aurora 390 min

UNIVERSITA’

Saper analizzare con spirito critico ciò che ci circonda

di Aurora Ramandi
aurora 390 minLa retorica del regime fascista permeò il tessuto sociale italiano in modo repentino, ma duraturo. Il processo di fascistizzazione dell’Italia si dipanò a partire dalla marcia su Roma, raggiungendo l’apice con l’affermarsi della propaganda colonialista.

Da piccola ascoltavo la mia cara nonna raccontare i suoi pochi ricordi del Ventennio. Nella sua memoria erano vive le celebrazioni allestite dalle organizzazioni giovanili del PNF, nel corso delle quali i giovani e le giovani erano chiamati a marciare nelle strade, vestendo gli abiti scelti dal regime.
Durante il mio percorso universitario ho avuto l’opportunità di studiare in modo più concreto la storia contemporanea, curiosa di capire i “meccanismi” nascosti dietro alla “macchina” fascista.

A tal proposito, è stato illuminante un corso finalizzato ad illustrare i processi che intercorrono tra la rappresentazione geografica e le dinamiche politiche. In quell’occasione, un eccellente insegnante mi ha aperto gli occhi sul mondo della cartografia, utilizzata come strumento del potere. Così ho deciso di sceglierlo come relatore della mia tesi di laurea, per poter approfondire lo studio dell’argomento.

Tenendo in considerazione il mio desiderio di diventare un’insegnante, mi ha indirizzata verso l’oggetto di studio definitivo: l’uso della geografia nell’istruzione durante il fascismo.
Ho potuto comprendere come il regime, attraverso varie riforme scolastiche, attribuì un ruolo sempre più centrale agli studi geografici, utilizzati per trasmettere agli studenti la retorica fascista. Le immagini cartografiche iniziarono a popolare le copertine dei quaderni e dei diari, le pagelle, ma soprattutto le pareti delle aule scolastiche.
Molte di queste rappresentazioni erano prodotte dall’Istituto De Agostini, editore d’avanguardia nel settore cartografico e grande favorito dal regime.

Infatti, come si può ben comprendere, le riforme scolastiche ebbero un forte impatto sul settore dell’editoria, che dovette conformare le pubblicazioni alle nuove direttive ministeriali.
Per controllare i testi scolastici, furono istituite delle commissioni adibite allo spoglio dei manuali, con il fine di selezionare quelli maggiormente attinenti alle politiche fasciste.
Finché, nel 1928, fu introdotto il libro di Stato per le scuole elementari. In quegli anni la censura fascista si fece più stringente, obbligando gli stessi insegnanti a giurare fedeltà al regime.
Nello stesso periodo, le immagini cartografiche iniziarono a riflettere la propaganda colonialista.

All’interno delle rappresentazioni scolastiche, apparvero come domini italiani alcuni territori non ancora conquistati. Il caso emblematico è senz’altro l’Etiopia, divenuta colonia nel 1936, ma raffigurata come parte dell’Africa Orientale Italiana già alla fine degli anni Venti.
Questo procedimento cartografico risultava funzionale all’affermazione di un ideale cardine del pensiero fascista: la grandezza italica.
In tale contesto, alla scuola si attribuiva il compito di trasmettere gli ideali del regime, con lo scopo di formare nuove generazioni di italiani laboriosi, che potessero contribuire alla crescita della propria Nazione, anche attraverso le conquiste coloniali.

Lo studio di questi argomenti è stato per me prezioso, perché mi ha permesso di riflettere sul ruolo dell’istruzione, proiettando l’insegnamento scolastico in una prospettiva più ampia.
Ho compreso qual è, a mio parere, il compito più profondo affidato alla scuola: fornire agli studenti gli strumenti adeguati per comprendere la realtà, senza limitarsi ad impartire dei puri precetti.

Prendendo coscienza della strumentalizzazione dei programmi scolastici attuata dal regime, ho potuto apprezzare il valore della libertà d’insegnamento e, di conseguenza, la fortuna di poter apprendere in totale libertà.
Credo che sia fondamentale comprendere il potenziale di cui disponiamo, la quantità pressoché illimitata di fonti da consultare.

Ma è ancora più importante essere in grado di utilizzare i mezzi adatti, al fine di saper analizzare con spirito critico ciò che ci circonda.

 

 

 

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