VotoUE 2019 in Italia min

VotoUE 2019 in Italia mindi Ermisio Mazzocchi – Il PD deve affrontare la più grande sfida della sua storia. Ne vale il suo futuro. Il risultato ottenuto nelle elezioni europee incoraggia, ma deve consolidarsi e ampliarsi. Per farlo occorre da parte del PD, costruire una rinnovata proposta politica-programmatica con scelte forti e coraggiose che abbiano al centro una nuova cultura politica nella lotta alle disuguaglianze e in difesa della democrazia. Il modello della lista per le europee rappresenta una significativa operazione politica che ha messo in campo diverse energie della società. Su di esso bisogna impiantare una piattaforma politica capace di aggregare e sollecitare con interesse ampi settori della società. Non basta considerare che per il PD e per le forze progressiste, l’avversario da battere sono i rappresentanti di una destra illiberale e reazionaria, come quella di Salvini, accompagnata dalle oscillazioni e dalla confusione del Movimento 5Stelle, che subisce un collasso con una perdita di sei milioni di voti rispetto alle elezioni del Parlamento. L’autoritarismo di Salvini costituisce un pericolo per la democrazia, rappresentando l’altro fronte su cui combattere. Si pone quindi il problema di una ricerca più approfondita delle condizioni del paese per comprendere quali sono le forze in campo e le contraddizioni di un capitalismo violento, rafforzato dal sistema della globalizzazione.

Le disuguaglianze sono cresciute, prodotte da un sistema economico che concentra la ricchezza in poche mani, aumentando la povertà, l’insicurezza, disoccupazione e precarietà. Lasciati senza offrire una alternativa e la paura per l’incertezza del futuro, le parti più deboli e quelle più a rischio della società, sono portate a sostenere e votare il presenzialismo della Lega, complice di interessi finanziari di enorme portata nel paese e non solo. La destra è la forza che più genera disuguaglianze, dice Zingaretti. Se si comprende che i conflitti e gli effetti distruttivi di un capitalismo liberale, che ha sconvolto la vita sociale di un paese, sarà possibile individuare quale deve essere il ruolo del PD e di una rinnovata sinistra. Perché è proprio in questa partita italiana, che è dentro una dimensione mondiale, che si innesta l’alleanza tra la destra della Lega e di altre forze conservatrici e nazionalistiche e quelli che sono gli interessi delle multinazionali e di un capitalismo internazionale del mondo finanziario, che specula sulle disuguagliane e la povertà, la precarietà del lavoro, producendo in essi timori che portano a divisioni, all’arroccamento, alla chiusura a qualsiasi integrazione sociale. E il riferimento non è rivolto solo agli immigrati. Sono coinvolti aree del paese, come la realtà del Mezzogiorno, sempre più abbandonato al degrado e alle efferatezze della mafia, e quelle regioni del nord, la parte più ricca del paese, dominata oggi dalla Lega. E non è un caso visto, che è la dimostrazione di quell’asse tra potere finanziario e rappresentanze politiche che si identificano nel partito di Salvini. Comprendere con uno spirito critico, le ragioni del ridimensionamento della sinistra e della stessa condizione del PD, costituisce un elemento essenziale per rimettere in piedi una nuova cultura della politica fondata su la concretezza, su una credibile progettualità, pervasa da una morale robusta contro la corruzione e il malaffare.

Il voto del 26 maggio consente al PD, incoraggiato da quel 22,7%, di ripartire per attrezzare una proposta economica e sociale capace di ribaltare e di colpire privilegi e interessi, riportando in primo piano il lavoro, diritti, giustizia sociale, ambiente in una società smarrita che ha bisogno di riferimenti chiari e forti.
Questo implica che il PD sia “un partito che agisca nella società” come afferma il segretario nazionale, anche in una provincia come quella di Frosinone, in cui alle europee la Lega risulta essere il primo partito, seguito da 5Stelle e terzo il Partito Democratico.

Un risultato che deve essere approfondito, rilevando le contraddizioni e le carenze della presenza e del ruolo del PD. Occorre avere una precisa conoscenza dei fatti e della realtà che avvolgono questo territorio, valutarli su la base di principi generali da cui fare scaturire una impostazione politica organica rivolta ai bisogni e alle prospettive per il futuro.
Approfondire la ricerca delle condizioni in cui si muove la società nel suo insieme e nelle condizioni delle singole persone, costituisce l’essenza della politica
Le sofferenze di una condizione precaria del mondo del lavoro e di quello dei giovani, sono abbastanza evidenti. Basta per tutti l’odissea vicenda di “Vertenza frusinate”, per arrivare all’incerto futuro della FcA di Cassino, alla criticità delle aree interne alla provincia, senza parlare dei livelli di disoccupazione.
Se il PD, avviando il nuovo corso zingarettiano, non riesce a ristabilire una presenza politica e organizzativa su tutto il territorio per conquistare la fiducia di quanti lo hanno abbandonato nelle elezioni politiche del 2018 e in quelle europee del 2019, rischia un suo ulteriore arretramento.

Esso deve superare un handicap politico dal momento che non si assiste a una efficace conduzione del governo del partito e della sua identità, che non può essere scaricata su i sindaci. Si può essere soddisfati che in molti comuni di questa provincia, andati al voto amministrativo in contemporanea con le europee, si sia avuto una conferma di un governo del centrosinistra, premiando l’operato dei sindaci. Ma il 26 maggio l’elettore ha dato un giudizio politico sul PD e uno di merito su il sindaco, con una differenza notevole. Il PD, come partito, in tutti i 39 comuni in cui si è votato per le amministrative, alle europee risulta essere il terzo partito, in qualche caso il quarto. La Lega è sempre il primo partito con percentuali che oscillano tra il 35% e 54%. Nello stesso giorno l’elettore vota la fiducia su la base di un giudizio rivolto alla persona a candidato sindaco, che capeggia una coalizione civica di ispirazione di centrosinistra, e alla maggioranza che ha governato. E’ pur vero che nelle comunali non c’era il simbolo, ma anche nelle realtà in cui appare il simbolo, vedi Cassino e Veroli, il PD risulta essere terzo. Non cambiano i risultati nel resto dei comuni che non hanno avuto elezioni amministrative, non disprezzando il suo 16%, che supera del 2% il risultato delle politiche.

Valutazioni che impongono un inversione di tendenza del ruolo del PD, riappropriandosi di un suo ruolo attraverso una presenza sui territori e soprattutto prospettare soluzioni rispetto alle esigenze di una intera società in condizioni fortemente critiche e che cerca ancoraggi più solidi e fidati, elaborando una sua proposta che non sia in risposta, che viene data nelle sedi istituzionali, alle forze populiste e nazionaliste, ma come la presentazione di un suo progetto per governare il paese e tirarlo fuori dal baratro in cui è precitato.
Tutto ciò ripropone una revisione strutturale del partito e una cultura politica che superi “l’articolazione dei gruppi di potere che non ha corrisposto alle aspettative di militanti e amministratori”, ammonisce Zingaretti.
Una impostazione necessaria per recuperare anche in questa provincia, una efficace politica collegiale, che favorisca una pluralità di idee e sia in grado di portare a sintesi un progetto per la sua rinascita.

 

 

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lì 31 maggio 2019

Di Ermisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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