marcinelle 8 agosto 1956 390 min

 

8 agosto: “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”

di Alessandro Barbero*
marcinelle 8 agosto 1956 390 minLa mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier, a Marcinelle, vicino a Charleroi, in Belgio, avvenne un terribile incidente.
Persero la vita 262 minatori su 275 al lavoro quel giorno.

La causa fu un incendio innescato da una scintilla elettrica vicino a un condotto dell’aria che provocò la diffusione del fumo in tutta la miniera, soffocando i lavoratori presenti.
Persero la vita 136 operai italiani, 95 belgi e altri lavoratori provenienti da tutta Europa.
L’Italia aveva sottoscritto con il Belgio,il 20 Giugno 1946, un accordo nel quale si impegnava a inviare 50.000 lavoratori nelle miniere in cambio di carbone, 200kg di carbone alla settimana per ciascun minatore.

Questo avvenne perché il Belgio, non essendo molto popolato, aveva perso ancora più forza lavoro a causa delle vittime della guerra perciò aveva un forte bisogno di manodopera proveniente dall’estero. Per contro,la situazione dei lavoratori italiani era assai precaria e molti, provenienti dalle zone più povere del paese, scelsero di andare a lavorare all’estero in cerca di fortuna.

Per convincere le persone a emigrare in Belgio a lavorare in miniera, erano state avviate in Italia diverse campagne pubblicitarie in cui venivano presentati i vantaggi di questo mestiere: pensionamento anticipato, carbone e viaggio in ferrovia gratuiti, buono stipendio, assegni familiari ecc. Tuttavia non si faceva alcun cenno ai pericoli ai quali erano esposti i minatori, dovuti per la gran parte alla mancanza del rispetto delle elementari norme di sicurezza.
Dopo il disastro di Marcinelle, nelle miniere vennero introdotte le maschere antigas e maggiori misure di sicurezza ma il numero di immigrati in Belgio si ridusse notevolmente.

L’incendio dell’8 agosto,fu provocato da un errore umano probabilmente nato da un equivoco sui segnali che dovevano scambiarsi i minatori addetti a far partire i montacarichi verso la superficie. Nel caricare i vagoncini probabilmente due di essi sporgevano, per questo andarono a urtare una putrella d’ acciaio che a sua volta andò a urtare il condotto di olio, il filo della corrente elettrica e le condotte di aria compressa. Tutti questi elementi innescarono un terribile incendio; alle 8:05 il fuoco divampò in una zona circoscritta della miniera ma il fumo si diffuse velocemente nelle condutture e in tutte le gallerie, provocando il soffocamento dei minatori. L’ allarme venne dato alle 8marcinelle:25 quando un minatore risalì in superficie, ma la prima squadra di soccorritori arrivò solo alle 8:58.Fu però impossibile scendere a causa del troppo fumo; si riuscì a raggiungere i 1035 metri di profondità solo alle 15:00.

Le operazioni di soccorso terminarono il 22 agosto quando un soccorritore tornò in superficie gridando con angoscia, in italiano : “Tutti cadaveri!”

Fu avviata una commissione d’ inchiesta che rilevò gravi mancanze di sicurezza,tra cui le riserve d’ acqua piene solo per metà, così che i pompieri furono costretti ad attaccarsi alle utenze domestiche.
La tragedia poteva essere,se non evitata,sicuramente ridimensionata.
La giustizia non fece il suo corso poiché ci fu un solo condannato,un ingegnere,a sei mesi con la condizionale e una multa.

La società Bois du Cazier venne condannata a pagare una parte delle spese di risarcimento e la causa si concluse nel 1964 con un accordo tra le parti.

La tragedia di Marcinelle fu in gran parte una tragedia dell’immigrazione italiana.
Almeno fino a quel tragico 8 agosto, i nostri connazionali incontrarono grandi difficoltà ad integrarsi con la comunità belga. Erano ritenuti inferiori, incapaci, indolenti, sporchi, persino tendenzialmente delinquenti. Spesso apostrofati come “musi neri” e “sporchi maccaroni”.

Sul quotidiano Le Monde, Patrick Baragiola scrisse:”La comunità italiana del Belgio ha pagato con il sangue il prezzo del suo riconoscimento”.
Per non dimenticare ,la miniera di Bois du Cazier è patrimonio dell’ UNESCO.
Ogni 8 agosto ricorre la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”.

(dal web, in particolare www.cultura.it/biografie online e www.focus.it)
 Articolo segnalato da Ermisio Mazzocchi

*Storico, accademico, scrittore. Specializzato in storia medioevale e in storie militari.

Note. È involontariamente divenuto un punto di riferimento della sinistra italiana in rete dopo aver rivelato che, da giovane, è stato iscritto al PCI e dopo aver dichiarato nel 2011 di essere comunista.. Barbero ha preso posizione contro la Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa, che condanna tutti i regimi totalitari sia nazifascisti sia comunisti], ritenendo che: «I Parlamenti di ogni tipo non dovrebbero mai esprimersi sulla storia, sulla memoria, anche con le migliori intenzioni. In questo caso le intenzioni non erano nemmeno le migliori. Il Parlamento è stato intrappolato in una risoluzione che veniva da Paesi la cui storia è totalmente diversa dalla nostra, che si ostinano a pensare che i nazisti erano meglio dei comunisti, come la Polonia, dove si cerca di non far ricordare l’entusiasmo con cui molti polacchi hanno partecipato allo sterminio degli ebrei. Nella loro concezione distorta può nascere l’idea che la falce e martello faccia orrore quanto la svastica»[. Barbero giudica inoltre «altrettanto limitata» la visione secondo cui il comunismo si identificherebbe «con lo stalinismo e con i regimi dei paesi del Patto di Varsavia»[. In occasione delle elezioni amministrative del 2021, si schiera a favore del collega e candidato sindaco di Torino Angelo d’Orsi, sostenuto da una coalizione di sinistra [Wikipedia].

 

 

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