Roma carceri 350 min

MELITEA. Donne e 8 marzo 2021

 Per la promozione del mondo femminile nella società, nel lavoro, nell’arte e nello spettacolo

Roma carceri 350 minIl Pio Istituto San Michele è un antico convento sito in pieno centro a Roma in Piazza Capranica, tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna edificato alla fine del 1600.

Il complesso architettonico dai tratti sobri, che oggi ospita la Residenza di Ripetta, si è reso protagonista nella storia prima come Istituto di Carità, carcere e orfanotrofio delle povere zitelle, anche dette zoccolette, e, in tempi recenti, come il primo centro antiviolenza femminile in Italia.

La Chiesa, che nello Stato Pontificio gestiva il potere amministrativo e civile, istituzionalizzò le attività e le strutture di aiuto ai poveri, caratterizzandole con la missione caritatevole e quindi religiosa. Per capire lo spirito del tempo è utile leggere quanto scrisse l’architetto Domanico Fontana a proposito del monumentale “Ospizio dei mendicanti” in via delle Zoccolette, a lui commissionato da Sisto V nel 1587 e primo nucleo del San Michele:
“In questa fabbrica vi sono saloni grandissimi e grandissima copia di stanze e appartamenti separati per le donne, per le zitelle, per li vecchi e per le fanciulle, e vi stanno con grandissima comodità, è luogo capace da potervi stare duemila persone senza dar impedimento l’uno all’altro, e al presente vi sono da seicento a tal volta mille e più poveri e a tutti si provvede di mangiare, bevere e vestire e sono ben governati; ai fanciulli si insegna a leggere, scrivere e l’arte e alle zitelle di cucire.” (fonte irsm.it)

Il termine “zoccolette” dalle fonti storiche sarebbe stato riferito alle calzature, degli zoccoli, che le giovani donne ospitate nella struttura indossavano, ma è anche diffusa l’opinione che le ragazze orfane e in condizione di assoluta povertà fossero costrette all’accattonaggio e alla prostituzione.
Il Pio Istituto San Michele aveva quindi il compito di formare moralmente le zitelle, anche insegnando loro un mestiere in modo che se fossero riuscite ad uscire dalla struttura, sarebbero state in grado di vivere dignitosamente.
Il riscatto di queste ragazze era in realtà legato alla bontà delle donne nobili romane, che donando somme di denaro, una sorte di dote, ad alcune di loro che venivano estratte a sorte, davano l’unica possibilità d’uscita dall’istituto alle più fortunate.

Il 30 giugno del 1982, su iniziativa di un gruppo di donne socialiste e laiche, capitanate da Anna Maria Mammoliti, attivista, giornalista e editrice per le pari opportunità delle donne, fondarono il Club delle Donne e istituirono il Premio Minerva: il primo riconoscimento italiano dedicato alle eccellenze femminili per l’imprenditoria, la dirigenza, la politica, l’impegno sociale, il cinema, la letteratura.

Il Club delle Donne si batte ancora oggi per il progresso di una società in cui le donne possano partecipare alla gestione delSusannaAgnelli 350 min potere sul piano economico, culturale e amministrativo e per la parità di genere.
L’associazione aveva come scopo la promozione del mondo femminile nella società, nel lavoro, nell’arte e nello spettacolo, superando la stagione urlata del femminismo per impegnarsi nel concreto, con il supporto di donne, note o meno note, che si erano conquistate con merito un ruolo di rilievo nelle loro peculiarità e che potevano essere d’esempio ad altre dimostrando il senso di sorellanza che tra donne era mancata e che purtroppo ancora oggi molto spesso manca.

Di seguito, un omaggio alla giornata della donna, il video sul servizio andato in onda su TGRLazio l’8 marzo di Daniela Bruni che intervista Fiorenza Taricone professoressa universitaria di Cassino specializzata in storia delle donne in politica.

 

 


 

 

 

 

Di Lisa Anna Ferraris

LIsa Anna Ferraris collaboratrice dell'associazione Italy Must Act

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