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Una escalation di giovani carnefici cultori di violenza

ITALIAVIVA simbolo 350 minL’uccisione gratuita di un ragazzo innocente a Colleferro, la sua esecuzione non può passare inosservata ma è la punta da iceberg sulla vera realtà giovanile attuale. Le vittime sono scelte tra i più deboli, ora è un compagno, ora un vecchio, ora un handicappato, ora un barbone. Una escalation di giovani carnefici cultori di violenza, appartenenti a quel substrato culturale dove il bullismo e il sopruso sono diventati i tratti distintivi di una generazione senza futuro, che non ha domani né strumenti culturali e mentali per poter evolvere, dove l’unico senso di appartenenza è quello di una tifoseria, di un quartiere, o appartenenza di banda, dove lo sgarro può essere anche solo uno sguardo.

Cultori di un machismo senza contenuti, coperti dalla società spesso per un comune senso di “omertà” del quieto vivere, nel tentativo di non “irritare “il più forte. Questo genera i nostri mostri.

È antico il meccanismo sociale del “Capro Espiatorio” che scatta quando la società, il governo di una nazione è in crisi fallimentare nel privare i cittadini di leggi che promuovano la qualità della vita, diano servizi e futuro alle generazioni. Il Mal Governo crea un popolo rancoroso e represso, che non ha futuro, spesso sobillato proprio da questo facendo attribuire il proprio fallimento come Stato alla presenza di minoranze o di individui scomodi. Oggi siamo tutti una minoranza, allora tutti a rischio.
I carnefici designati, per un senso di appartenenza distorto, coltivano come unica forma di affermazione sociale la loro forza sostenuti, legittimati da una politica populista dell’estremismo che nega la ragione, che manifesta persino contro l’evidenza scientifica, inneggiando all’odio non solo razziale ma per tutto ciò che è diverso.

La rabbia autodistruttiva e distruttiva, sta arrivando livelli ingestibili, e trova all’esterno della comunità un parafulmine su cui scaricarsi. Tutti si sentono danneggiati e cercano di farsi giustizia da soli, pensando che i propri mali dipendano da un unico responsabile di cui ci si deve sbarazzare. Il lato oscuro dell’essere umano si giustifica così dissimulando la verità della propria violenza, allontanando da sé una colpa che non accetta proiettandola su altri, quelli che sono lo specchio di sé stessi, nella loro debolezza di vittime. La manipolazione mediatica dell’uso della violenza ci porta su un crinale pericoloso. La politica oggi deve investire sull’educazione e rieducazione dei giovani ed essere esempio di tolleranza in una società variegata, multietnica, con il crollo delle vecchie classi sociali che ci espongono tutti ad essere costellazioni di minoranze.

Guardando i profili social dei protagonisti, l’inno alla prepotenza, alla prevaricazione, la subcultura del branco è raccapricciante quanto pensare che questa generazione non ama, non ha passioni, esclude la musica se non quella violenta, non si accorge della bellezza della Natura. E mi chiedo quali siano veramente le vittime, chi muore o chi uccide, senza giustificare quest’ultimi, però.

Siamo, noi adulti, quotidianamente dalla parte buona della Storia? Le parole di ovvio ribrezzo le traduciamo costantemente nell’educazione ai valori sani nei nostri figli? Il compito della nostra generazione è quello di Impegnarci ad essere individui di cui i nostri figli non debbano vergognarsi, ad essere esempio propositivo di rilancio di valori che ci sono in tanti, non vanno perduti, e che vanno gridati e portati avanti anche istituzionalmente per una politica rigenerata che guardi anche alle nuove generazioni disperse.

Il Coordinatore Italia Viva Sora Loreto Chiarlitti

Di ItaliaViva Sora

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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