di Angelino Loffredi – Nel costante sforzo di raccogliere con continuità le voci del territorio che raccontano e lamentano i disastri della sanità regionale in Ciociaria, vi riportiamo per filo e per segno l’esperienza vissuta nel pronto soccorso di Frosinone, da Luigi Carlini, disoccupato e nostro lettore di Ceccano. Le parole sono di suo pugno e meritano di essere risortate come egli le ha scritte. Sembra una barzelletta ma non lo è.
«Sabato ore 21:04 pronto soccorso di Frosinone e non c’era tanta affluenza di pazienti davanti a me, c’erano 5 codici verdi, dopo un pò sono arrivati 2 codici gialli. Alle 02:10 è arrivato il mio turno, mi hanno visitato e mi hanno fatto la radiografia e hanno riscontrato la frattura multipla al mignolo del piede sx. Poi mi hanno riportato in accettazione dicendomi di aspettare l’arrivo del medico ortopedico alle ore 6.00.
verso le 5.00 di domenica hanno invertito il referto con una signora che stava dopo di me con frattura al piede, non al mignolo, dopo qualche precisazione si è chiarito tutto. È rimasto tutto fermo fino alle 06:00. Alle 6. 45 dopo svariati reclami finalmente mi hanno mandato in ortopedia (il medico doveva essere presente alle ore 06) quando è arrivato il medico ortopedico con circa 1 minuto ha fatto il bendaggio (ha bloccato insieme il quarto e quinto dito con il cerotto da bendaggio ).
POI HO SCOPERTO CHE DAL 1 DI OTTOBRE IL MEDICO ORTOPEDICO È ATTIVO H24, VORREI SAPERE DOVE STAVA IMBOSCATO.
Dopo circa 10 minuti ritornavo al pronto soccorso per farmi dare le dimissioni ed erano circa le 6:50. Le dimissioni me le hanno rilasciate alle ore 9:48 dopo aver contestato verbalmente tutte queste situazioni assurde.
Affermazioni dette dal medico del pronto soccorso: “il sabato e la domenica siamo solo 2 dottori gli altri non vogliono venire perché si sono stufati delle minacce e insulti dei pazienti, non so se questa è una giustificazione plausibile… Hanno scelto loro di fare i medici”.
Sicuramente andrò a denunciare tutto questo assurdo e sgradevole comportamento al tribunale dei malati.»