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di Ivano Alteri, fra i più impegnati fondatori di UNOeTRE.it

20anni1e3it minIn questo giugno 2020 ricorre il ventesimo anniversario di Unoetre.it e del suo antenato Edicolaciociara.it. È quindi l’occasione propizia per svolgere qualche riflessione in proposito.

Una prima riflessione che sorge, forse ovvia, è che Unoetre.it è un giornale che non c’era, ma ora c’è; perché qualcuno lo ha creato, lo ha cresciuto e lo fa vivere. È un impegno costante, quotidiano, che richiede dispendio di energie, non solo economiche, e che occupa, perciò, uno spazio importante nelle vite dei suoi redattori, sostenuti, per altro, soltanto dalla propria volontà. I suoi fondatori hanno ritenuto di dover fornire, a sé stessi, alla sinistra e a tutti gli altri, un segno di esistenza in vita, uno strumento di discussione, un luogo d’incontro, tenace e sicuro, per quei pensieri che sorgono quando si annaspa nella diaspora, e si inizia a temere la marginalità, se non l’estinzione, del proprio seme, del seme stesso della sinistra. Un segno vitale che ha particolare significato per la Ciociaria, dove Unoetre.it è nato, e dove la sinistra non ha, com’è noto, radici tradizionalmente profonde e diffuse.

Una seconda, riguarda il “mezzo” che ha consentito l’esistenza di Unoetre.it, ossia internet. Non vi è dubbio, infatti, che permanendo nell’era tecnologica delle pubblicazioni cartacee, senza il supporto informatico e la rete, il giornale non sarebbe mai nato; le difficoltà organizzative e tecniche, l’entità delle risorse necessarie ne avrebbero impedito l’esistenza. Dobbiamo all’esistenza di internet, quindi, la sua esistenza.

A seguire, ne sorge una terza, che riguarda i tanto vituperati social network, da internet germinati. Essi, nel corso di questi vent’anni, sono spesso stati oggetto di scandalo tra i dotti, per la numerosa schiera di “imbecilli” che osava esprimervi un’opinione. In effetti, abbiamo assistito ad un travaso di “imbecillità”, dal bar a facebook, senza soluzione di continuità; siamo effettivamente passati dalle superficialità espresse con la tazzina in mano a quelle pubblicate imbracciando una micidiale tastiera semi automatica. Ma forse quei dotti non hanno considerato che quel trabocco di “imbecillità” nella sfera pubblica proveniva da quell’infinità di persone che una sfera pubblica non l’avevano mai avuta, e non per incidente della storia; che essa quindi, l’imbecillità massiccia, forse era il prezzo nIvanoAlteri 350 minecessario per assurgere, un giorno, ad una discussione pubblica più evoluta, di livello superiore, ancorché partecipata da “tutti”. In altri termini, l’orgia di supposta imbecillità a cui abbiamo assistito e assistiamo potrebbe essere niente altro che “l’infanzia” di una discussione pubblica propriamente democratica, massivamente partecipata. In ogni caso, senza quei “tutti” e quegli “imbecilli”, non ci sarebbe mai stato nessuno a scrivere e leggere Unoetre.it.

In sostanza, perciò, possiamo dire che Unoetre.it è figlio delle nuove tecnologie ormai massificate, per quanto ancora in rodaggio. Ma le sue funzioni, quelle che si è modestamente attribuito, vengono da lontano; e attengono al bisogno di diffondere, in tutta umiltà, quella capacità critica sempre più necessaria ad interpretare la complessa realtà presente; cercando così di scansare i rischi di restarne prigionieri e soccombervi, per ignoranza o assuefazione. Diffondere modestamente i propri piccoli esempi di “pensiero critico” è stato il chiaro “fine” che Unoetre.it si è dato sin dalla sua fondazione.

Una quarta riflessione riguarda la collocazione politica di Unoetre.it. Essendo un giornale della diaspora della sinistra, e non genericamente della sinistra, già a partire dal nome, che si riferisce agli articoli 1 e 3 della Costituzione, il protagonista di questo anniversario ha segnalato la propria collocazione ideale, culturale e politica in una tradizione “anche” di sinistra, la Costituzione, appunto; con la consapevolezza, perciò, di essere parte di un tutto molto più ampio di sé. Ma senza rinunciare agli strumenti che la “propria” tradizione mette a disposizione di tutti, per rendersi individualmente e collettivamente consapevoli della realtà in cui viviamo immersi, conoscerla e migliorarla.

È la consapevolezza generalizzata dunque, in ultima istanza, il fine di UNOeTRE.it.

La consapevolezza di essere eredi e custodi di una tradizione ideale, culturale e politica; di un seme da cernere, preservare, accrescere e trasmettere. Ciò ha significato, innanzitutto, non gettar via quanto prodotto di originale e ricevuto in dote dagli avi politici, mentre in altri luoghi della sinistra si provvedeva, proditoriamente e incomprensibilmente, a disperderne il patrimonio.

La consapevolezza della “liquidità” della storia che stiamo vivendo; di quell’assenza di legami da cui deriva la solitudine politica, quando non esistenziale, in cui si ritrova chi si colloca a sinistra e i tanti altri uomini e donne dotati di inestirpabili sensibilità verso il prossimo e gli “ultimi”. E, a seguire, di quell’assenza di perimetri netti, necessari a distinguere questo da quello; della insostenibilità del confronto con la condizione delle generazioni precedenti, che invece di perimetri netti ne avevano, e potevano distinguere e distinguevano, perciò, questo da quello.

La consapevolezza della mancanza di rappresentanza politica, che condanna alla marginalità, ad una vita grama e ad una espressione incompiuta della propria natura il “99%” dei cittadini.

La consapevolezza, infine, che il modo migliore, più coraggioso, più lungimirante, più sicuro per preservare il seme è spargere tutto ciò ai quattro venti, a piene mani.

E seminare. Per esserci ancora, anche quando il tempo non promette niente di buono, anche quando sembra prospettarsi ogni avversità, anche quando si sente di essere al limite delle forze, prostrati, sfiniti, vinti. Anche quando tutto è, o appare, perduto.

Frosinone 28 maggio 2020

 

 

 

 

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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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