discarica cerreto 350 260

discarica cerreto 350 260di Gaetano Ambrosiano* – Chiediamo ed inoltriamo all’attenzione dei Sindaci della Provincia ed in Primis alla persona del Sindaco Nicola Ottaviani che al momento ci è sembrata la persona più lucida riguardo le problematiche nella gestione del rifiuto, questo al di là delle ideologie politiche, quale massimo rappresentante del capoluogo la valutazione e considerazione di un concetto elementare principio di responsabilità secondo cui ogni territorio ha il dovere di “chiudere” il ciclo dei propri rifiuti sul territorio stesso, senza scaricarne i costi su altri territori. Non si può infatti fare i virtuosi con gli inceneritori degli altri, come fanno diverse province e regioni italiane. Ed allo stesso modo questo diritto dovrebbe essere rispettato dalla nostra provincia nei confronti di altre le quali per loro inadeguatezza nel risolvere il problema a breve trasporteranno parte dei loro rifiuti alla SAF – Società Ambiente Frosinone.

Disponendo nel concetto di principio a difesa di un territorio già di per se devastato da uno stato ineccepibile nel suo essere inquinato, a maggior veduta dagli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto il fiume Sacco. Chiediamo che i Comuni mettano a voto il divieto e non consenso al conferimento dei rifiuti provenienti dalla Provincia di Roma questo a tutela del nostro stato di salute del territorio ma anche in quello che deve essere un inizio del non cadere in una pericolosa programmazione di una industrializzazione del rifiuto che a quanto pare sia l’obiettivo di alcuni indirizzi provenienti dalla politica. Il divieto di importazione va dunque assolutamente mantenuto. Ma il principio di responsabilità vale anche per chi lo proclama. Insomma: accanto al divieto di importazione, per la Provincia di Frosinone dovrebbe anche valere il divieto di esportazione dei propri rifiuti verso territori esterni. Tale divieto non vale naturalmente per i materiali recuperati nella raccolta differenziata e avviati al riciclo e al riutilizzo, anche attraverso la loro trasformazione in altro tipo di materiale. Vale invece assolutamente per il deposito in discarica e per lo “smaltimento” attraverso trattamento termico, cioè attraverso incenerimento, sia in inceneritori che in cementifici o altro. In questo caso si tratterebbe semplicemente di “esportare l’inquinamento” provocando emissioni in altri territori. Questo contraddice il principio di responsabilità, che va applicato in un’ottica globale. Sarebbe politicamente e eticamente ipocrita avviare a discarica o incenerimento all’esterno della provincia rifiuti di cui noi siamo responsabili.

Per questo al ciclo dei rifiuti va applicata la “verità dei costi ambientali”.

Negli ultimi tempi sono apparse sulla stampa diverse affermazioni secondo le quali rifiuti della nostra provincia, addirittura raccolti inizialmente negli appositi contenitori verrebbero poi comunque mischiati non rispettando il codice dei rifiuti, come ci vediamo costretti ad esportare l’umido per mancanza di servizio e questo con aggravio dei costi per la comunità e su questi fatti crediamo vada va fatta assoluta chiarezza al contrario di quelle che sono le dichiarazioni del Sig.Buschini, già Ass.Ambiente Regione Lazio e attualmente Presidente del Consiglio della stessa, a cui ricordo che l’esportazione dell’organico con aggravio di costi per i contribuenti è dovuto ad una incapacità nella programmazione di gestione dell’impianto della SAF , che come testimoniato dal programma Report era sotto infrazione dalla comunità Europea per non avere a norma la gestione dell’impianto riguardo il trattamento dell’organico.

Ma tengo a precisare che è dal 2012 che la Regione Lazio non attua un piano rifiuti per la nostra Regione e che nelle ultime gestioni dell’impianto SAF,parliamo di almeno due anni nell’ordine di tempo, provenivano da Roma circa 300tonnellate giornaliere da Roma che paradossalmente da quello che oggi leggiamo sull’informazione i Sindaci nell’assemblea avevano votato si al conferimento con molti sindaci del Partito Democratico che oggi gridano all’allarme rifiuti. La discarica di Roccasecca in località Cerreto aveva fatto domanda e ricevuto il via circa due anni fa un autorizzazione ottenuta dalla domanda in circa 20 giorni, come Zingaretti aveva concesso finanziamenti per circa 12milioni di euro per il revamping del Termovalorizzatore di Colleferro per poi cederlo in una vendita a ribasso, onestamente tutta questa grande attenzione nelle problematiche della Valle del sacco non c’è ma leggiamo una politica nel pieno dell’ipocrisia e dell’ignoranza nella conoscenza della problematica. Ora cercheremo di capire il ruolo nel Presidente della Provincia Pompeo se arriveremo a dei fatti concreti o ai soliti tavoli di incompetenza assoluta come ci hanno dimostrato negli ultimi 10 anni non parliamo di qualche mese ma di 13 anni se consideriamo il fatto delle mucche e di circa 40 se valutiamo il dramma della valle del sacco. Come anche vorremo sapere quando verranno bonificati tutti i siti industriali dismessi e se possibile avere conoscenza nello stato dei depuratori ASI anche se il Presidente DeAngelis e’ più interessato ad una vocazione manageriale commerciale che Industriale come dovrebbe essere nelle sue competenze, il cortocircuito in quelli che sono i ruoli degli ENTI è sempre più profondo.

Per tutti questi motivi chiediamo una mozione di riferimento nei seguenti punti:


1) Di porre un divieto all’introduzione di Rifiuti da altre Province.

2) Che venga progettata e programmato un piano Rifiuti in quella che viene chiamata la Sostenibilità Circolare del rifiuto Urbano.

3) Che si dia conoscenza in modo dettagliato di quanti rifiuti e di quale categoria vengono attualmente esportati verso territori esterni alla provincia in codici e quantitativo per essere alla fine avviati a discariche, incenerimento o qualsiasi altro tipo di smaltimento (ad eccezione di quelli che entrano nel riciclaggio e vengono trasformati in altri prodotti) in impianti sia pubblici che privati.Tra i rifiuti da considerare: fanghi, impurità da raccolta differenziata (soprattutto plastiche, e se sì, di che tipo), quote di rifiuto organico che non riescono a trattare i nostri impianti, e qualsiasi altro tipo di frazione) e che sia data conoscenza nei quantitativi (produzione) e trattamento (capacità) dei rifiuti industriale nella produzione e procedura di conferimento sia di tipo consortile che privata.
4) Si richiede inoltre di indicare le quantità con un criterio omogeneo che coinvolga l’intero territorio, nel modo di consentire di farsi un’idea precisa di quanti e quali rifiuti “esporti” la provincia di Frosinone in un significativo lasso di tempo.
5) Se possibile, si chiede anche di indicare i costi economici di questi smaltimenti, sia che ricadano a carico di privati che di enti pubblici, nostri o esterni.
6) E se esiste, oltre le parole, il progetto di riqualificazione dell’impianto SAF una società partecipata con un assemblea di Sindaci che sono eletti dal popolo residente nella provincia di Frosinone con tutto il diritto di essere a conoscenza ed informati nello stato delle cose e che si torni all’audizione pubblica nell’assemblea dei Sindaci la SAF non è e non cade in una gestione privata.

Ed Inoltre la Regione quando avrà intenzione di avviare un concreto Piano dei Rifiuti con lo smantellamento dei vecchi inceneritori oramai obsoleti nella tecnologia e nello smaltimento delle discariche presenti sul territorio con il ripensare oramai come avviene in tutta Europa in un reale ciclo chiuso dei rifiuti con l’ausilio delle nuove tecnologie imperanti ad impatto zero.

 * *Segretario provinciale di Art 1

 

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