ACQUA, INQUINAMENTO, DEPURATORI
La lotta verso gli inquinatori non può essere stagionale, ma permanente
di Angelino Loffredi
I depuratori gestiti dalla società AeA, su appalto dell’Area di Sviluppo Industriale, sono in condizioni pessime e la puzza continuamente sentita ne rappresenta solo un segnale. Giudizi essenziali dunque che dovrebbero far riflettere e contribuire a fare alzare ancora di più il livello della protesta e del conflitto verso gli inquinatori.
Tali inquietanti affermazioni non provengono da cittadini arrabbiati, estremisti o allarmisti vari, no, rappresentano una dichiarazione formulata da Massimo Barillaro, amministratore giudiziario degli impianti di depurazione di Ceccano e di Cassino. Impianti più volte sequestrati dalla magistratura e ora affidati (finalmente) ad un amministratore unico. Barillaro ha incontrato i rappresentanti della stampa proprio dentro l’impianto di Cassino. L’amministratore unico oltre a quello di Cassino ha parlato anche dell’impianto di Ceccano per il quale ha riportato “In quella zona la situazione è ancora più delicata in quanto il depuratore ricevere reflui industriali da circa 260 aziende presenti sul territorio”.
In tale occasione Barillaro ha anticipato che “Dopo ferragosto avrò un appuntamento oltre che con De Angelis anche con il governatore Nicola Zingaretti e l’assessore regionale all’Ambiente. Mi hanno garantito un contributo di 4 milioni e mezzo per fare questo importante ed essenziale rinnovamento che restituirà dignità alla popolazione costretta a respirare miasmi infiniti”.
Da quanto è stato possibile leggere dalle scarse puntualizzazioni riservate dalla stampa locale sembra che l’attenzione prevalente sollevata dall’amministratore unico è stata quella nella necessità di avere contributi dalla Regione. E vero che le disponibilità finanziarie sono necessarie, costituiscono un elemento decisivo ma esse, considerate le condizioni scandalose esistenti, meriterebbero di essere accompagnate anche da un rendiconto particolareggiato riguardante i precedenti finanziamenti, i fornitori impegnati, lo stato dei lavori ed i risultati ottenuti.
Nella conferenza stampa di Cassino mi sembra sia mancata un attenta fotografia sul funzionamento di tutti i depuratori gestiti dall’Asi. Per esempio il Depuratore di Anagni che fine ha fatto ? Funziona o no? A quanto ammontano le spese finora sostenute?
Più in generale inoltre credo sia importante approfondire e rilevare la correttezza degli sversamenti dei reflui industriali delle 260 aziende che confluiscono nel depuratore di Ceccano. Sarebbe stato utile conoscere se le stesse operano un pretrattamento al quale dovrebbero attenersi, se esistono controlli, anzi chi controlla ed interviene. Quante sono state negli ultime anni le irregolarità e la qualità delle sanzioni?
E’ necessario e doveroso comunque che tali informazioni vengano messe a disposizione di tutti, sia verso i comuni interessati e, se vi fossero delle necessità, anche della Magistratura. Non dimentichiamo che la stessa per tali impianti è già intervenuta per metterli sotto sequestro.
La lotta verso gli inquinatori, dunque, non può essere stagionale ma permanente.
Ceccano, 11Agosto 2022
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