di Sara Battisti, Presidente dell’assemblea provinciale del PD – Ho sempre creduto che ogni singolo aderente al PD abbia il dovere e goda del diritto di approfondire i temi di dibattito, richiamare alle regole e denunciare quelle che ritiene essere anomalie che minano la democrazia interna ad un partito.
Faccio, nello specifico, riferimento a quanto in queste ore leggo in merito alla vicenda del tesseramento 2013, sui social network e sulle pagine dei giornali locali.
Ho già avuto modo di spiegare quanto accaduto ma per senso di responsabilità, visto il ruolo che rivesto di garante per tutto il partito, ritorno sul tema specificando che non si tratta di un annullamento del tesseramento ma come spiegato dal Dipartimento Nazionale dell’Organizzazione del Partito, una scelta attuata anche in altre Federazioni d’Italia. Essendo infatti impossibilitati alla fine di gennaio 2014 a convalidare l’anagrafe della Federazione di Frosinone, data l’assenza del gruppo dirigente e la difficoltà registrata nelle giornate in cui il congresso provinciale venne sospeso, il Partito Nazionale ci ha consigliato di riordinare l’anagrafe a partire dal nuovo tesseramento 2014, colmando di fatto una lacuna procedurale. Cosa vuol dire nel dettaglio? Che tutti coloro i quali abbiano aderito al PD nel 2013 sono considerati aderenti ma che le nuove tessere 2014, consegnate alla Federazione, saranno in numero equiparate all’anagrafe del 2012 e verranno stampate in forma di “nuove iscrizioni” e non di rinnovi. Credo che se vi siano dubbi in merito alla validità di una fase congressuale che abbiamo terminato per senso di responsabilità condivisa e sulla base NON di un accordo ma di un’intesa che avrebbe visto una direzione politica collegiale, chi questi dubbi li manifesta possa fare appello agli organismi di garanzia competenti legittimamente, ma non esporre un partito al 38% ad una bufera mediatica.
Dico questo per rispetto sia di chi palesa le perplessità, sia di chi in queste ore ci sollecita ad assumere iniziativa su alcune emergenze che riguardano la vita dei cittadini e la tutela dei loro diritti.
E’ ancora in corso la Direzione Provinciale, aggiornata a sabato 21 alle ore 18.00 presso l’Hotel Astor, ritengo quella la sede in cui chiedere lumi sulla vicenda, essendo tra le altre cose una sede aperta al confronto e al dibattito.
Ma le questioni all’ordine del giorno che credo vadano approfondite e sulle quali manifestare cotanto interesse siano altre.
Perché un partito al 38%, merito sicuramente della capacità di Renzi di costruire speranza per il futuro, un partito che s’afferma nelle elezioni amministrative, dovrebbe creare le condizioni per chiarire definitivamente che tipo di interventi sollecitate e rendere la sanità pubblica efficiente garantendo a tutto il territorio presidi ospedalieri di qualità e con personale in grado di fronteggiare le emergenze; dovrebbe aprire un ragionamento con tutte le forze politiche e gli amministratori dei 91 comuni della provincia per chiedere a gran voce lo stato di emergenza per il nostro territorio, per l’inquinamento della Valle del Sacco, cercando di creare sinergie con tutti quanti in questi mesi hanno portato nuovamente alla luce un problema che esiste da più di trent’anni. Un partito al 38% dovrebbe cercare di seguire con attenzione le procedure avviate con l’accordo di programma, sul potenziamento degli investimenti per l’indotto Fiat e per il cassinate. Un partito al 38% dovrebbe ragionare su nuove modalità di organizzazione, nuove regole che tutelino la democrazia interna e l’agibilità politica e occuparsi di come far maturare una nuova classe dirigente, consapevole del fatto che quel dato elettorale non è “a prescindere” ma deve essere alimentato quotidianamente con risposte alle tante domande che arrivano dai cittadini. Per fare questo, vanno chiariti i dubbi che emergono ed io credo, vada nuovamente ricercata una rotta comune, che renda tutti protagonisti, così come avevamo dichiarato di voler fare al momento dell’elezione del nuovo gruppo dirigente. In passato ho visto troppe volte questo partito aprire un dibattito interno, finalizzato a rafforzare posizioni di singoli e a costruire consenso elettorale di tipo personale in vista di appuntamenti elettorali. A questo gioco non bisogna partecipare, se vi sono avvisaglie che questo possa accadere nuovamente, discutiamone in maniera franca tra di noi ma maturiamo una nuova coscienza, perché oggi preferirei essere in linea con quanto avviene a livello nazionale e vivere una stagione di vera innovazione anche nella nostra provincia.
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