25 aprile

 

25 apriledi Ermisio Mazzocchi – La proposta di Ignazio La Russa di trasformare la festa di Liberazione nella giornata per ricordare i caduti di tutte le guerre e del Covid-19 con la canzone del Piave al posto di Bella ciao, è provocatoria e offensiva per la storia della Repubblica italiana. Indecente e inaccettabile. Nella Resistenza e nell’antifascismo ci sono le radici della democrazia e della Costituzione italiana. Il 25 aprile si festeggia la liberazione dal fascismo e la lotta ai nazisti.

Qualsiasi variazione sopprime quelle idee per cui combatterono i partigiani e i partiti antifascisti e che sono alla base della nostra democrazia. L’apparente proposta “unitaria”, del tutto falsa e ipocrita, nasconde un disegno politico e culturale di maggiore consistenza, che punta a egemonizzare un pensiero di disconoscimento del passato, in questo caso della Resistenza, per instaurare una convinzione populista e nazionalistica che tende ad abbattere i capisaldi della democrazia repubblicana.

Comportamenti pericolosi e insidiosi, sempre più virulenti, in un momento critico del paese per il Covid-19, che finiscono per infiltrasi tra le difficoltà e le incertezze delle ripresa sociale ed economica, facendo leva su paure e indeterminatezza per il futuro. Il vero significato, oggi, nella celebrazione e nell’attualità del 25 aprile 2020, è proprio quello di sconfiggere propositi e tentativi di scardinare questa democrazia, opponendo una forte resistenza da parte di tutte le forze democratiche e antifasciste, così come esse fecero per abbattere il nazionalismo fascista.

 

 

 

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Di Ermisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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