
DONNE: FORUM DI LINA PANICCIA
Giornata internazionale delle ragazze e della scienza
di Ermisio Mazzocchi
L’11 febbraio è il giorno dedicato dalla Nazioni Unite (ONU) alla ragazze e alla scienze. Il Manifesto della Giornata internazionale delle ragazze e della scienza ha tre parole chiave: equità, diversità e inclusione.
Un’occasione per una riflessione ad ampio raggio sulla condizione della donna, ma che possiamo tranquillamente stendere a quella delle disuguaglianze sempre più diffuse. Nonostante i recenti progressi il divario di genere è ancora molto notevole. Le donne, rileva l’ONU, sono solo il 28% fra i laureati in ingegneria e appena il 21% in informatica. E il divario salariale non diminuisce. Le ragazze italiane iscritte a facoltà Stem (acronimo inglese che raggruppa facoltà di Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) sono il 39%, ma scendono al 18% a Ingegneria. E solo il 17% (rispetto al 36% dei maschi) riesce ad arrivare alla fine corso di studio.
Tuttavia il numero è in crescita. Il che fa bene sperare. Ma il problema rimane. Una condizione che ha una plausibile origine nello stato dei livelli di disuguaglianza presenti nel paese. Il tasso di abbandono della scuola è al 13% con particolare incidenza delle donne. Se a questo si aggiunge che dal 2000 a oggi sono emigrati oltre un milione di giovani tra cui le donne sono tra i primi.
La Svimez nel suo rapporto annuale rileva che 900mila ragazze Neet non studiano né lavorano né si formano. Un tasso altissimo se paragonato al 18% in media dell’UE. Il dato peggiore e drammatico è quello del Mezzogiorno. Le giovani meridionali abbandonano la scuola e la formazione nel 15% dei casi contro il 9% delle coetanee del Nord. A tre anni dalla laurea 5 laureate su 10 al sud trovano lavoro contro le 7 su 10 al centro-nord.
Un insieme di fattori che inducono a considerare urgente realizzare riforme rivolte a elevare i diritti e a eliminare disuguaglianze che portano a un impoverimento della società e della sua qualità di vita. Le forze democratiche e progressiste, soprattutto il PD, dovrebbero aprire un fronte per avviare quelle riforme strutturali per dare dignità e futuro alle nuove generazioni.