CassinoOff al via con Isabella Ragonese
Festival del Teatro civile da marzo a luglio in vari luoghi della città

CassinoOff riparte con tre omaggi a tre grandi donne: Ilaria Alpi, Benedetta Tobagi, Tina Merlin. Riparte da loro, ma riparte anche dalla città, che in questo 2014 verrà invasa da spettacoli di teatro e di danza, da proiezioni cinematografiche e presentazioni di libri, eventi per bambini e concerti musicali sparsi in luoghi diversi, dalla piazza all’Aula Pacis, dalla Biblioteca al Camusac. Tutto a partire dal 29 marzo e fino al mese di luglio, con l’ormai consueta serata di chiusura al Teatro Romano che nel 2013 ha ospitato lo scrittore Roberto Saviano.
L’associazione CittàCultura – con il sostegno del Comune di Cassino e della Banca popolare del Cassinate, il patrocinio dell’Università degli Studi di Cassino, la collaborazione dell’Atcl – presenta soprattutto un progetto condiviso e allargato che coinvolge anche le associazioni presenti sul territorio, oltre ad artisti di chiara fama e a giovani compagnie, scrittori e musicisti. Un progetto ambizioso e di ampio respiro che anche quest’anno sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del quotidiano l’Unità.
Per questa edizione il Festival – diretto dalla giornalista de l’Unità Francesca De Sanctis – sarà organizzato per aree tematiche: più o meno uno o due weekend al mese dedicati ad argomenti diversi. Si comincia parlando di donne che combattono, ciascuno a suo modo, nel nome della verità.

Il 29 marzo ad inaugurare CassinoOff (ore 21, Aula Pacis) sarà Isabella Ragonese, nota al grande pubblico soprattutto per le numerose interpretazioni cinematografiche (ricordiamo Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, La nostra vita di Daniele Luchetti, Un altro mondo di Silvio Muccino e in uscita Il giovane favoloso di Mario Martone e La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati).
Isabella sarà protagonista del recital African Requiem, omaggio alla giornalista Ilaria Alpi a vent’anni dall’uccisione a Mogadiscio. Il testo è stato scritto dal drammaturgo fiorentino Stefano Massini, che firma anche la regia. In scena con Isabella Ragonese ci sarà Luisa Cattaneo, le musiche originali di Enrico Fink saranno eseguite dal vivo da Luca Baldini, Massimo Ferri, Enrico Zoi (con il patrocinio dell’associazione Ilaria Alpi).
Su un palcoscenico decadente, popolato di carcasse di barili rugginosi, immersi in un’atmosfera perennemente incerta, nebbiosa come la Mogadiscio descritta da Ilaria Alpi – sempre grigia di smog e di vapori – prenderà vita un recital di luci ed ombre, dove una partitura di voci si amalgama continuamente alla musica e a suggestioni video. Siamo nei dieci secondi successivi all’omicidio: un bagliore di luce, poi il caos di una faticosa presa di coscienza. Isabella Ragonese è un’Ilaria Alpi appena uccisa, che si desta come da un improvviso letargo e ripercorre la propria vicenda in un susseguirsi di saette di memoria. Ne nasce una carrellata di tredici frammenti, incursioni spietate nella ferita ancora sanguinante di una Somalia contraddittoria, terra di torbidi compromessi e nefandi accordi mascherati dietro l’alibi di una beffarda cooperazione. In un vortice di evocazioni e di opposti stati d’animo, fra tesissime ascese e discese vertiginose, la tela del calvario si tesse e ritesse da sola, componendo un puzzle inaudito in cui le parole di Ilaria si sdoppiano fra Isabella e Luisa Cattaneo, magari poi aprendosi in nitidi flash-back dove i faccendieri hanno i sorrisi larghi di Gioele Dix, e il Sultano di Bosaaso i toni di un asettico intollerabile Gianmarco Tognazzi. Nel ventesimo anniversario dell’omicidio di Ilaria Alpi a Mogadiscio (1994-2014), Stefano Massini conclude il suo progetto drammaturgico intorno alla giornalista del Tg3: un percorso teatrale affidato alle voci di tre grandi interpreti che si sono susseguite nel tempo: prima Ottavia Piccolo, quindi Lucilla Morlacchi e infine Isabella Ragonese. Il progetto giunge a compimento nel segno dell’interazione con la musica dal vivo e con le sequenze video, a sigillo di una grande “narrazione di immagini” dove l’Africa è ventaglio di suoni, odori, colori, percezioni sparse.
E in serata, dalle 22.30 in poi, presso le Nuove Officine Generali, gaLoni in concerto. Il cantautore romano presenterà il nuovo album, Troppo bassi per i podi, il secondo dopo l’ottimo esordio di Greenwich. Il disco, prodotto dalla 29Records e distribuito da MArteLabel/Goodfellas, si avvale della collaborazione e della produzione artistica di Emanuele Colandrea degli Eva Mon Amour. gaLoni ci presenta undici tracce inedite, storie quotidiane con al centro dei protagonisti che, questa volta, non tentano di spostare il meridiano zero come nel primo album ma camminano sui tetti.

Il giorno seguente, la mattina del 30 marzo presso la Biblioteca comunale (ore 12), andrà in scena in anteprima nazionale Era mio Padre, seconda parte di Elettra, trilogia di un’attesa. Lo spettacolo di danza prende spunto da una figura di donna contemporanea: Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi, giornalista del “Corriere della Sera”, assassinato, sotto casa, nel 1980. A presentare lo spettacolo di danza, in collaborazione con l’Atcl, è la compagnia Cie Twain. Coreografia, regia e drammaturgia Loredana Parrella, interpreti Yoris Petrillo e Giulia Cenni.
Questa Elettra nasce dalla connessione tra le due figure femminili, entrambe cercano di capire, con forza e con delicatezza, cercano di ricostruire la figura pubblica e privata del padre. Questa seconda parte trova i suoi protagonisti in Elettra e Oreste e il loro incontro li porterà a ritrovare l’infanzia negata, e l’amore perduto. Profondamente legata alla realtà contemporanea, questa “visione” di Elettra marca il punto di partenza per una riflessione sul desiderio: da quello più profondo dell’amore, fino a quello più devastante della vendetta.

Sempre presso la Biblioteca comunale, alle 18 del 30 marzo, toccherà alla compagnia veneta Fetebenesorelle: Tina Merlin, una voce libera, regia di Daniela Mattiuzzi, drammaturgia di Luca Scarlini e Daniela Mattiuzzi, con Patrizia Zanzo (con patrocinio del Premio Ilaria Alpi).
Mai come oggi gli articoli che la Merlin scriveva su L’Unità negli anni 50/60 sono così spaventosamente attuali. C’è una forza vitale che percorre tutta la vita e l’opera di Tina Merlin ed è stata il centro del lavoro di questo spettacolo, è forza che arriva diritta al cuore e fa luce. A partire dall’intreccio che la tiene unita alla vita di un’altra donna, sua madre segnata da un destino crudele e rassegnata, comincia il racconto.

Alle 21, concluderà la giornata in Biblioteca, la proiezione del film The agronomist di Jonathan Demme, a cura del Circolo Fuorifuoco. In film è un omaggio al giornalista, radioreporter e militante dei diritti umani Jean Dominique e racconta la storia della sua lotta contro l’ingiustizia e l’oppressione e la sua crociata per la libertà e la democrazia ad Haiti.

Il programma proseguirà fino a luglio con tanti altri ospiti. Tanti gli artisti che, lo ricordiamo, finora hanno partecipato a CassinoOFF: Ascanio Celestini, Bebo Storti, Ulderico Pesce, Francesco Suriano, Alessandro Benvenuti, Massimo Wertmuller, Marco Paolini, Laura Curino, Mario Perrotta, Tetes de Bois, Filippo Vendemmiati e Roberto Saviano… Si è parlato di mafia e di lavoro, di ambiente e di storia d’Italia, di donne e di integrazione. Perché l’obiettivo del Festival è proprio questo: parlare, condividere, confrontarsi sulle piccole grandi storie di ogni giorno che ci aiutano a capire un po’ di più il nostro presente e soprattutto affrontare meglio il nostro futuro, coinvolgendo il pubblico di tutte le età con un occhio di riguardo per i più giovani.

Associazione CittàCultura
Piazza G. Marconi 13
03043 Cassino (Fr)
Presidente Giampiero Bianchi
cittacultura@libero.it

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