Associazioni
Articolo pubblicato su CiesseMagazine n. 21 del 30 novembre 2020
Associazione Genitori Tarantini – Ets
Vista la tragica situazione sanitaria che l’ecomostro arcelotmittal ex Ilva di Taranto sta provocando, pensiamo di dover dare il nostro contributo alla divulgazione di questa orribile verità edulcorata nella narrazione al pubblico per nascondere la responsabilità di tante morti e tanta sofferenza. E vogliamo cominciare a farlo pubblicando l’ennesima lettera aperta che i cittadini di Taranto hanno inviato al Presidente del Consiglio Conte e che speriamo trovi sempre più sottoscrizioni.
L’introduzione è a firma dell’Associazione, la lettera è di Sara, una ragazza di Taranto che ha perso la sorellina quando era molto piccola.
Questo il link alla lettera dell’Associazione a Conte
https://www.facebook.com/993560574039215/posts/3219903198071597/
Pagina FB e sito internet dell’associazione
http://www.genitoritarantini.it/
https://m.facebook.com/genitoritarantini.ets/
C’erano una volta due sorelline felici. La più piccola, Miriam, si ammalò quando Sarah frequentava ancora le scuole elementari. La vita di Sarah cambiò improvvisamente. Oggi è cresciuta e non dimentica (e come potrebbe?). Miriam non c’è più da ormai dodici anni.
Così anche Sarah ha voluto scrivere una lettera al presidente Conte.
“Presidente,
a ventidue anni subisco ancora il fascino del Natale tanto che, voglio confessarLe, nutro tuttora una piccola speranza che Babbo Natale possa esistere, e questo accade anche nonostante il fatto che questo 2020 abbia messo tutti in ginocchio. Quando si è disperati o tristi o arrabbiati si diventa fortezze impenetrabili persino alla magia delle feste di fine anno, eppure io quest’anno voglio ancora sperarci e lasciarmi incantare come quando ero piccina. A quei tempi ero certa che Babbo Natale avrebbe ascoltato tutti i bambini, come mi assicuravano i grandi, e non sapevo che terra pericolosa fosse Taranto, così in ogni letterina o preghierina aggiungevo “fai stare bene la mia famiglia per sempre”. Babbo Natale non mi ascoltò. Ma sa cosa fa male? Che nemmeno il mio Paese lo ha fatto. Quando avevo dieci anni infatti ho perso la mia sorellina, a causa di un cancro riconducibile all’inquinamento prodotto dalle emissioni provenienti dalle industrie presenti su questo territorio. Ad agosto abbiamo perso anche il nostro cagnolino, probabilmente per lo stesso motivo. Oggi è un imperativo salvare la nazione dal virus, ma tante persone muoiono anche per altri motivi da molti, molti anni. Allora mi chiedo: perché è importante che i desideri di quel bambino di cui ha letto la letterina vengano ascoltati e fatti vessilli, e non quelli della piccola me prima della tragedia, o quelli di migliaia di bambini in questo territorio sfortunato?
Perché l’Italia deve essere risanata da questo virus terribile, ma a Taranto si può continuare a vivere e a respirare veleni di ogni genere? La piccola me sarebbe stata molto arrabbiata se Babbo Natale avesse portato regali a tutto il vicinato e a me no, perchè sapeva che tutti i bambini sono uguali, così come Lei, presidente, dovrebbe sapere che non esistono cittadini o morti meno importanti di altri. Perché il diritto alla salute non è rispettato a Taranto?
Sa cosa penso? Che la sua non-azione a favore della salute dei tarantini non abbia nulla a che fare con la tutela del lavoro, perché durante questa pandemia Lei ha chiuso negozi e attività non essenziali, perché OVVIAMENTE, la salute è più importante. Quindi, signor presidente, non è lo scrupolo di mandare a casa i dipendenti quello che davvero La trattiene dal fare definitivamente qualcosa. Signor presidente, Le chiedo di portare avanti anche altre battaglie, e soprattutto la battaglia contro il “virus” che colpisce i tarantini e tutti gli abitanti dei siti inquinati e che porta spesso nelle famiglie la tragedia di seppellire bambini.
Mia madre ha avuto la possibilità di parlarLe durante un incontro a Ceglie Messapica. Le stava aprendo il suo cuore, e Lei le ha raccontato di un acquario da costruire a Taranto, evitando così di rispondere ai veri problemi che Le venivano esposti: malattie e morte. I pesci però non erano la risposta che mia madre si aspettava. I pesci purtroppo non possono, rinchiusi in un acquario, garantire sostenibilità ambientale ed eliminare i veleni che respiriamo da sessant’anni.
I veleni si eliminano alla fonte.
Che tristezza chiedere al proprio governo di aiutarci a sopravvivere, perché questo dovrebbe essere la norma, e non una CONCESSIONE.
Facciamo così, esprimo il mio desiderio un’ennesima volta, vediamo se quest’anno Babbo Natale, Lei o altre forze cosmiche mi ascolteranno.
Per questo Natale, lo chiedo proprio a Lei, presidente: faccia stare bene la mia famiglia e tutte le famiglie di Taranto.
Buon Natale a Lei e ai suoi figli, presidente.
Sarah da Taranto “
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