PER LA LIBERTA’ DELLE DONNE
La lotta di libertà e autodeterminazione delle donne iraniane non riguarda solo loro
di Anna Rosa Frate
La cruenta uccisione in Iran della ventiduenne Mahsa Amini, curdo-iraniana, da parte della polizia morale (la c.d. pattuglia della morte) lo scorso 16 settembre perchè non rispettava, secondo loro, il severo codice di abbigliamento imposto dalla Repubblica islamica, ha reso ancor piu’ evidente a livello internazionale l’oppressione delle donne nel sistema patriarcale iraniano. La Repubblica islamica viola sistematicamente i diritti umani, ma per le donne iraniane la vita e’ durissima e sono discriminate ed oppresse.
L’uccisione di Masha Amini ha scatenato proteste in tutto il Paese e scandendo lo slogan “Donne, vita, libertà” molte donne hanno sfilato senza il velo, ed insieme ai giovani stanno occupando lo spazio pubblico per rivendicare la libertà di scelta e denunciare la violazione dei diritti umani, la libertà di espressione non solo delle donne, ma anche dei soggetti LGBTQ+, delle minoranze etnico religiose, e denunciare un potere incapace di gestire la cosa pubblica. Infatti questa volta le istanze della borghesia si sono unite alle istanze economiche dei ceti popolari.
Ormai l’ondata di protesta e di solidarietà alle donne iraniane è all’odg in tutto il mondo libero. Si è manifestato anche a Frosinone domenica 9. E le forze associative e politiche, i sindacati ed i cittadini consapevoli si sono riappropriati finalmente della piazza. Ventidue sono le sigle che hanno aderito.
Mona Eltahaway, scrittrice, attivista e femminista egiziana su Internazionale scrive che ”…. le donne iraniane
Stanno dimostrando che le rivoluzioni, per funzionare, devono essere anche e soprattutto femministe”
“…..Una rivoluzione femminista prende di mira il patriarcato nello stato, per strada, in casa. Perche’ riconosce che non c’e’ liberazione senza rivoluzione sessuale e di genere…” Parole che meritano un’attenta riflessione.
Infatti Le donne iraniane stanno diventando un simbolo della resistenza femminile anche in Italia. E la loro rivoluzione serve anche alle donne italiane.
E ci pongono tanti interrogativi.
In Italia e’ stata compiuta la liberazione della donna? I diritti sono ormai acquisiti? E la piazza di Frosinone ha ribadito anche questo.
La battaglia di libertà e autodeterminazione delle donne iraniane non riguarda solo loro ma ci interessa anche qui. Perché dobbiamo sostenerle ma anche ricordare che i diritti non sono mai scontati, non sono mai acquisiti per sempre, ma bisogna confermarli in un impegno quotidiano. In Italia i diritti delle donne sono quotidianamente sotto attacco, spetta a tutte e tutti noi difenderli.
In conclusione, una risposta bellissima per Frosinone e un impegno a lavorare da domani. Intanto con un ordine del giorno a sostegno delle donne iraniane nei consigli comunali, poi con un manifesto contro la violenza di genere e con un pacchetto di proposte a sostegno dell’IVG (interruzione volontaria di gravidanza) e dei consultori, liberi dai movimenti no-choice.
Noi di Possibile ci siamo, e lo faremo insieme a tuttə voi.
Frate Anna Rosa Portavoce di Possibile Frosinone
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