ceccano palazzo antonelli 350 253

ceccano palazzo antonelli 350 253di Ignazio Mazzoli – Anche nelle migliori famiglie, quelle che ammiriamo e portiamo ad esempio ci sono dei problemi. E a volte ci appaiono anche inspiegabili. Il Comune di Ceccano è oggi una di queste. Da molti anni primo della classe per qualità politico-amministrative, per iniziativa e livello di vivacità del dibattito civico, ha qualche problema. E, guarda caso proprio all’indomani di un bel risultato elettorale.

Il vicesindaco Maurizio Cerroni esulta, legittimamente, per questo risultato che vede ancora una volta, a Ceccano, il PD riconfermarsi primo partito della città con 3629 voti, circa 200 in più sulle elezioni politiche del 2013 pari ad un ricco 40% nelle elezioni europee del 25 maggio. Non è l’unico sono in molti che apprezzano questo esito anche se con toni diversi Il “Forum Democratico” valuta «con molto entusiasmo e senso di responsabilità il messaggio che i cittadini ceccanesi hanno destinato alle forze politiche lo scorso 25 Maggio con le votazioni per le elezioni dei rappresentanti al parlamento europeo; ancora “Idee in Movimento” altra importante associazione di Ceccano così si esprime “Con lo spauracchio di una nuova forma di dittatura ci si è affidati al “male minore”, come nella migliore tradizione italiana del secondo dopoguerra.” Anche questa è un’attestazione. Bene!
Ma, soltanto, nella foga del vicesindaco c’è un riferimento all’amministrazione comunale di Ceccano. Dichiarando che «non è più rinviabile una definizione della giunta che possa governare meglio Ceccano (La Provincia 27 maggio 2014) (…) Guardando prima di tutto agli accordi, quello con il PD già siglato e poi quello con Rifondazione: gli accordi che si firmano vanno rispettati».
Boom! Che “c’azzecca”? avrebbe detto Antonio Di Pietro. Molto più sommessamente si potrebbe dire con le parole di Gianni Ferrara: «lo stesso Presidente del consiglio, Renzi, ha più volte affermato che il significato politico dell’elezione per il Parlamento europeo era quello di ottenere che l’Ue abbandonasse la politica dell’austerity per adottare quella della crescita (…) Negli ultimi giorni della campagna elettorale aveva poi insistito sulla irrilevanza del voto quanto ad attività e durata del governo». Se questo valeva per Palazzo Chigi figuriamoci per Palazzo Antonellli. E’ vero che si fa presto a dimenticare il senso di queste affermazioni, ma qualcuno dovrà pur rammentarle e la sindaca Manuela Maliziola non ci ha impiegato che pochi momenti per replicare: «L’esternazione di gridi di vittoria fatti dal vicesindaco Maurizio Cerroni suonano offensivi nei miei riguardi (…) L’arroganza ha spinto Cerroni addirittura all’esaltazione al punto tale da avere la pretesa di dettare al sottoscritto sindaco la sua agenda politica.» Risposta dura, così dura da chiedersi se necessaria. Infatti qualche giornale ha commentato «Insomma l’idillio Maliziola Cerroni sembra già tramontato: non c’è pace per la sinistra ceccanese, quando perde si litiga, quando vince si litiga ancor di più, con buona pace degli interessi della città.» A nulla vale, ormai, il messaggio ancora del “Forum Democratico”: «Riteniamo (…) dunque superficiale ed incompleto chiudere il ragionamento con la mera attribuzione del successo ai rappresentanti locali, a prescindere dall’analisi particolareggiata del voto nell’ambito locale».
A questo punto ci sono due riferimenti che non vanno trascurati: la sottolineatura che “il successo ha visto il contributo anche del Psi” (chi l’avrebbe dimenticato?) e la chiamata all’appello di Rifondazione per dire: siamo più di te e ti richiamiamo all’ordine (?). Tant’è vero che dopo la replica del sindaco appare un comunicato dei consiglieri socialisti con cui manifestano la loro sintonia con le dichiarazioni di Cerroni.
La risposta arriva puntuale «Entro brevissimo tempo chiedo i nomi nuovi per dare slancio all’esecutivo. Un rinnovamento di cui si parla da tempo e che adesso non è più rinviabile» – dichiara in una altro comunicato Manuela Maliziola. Sono disposta ad azzerare la giunta -continua il sindaco – e pertanto reitero (reitera ndr) la richiesta ai partiti di indicarmi nomi nuovi per la composizione dell’esecutivo. Persone con idee nuove e passione necessari per intraprendere il percorso politico. Qualora entro questo termine – ammonisce il primo cittadino – non dovessero arrivare i nominativi procederò in base alle prerogative che il mio ruolo istituzionale richiede (…)».
Dove sarà la forza? Ha un peso l’improvvisa (?) aggregazione di Cerroni? O, quanto è solida la sindaca Maliziola? Le reazioni che abbiamo raccolto sono diverse. L’ingegnere Antonio Olmetti, di Forum Democratico, ad esempio, così si esprime su Facebook «Bene Sindaco. Se questo nuovo progetto di governo fin qui piuttosto vago, basato sulla ragionevole speranza di vedere ripartire il motore inceppato di quella baraonda raccogliticcia e rissosa che è l’attuale (…) fosse messo davvero in campo, non le nascondo che subiremo un choc positivo tale da mettere da parte una montagna di perplessità, sperando in cambio, di avere veramente voltato pagina».
Il Sindaco ha convocato per il giorno 3 giugno un riunione di maggioranza. Che cosa verrà fuori ve lo diremo appena quella riunione si sarà conclusa. Pero ora non è facile fare previsioni. Più profili di interessi non coincidenti si incontrano e si scontrano in questa disputa del centrosinistra ceccanese e non sono ancora estranee le votazioni del 25 maggio non tanto per gli “esiti vittoriosi”, quanto per altri accordi non rispettati nella indicazione delle preferenze che non vedono molto equilibrio fra le 1400 raccolte dal piddino De Angelis e le 200 del socialista Bucci. Quante facce hanno questi risultati! Non solo questi, ma tutti i risultati hanno sempre molte facce. Il Psi può rischiare di perdere un’amministrazione ed un sindaco sui quali ha tanto investito? «Le tensioni all’interno della maggioranza non si sono placate, ed una ben oliata macchina è tuttora al lavoro per garantire gli ultimi due anni di mandato a chi dovrà affrontare la prossima campagna elettorale» dice una lettera aperta al sindaco che pubblichiamo qui accanto. Ceccano saprà uscirne ancora una volta senza mortificare il lavoro svolto?

2 giugno 2014

“Tiro incrociato sul sindaco di Ceccano dalla sua stessa maggioranza” di Roberto Giannetti

Egr. Sindaco, dopo la lettura dei giornali di questi giorni è inutile fingere che nel paese si respiri aria di serenità politica. Difficile credere che l’articolo del vicesindaco apparso sui quotidiani e tantomeno i risultati elettorali delle ultime elezioni europee abbiano potuto provocare un clima politico così rovente, arrivando fino all’azzeramento della giunta.
Allo stesso modo è difficoltoso, leggendo i Suoi comunicati, essere persuasi dalla teoria dello “scatto di nervi”, come da più parti si tenta di far passare. Mi permetto, vista l’ormai annuale conoscenza, di darti del tu e chiamarti per nome in questa mia lettera aperta.
Come sai non ti ho sostenuta nella campagna elettorale delle amministrative del maggio 2012. Il mio voto e il mio sostegno sono andati al PD, partito cui da sempre sento di appartenere politicamente, perno nelle passate amministrative di una coalizione a te contrapposta. Già in campagna elettorale ed ancor più ad urne chiuse sono apparse chiare le difficoltà nell’imprimere a “Palazzo Antonelli” quel cambiamento che i cittadini hanno espresso eleggendoti Sindaco della città.
La percezione che la luna di miele durasse poco si è avuta già nelle difficoltà per la composizione del primo esecutivo di giunta. Si è reso necessario infatti un aggiustamento di alcuni elementi alle prime avvisaglie di problemi. Per un paese da tempo rimasto ingessato, chiuso ,ripiegato su se stesso e fortemente incline a vecchie logiche politiche, sarebbe servita una scossa nella gestione operativa e quotidiana in diversi settori della macchina amministrativa,nel governo della cosa pubblica e nella conduzione politica di un esecutivo.
E’ difficile non riconoscere che l’unico elemento di novità che questo consiglio comunale esprime è la tua figura di primo cittadino. Le caratteristiche di donna, giovane e con riconosciuta professionalità ed istruzione, avrebbero permesso di affrontare le responsabilità di sindaco per un paese come Ceccano. Come tu stessa hai potuto constatare un vecchio apparato ben strutturato ed opprimente si è attivato facendo giungere al pettine ogni nodo.
Tuttavia anche alcuni tuoi passaggi sono apparsi poco chiari ad un osservatore esterno. Dopo aver più volte rivendicato come un valore la non appartenenza ad un partito, hai liberamente “dovuto” prendere la tessera del Partito Socialista. Successivamente in occasione del rimpasto dell’esecutivo è venuto meno il rispetto del “format facce nuove”, inserendo elementi che non esprimono alcuna novità.
Nonostante questo le tensioni all’interno della maggioranza non si sono placate, ed una ben oliata macchina è tuttora al lavoro per garantire gli ultimi due anni di mandato a chi dovrà affrontare la prossima campagna elettorale.
Questi continui stop&go, ricatti politici, forzature, non hanno certo giovato alla creazione di un clima amministrativo consono e stimolante, bensì hanno pesantemente influito anche sul lavoro routinario dove sono purtroppo vistose le mancanze sul decoro cittadino.
Oggi si respira aria di crisi nel paese, e gli stessi esponenti politici di maggioranza gareggiano sulla stampa nel marcare le distanze dal Sindaco.
Si rende certamente necessaria una verifica, se non altro per l’approvazione del bilancio consuntivo, che senza voler credere ad altre scusanti, viene continuamente rinviato per mancanza di chiarezza in maggioranza.
Dopo le dichiarazioni degli ultimi giorni, in alcuni casi anche poco gentili nei tuoi riguardi, e da cui ogni politico di buon senso prenderebbe le distanze, ci chiediamo quali potrebbero essere le mosse da fare per risollevare una situazione smarrita, confusa ed ingovernabile che si è determinata a Ceccano.
Credo a questo punto che l’unica ed ultima speranza per i cittadini di questo paese sia leggere sui giornali di mercoledi la proposta di una nuova squadra, fuori dai mucidi giochi politici nostrani, un esecutivo di persone capaci ed interessate a far ripartire l’ormai inceppata macchina amministrativa.
La legge elettorale dei sindaci, guardata con interesse anche in ambito nazionale, permette la scelta di collaboratori al di fuori del recinto politico. Sono e saranno tue, davanti ai cittadini, le responsabilità di ogni risultato amministrativo della città.
Perciò tocca a te Manuela la nomina dell’esecutivo e la verifica della maggioranza sulla tua proposta. In caso contrario la parola può tornare ai cittadini.
Auguri!
Roberto Giannetti 01-06-2014

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