nazione”. Corre un brivido lungo la schiena quando sento parlare di partito pigliatutto, perché sono destinati al fallimento politico. Nella gente di sinistra che è gran parte di quei 20 milioni che non votano c’è la ferma convinzione che il “partito” è una parte che difende esigenze e diritti di qualcuno, in questo caso dei più deboli e di chi vive del proprio lavoro. Pensiamo alla storia degli esodati, dimenticati prima dalla Fornero e anche oggi sono l’esempio di cittadini traditi dal proprio stato.
Quali passi per l’immediato futuro?
Sel deve fungere da sollecitatore per la definizione di una piattaforma della sinistra italiana. L’esperienza con Tsipras ha dimostrato quanto oggi sia importante per recuperare fiducia nei partiti e nella politica proporre una politica di reale discontinuità. Il centrosinistra non può essere un partito solo. Oggi questa coalizione non esiste. Perso il treno di “Italia. Bene Comune” bisogna ricostruire il centrosinistra dal basso. Il nostro primo contributo sarà la “Conferenza programmatica che Sel svolgerà in autunno.”
Buon lavoro, segretario Fortuna!
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie