PRC FROSINONE
E’ tempo che i movimenti per la pace ritrovino forza e unità…
La federazione di Frosinone del Partito della Rifondazione Comunista Sinistra Europea condanna l’inaccettabile invasione russa e invita alla mobilitazione le associazioni, i movimenti, i partiti, i cittadini e le cittadine che sentono l’ urgenza di rafforzare, anche sul nostro territorio, le ragioni della diplomazia, della pace e del disarmo, grandi assenti di un dibattito pubblico completamente sedotto dalla furia bellicista, a cui siamo sottoposti quotidianamente 24 ore su 24.
L’invasione dell’Ucraina è una guerra di aggressione che chiarisce, oltre ogni ragionevole dubbio, dove può portare il disegno neo imperiale di Putin alimentato dal disegno speculare e contrapposto dei paesi aderenti alla Nato.
Dalle responsabilità di tutte le parti belligeranti scaturisce un salatissimo prezzo in termini di vite umane, atrocità e distruzione; a pagare il prezzo delle bombe è e sarà sempre più la popolazione civile, in particolare le persone più fragili – bambini, anziani, persone con disabilità -.
Fragili, non solo per età o limitazioni, ma perché appartenenti a categorie sociali meno abbienti e per questo prive di risorse economiche per sfuggire dalla guerra.
Questa guerra al centro dell’Europa, già teatro di una delle più terribili tragedie dell’umanità durante la seconda guerra mondiale, rischia di portare ad una escalation del conflitto e alla minaccia dell’uso di bombe nucleari.
È sempre più chiaro che tutti gli attori in causa, facendo leva su ogni tipo di nazionalismo, vantando ragioni storiche e/o di rispetto dei diritti fondamentali degli stati, stanno sviluppando azioni e propaganda, con l’aiuto di giornalisti affamati di protagonismo.
Tutto ciò rischia di portare alla guerra i popoli europei, frastornati da false notizie e paure più che giustificate.
Il servilismo guerrafondaio del governo Draghi e di tutti i partiti che lo sostengono e che si affannano a dimostrare fedeltà alla NATO, agli USA, e al loro Presidente Biden, non rispettando e ripudiando uno dei principi cardini della nostra Costituzione, come l’ articolo 11, dove espressamente si dichiara che il nostro paese “ripudia la guerra”.
Con il PD in testa la maggioranza dei parlamentari, entusiasti, indossano l’elmetto di guerra, e in nome della Solidarietà, contribuiscono e mandano a morte certa migliaia di soldati Russi, Ucraini nonché civili.
Intanto il movimento per la pace, vista l’urgenza e la necessità di trovare un agente capace di mediazione e di dare spazio e ossigeno alla diplomazia, è in stallo e in difficoltà.
Pur avvertendo la pressione dell’avanzare delle logiche di guerra, stenta a ritrovare la forza che animato ogni sua iniziativa, dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale ad oggi.
Siamo di fronte a pericoli che rischiano di destabilizzare in modo non più prevedibile l’ordine mondiale, da sempre minacciato dagli scontri fra potenze per il controllo della finanza e dei mercati globali.
E’ tempo che i movimenti per la pace ritrovino forza e unità per rispondere in ogni luogo ai nuovi e difficili compiti a cui sono da sempre chiamati. Insieme a questa nuova generazione di protagonisti per la pace mondiale dobbiamo imparare di nuovo a fare fronte con la grande storia, come sperimentarono praticarono durante la guerra in Vietnam.
Pertanto ribadiamo il nostro no alla guerra, senza se e senza ma. Lo eravamo quando la NATO bombardava la Serbia, per imporre l’indipendenza del Kossovo e, lo siamo oggi che la Russia invade l’Ucraina, in nome dei diritti delle popolazioni russe del Donbass.
Siamo contro ogni forma di nazionalismi, perché il tempo dei nazionalismi è tempo di guerra e, l’invasione dell’Ucraina sta aumentando i rischi e tensioni militari tra poli in un mondo ormai compiutamente multipolare.
La lotta per la pace costituisce una priorità per chiunque, in qualsiasi parte del mondo, se si vogliono garantire uguaglianza e libertà.
L’ unica soluzione è fermare le armi e riprendere la strada della diplomazia e del diritto internazionale.
L’unica via per la pace è quella della sicurezza comune, del rispetto degli accordi di Minsk con il riconoscimento dell’autonomia delle regioni russofone e un’Ucraina neutrale in una regione demilitarizzata.
Nella guerra in Ucraina è oggi in questione la forma che assumerà l’architettura dei poteri a livello mondiale nei prossimi decenni ed i movimenti per la pace devono misurarsi, anche localmente, con questo orizzonte transnazionale.
Proviamo a riaprire nei movimenti per la pace il confronto per ricucire quelle reti di relazioni internazionali che hanno reso possibile lo sviluppo di iniziative in grado di dare forza al bisogno di pace.
Invitiamo quindi i movimenti per la pace, le organizzazioni ed i partiti, che da sempre sono impegnati nella lotta per un mondo senza frontiere, ad un confronto per definire modalità di organizzazione e di progettazione di iniziative a sostegno della diplomazia e della tregua armata immediata.
– No alla Nato e stop ai blocchi militari.
– No al riarmo comunque motivato dell’Italia e dei paesi europei.
– Si ad un’Europa come soggetto portatore di pace. Si al confronto diplomatico per la fine immediata degli scontri armati.
Come in tutte le guerre a morire sono i civili, le donne, i bambini, i figli dei poveri per cosa, per difendere gli interessi di pochi potenti del pianeta.