di Antonio Olmetti – I toni esacerbati e le parole forti usate formalmente da Giulio Conti nei confronti di Roberto Giannetti, peraltro fuori luogo giacché fatte in un contesto (lettera aperta al Sindaco) dove l’unica che doveva semmai rispondere, era la prima cittadina, sono da considerarsi una messa in mora da parte delle nomenclature “del Pd, del PSI, delle civiche che compongono la maggioranza e di tutta la coalizione del centrosinistra”, delle novità che Manuela Maliziola vuole introdurre nell’attuale governo per ridare slancio all’azione politica comunale e fornire lo choc, attraverso la cooptazione in giunta di “facce nuove” di indiscussa competenza, cultura ed integrità, per favorire la ripresa economica della Città.
Eppure dovrà arrivare il giorno in cui i marpioni che da decenni comandano la sinistra dovranno venire allo scoperto spiegandoci in quale modo, in questi anni, hanno manifestato il proprio “essere di sinistra”. Nella scelta di una nuova classe dirigente? Nella difesa del futuro delle nuove generazioni intimorite, umiliate e anche se incolpevoli, abbandonate da tutte le istituzioni? Va a sapere. Alla fine vedrete che la nomenclatura riuscirà a fare fuori il Sindaco: preferiscono distruggere la sinistra, le civiche, il centrosinistra, piuttosto che consegnare la guida ad altri. Vale però osservare che nel Pd, tra gli argomenti portati avanti da Giulio Conti e quelli di Roberto Giannetti di notevole pregio, sia dal punto di vista dello stile con cui ” il tutto viene espresso”, che da quello della passione politica e dei principi etici sui quali si basano, è preferibile udire e leggere i secondi: valgono, almeno, come prospettiva di quello che ci piacerebbe accadesse nel Pd.
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