di Ignazio Mazzoli – Secondo appuntamento per il libro di Ermisio Mazzocchi “Frosinone: una provincia al voto 1946-2013” edito dalla Casa editrice Aracne. Dopo l’appuntamento di venerdì 31 gennaio a Ceccano il libro di Mazzocchi sarà presentato a Cassino città che sta molto a cuore all’autore. Infatti li ha trascorso la giovinezza e ha studiato. In questa città ha svolto il suo apprendistato politico nella federazione giovanile comunista pria e nel Pci dopo.
La presentazione che si svolgerà venerdì 4 aprile 2014 ore 17,30 nei locali della Biblioteca comunale in via del Carmine, 8 sarà presieduta da Stefano di Scanno, direttore de L’Inchiesta e vedrà partecipare Giuseppe Grilli, Francesco Guida, Fausto Pellecchia, Alessandra Sannella, docenti universitari e Paolo Ciofi presidente dell’Associazione Futura Umanità. Sottolinea l’importanza di questo evento editoriale la partecipazione del Sindaco di Cassino Giuseppe Petrarcone.
L’attenzione sarà concentrata sui flussi di voti che Mazzocchi ha raccolto sul libro, preceduti da brevi ed efficaci annotazioni che illustrano ogni specifica tornata elettorale. Dal Referendum istituzionale del 1946 al rinnovo del Parlamento del 2013 i risultati raccolti nel libro indicano i passaggi di opinione e di consenso verso le forze politiche nella realtà territoriale della provincia di Frosinone.
A prima vista può apparire, è stato già detto a volte da chi ha già preso in mano il libro, come un lavoro pieno di cifre, dati, percentuali; con situazioni che possono sembrare sempre uguali, ripetitive proprie di uno scenario provinciale immobile.
E’ utile, a questo punto, un suggerimento. “Frosinone: una provincia al voto 1946-2013” conclude un lungo lavoro dell’autore che in due ponderosi volumi ha ricostruito le vicende politiche e le lotte sociali svolte nella provincia di Frosinone e nella più ampia area del Lazio meridionale. “Lotte politiche e sociali nel Lazio meridionale” e “Partiti e società nel Lazio meridionale” sono i due volumi che raccolgono le ricerche dettagliate e ricche di dati di Ermisio Mazzocchi. Alla luce della lettura di questi libri quei “numeri” acquistano luce e valori molto interessanti e si scorge un realtà sociale e politica molto meno statica di come appare ad una lettura senza sostegni informativi ulteriori. Questa realtà sicuramente non è un campione di dinamismo sociale, culturale e politico, ma in essa si sono verificati fermenti e modificazioni che l’hanno portata a stare al passo con il resto del Paese come nel 1976 anno nel quale anche il Pci raggiunse il 30% accostandosi ai risultati nazionali.
Se poi qualcuno volesse farsi un quadro ancora più competo, suggerisco la lettura del libro di Tommaso Baris “C’era una volta la DC” o uno dei libro di Angelino Loffredi, in particolare “Nord e sud un cuore solo. L’infanzia salvata”. Si avrà la riprova di quanto vado scrivendo. Il quadro che il lettore avrà di fronte sarà costituito approssimativamente da quattro periodi.
– Il dopoguerra con la ricostruzione e la comparsa dei partiti evidenzia il difficile e contrastato radicamento che vede all’opera la Chiesa cattolica in appoggio alla DC e l’organizzazione del Pci in sostegno al radicamento dei comunisti in provincia. Gli esiti si possono leggere fra i risultai elettorali fino al 1958;
– Segue un secondo periodo di grandi cambiamenti che si sintetizzano nella industrializzazione e l’arrivo della Fiat a Piedimonte S. Germano. Le votazioni fino ai prima anni settanta sono segnate da queste vicende e da profondi cambiamenti di mentalità. Il Referendum sul divorzio è rivelatore di cosa si muove anche nei nostri comuni e nella società sociale. E’ la stagione del centro sinistra quadripartito DC, PSI, PSDI, PRI, ma anche dell’organizzazione della classe operaia in fabbrica a partire da un partecipata sindacalizzazione e dalla esplicita adesione ai partiti, in particolare al Pci;
– Il terzo periodo, che merita di essere approfondito, è segnato da una dinamica di incontri e contatti nuovi fra le forze politiche soprattutto fra DC e Pci, fermenti nuovi nel Psi che contrastano Craxi e la sua impostazione di lacerazione a sinistra, che avrebbero potuto aprire una fase nuova qui e altrove. E’ una fase di ricerca e instabilità che si chiude in coincidenza con la caduta del muro di Berlino senza gli esiti sperati;
– Il quarto ed ultimo periodo è contemporaneo. Nel comprensibilissimo grafico creato dal professor Sergio Bianchi, dell’università di Cassino, per illustrare visivamente gli andamenti del voto c’è una slide particolarmente Comunicativa. Una serie di cerchi concentrici, simili a come il nostro immaginario collettivo vede l’inferno dantesco, con il passare degli anni dal 1994 ad oggi vedono sparire gli schieramenti conosciuti per dar luogo alla fine del primo decennio del 2000 ad una presenza massiccia del centrodestra contrassegnata dalla mala politica ormai in Italia identificata, per questa realtà, nelle vicende di Franco Fiorito e dell’affaire Sangalli.
“Frosinone: una provincia al voto 1946-2013” è un interessante promemoria per ricostruire la seconda metà del ‘900 in Ciociaria, invogliarsi a capire gli effetti delle scelte politiche e soprattutto per chiedersi se dal ’90 ad oggi non ci sia stato un deficit di opposizione, di partecipazione democratica ed un eccesso di ricerca di omologazione fra partiti di cui alcuni hanno abdicato al loro ruolo ed alla propria missione storica.
Veroli 31 marzo 2014
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