di Maria Giulia Crertaro – Domenica 17 Febbraio, un incontro come molti altri che seguiranno, per la presentazione del nuovo provvedimento governativo messo in campo dal Movimento 5 Stelle. Posto scelto per la discussione pubblica, il Museo Civico di Boville, cittadina ernica che solo a Giugno tentò di porre il vessillo pentastellato nel palazzo comunale. Il piano programmatico è stato illustrato dall’Onorevole Enrica Segneri (Commissione Lavoro), con l’intento di spiegare i passaggi fondamentali del RdC. Modalità di accesso, diritto e mantenimento elencate dalla deputata, coadiuvata da una serie di slide per meglio chiarire una materia nuova e articolata.
Enrica Segneri muove il suo discorso dallo scopo del Reddito di Cittadinanza, concepito come “una misura strutturale, non solo per far fronte a delle criticità, come ci è stato rimproverato. Gli 11 faldoni che in questi giorni di discussione parlamentare hanno investito l’impianto del decreto, mettono il luce l’ostruzionismo messo in campo dalle altre forze politiche.”
Citati come contestatori PD E Fratelli D’Italia, la maggior parte degli emendamenti però, sono stati presentati proprio dall’alleato di Governo, la Lega.
Un baluardo in campagna elettorale diventato ora realtà con lo stanziamento dei fondi in Legge di Bilancio. Un provvedimento che, stando alle parole dell’Onorevole, si discosta dalle precedenti politiche (come il REI) di mero assistenzialismo. “Portanti saranno le politiche attive, da mettere in campo con il reddito di cittadinanza” ha infatti precisato.
Primo requisito per accedere al Reddito di Cittadinanza (la cui durata per ora sarà di 18 mesi) , un Isee inferiore a 9.360 euro. Ovviamente a questo vanno correlati una serie di variabili, argomentate nello specifico da Enrica Segneri, che ha ampiamente descritto i casi possibili e le cifre spettanti ad ognuno.
Elemento fondamentale, il reinserimento lavorativo, che sarà affidato alle agenzie interinali. I cittadini saranno formati in corsi affini alle loro capacità e tutti coloro che beneficeranno di questo sussidio “anti-divano”, riceveranno tre proposte d’impiego: una entro 100 chilometri, la seconda entro 250,l’ultima valida per tutta Italia. In caso di triplice rifiuto il diritto al reddito decade.
Segnali di vittoria questi per la Deputata, una volontà programmatica per tutti quelli che sottoscriveranno il Patto per il Lavoro e per l’inclusione sociale.
A livello tecnico, il Ministero si avvarrà della collaborazione con Inps, Poste Italiane e Caf. Il via libera alle domande online ci sarà dal 6 Marzo, per gli altri metodi si dovrà attendere il 20 dello stesso mese. Un apparato burocratico complesso e in sperimentazione, l’entrata in vigore da Aprile dirà se la macchina era ben oliata.
Interrogativi dalla platea, sui navigator: la loro “identità” non è ancora definita, né nelle modalità di assunzione né di requisiti minimi.
Inevitabilmente anche quota 100 non è scampata alle domande. Esperienze personali che hanno messo in luce le “mancanze” di un provvedimento, con risorse economiche limitate, che lascia fuori un gran numero di ormai lavoratori, non colmando il gap tra il nuovo e la Fornero.
Ad affiancare lla Deputata, il consigliere Regionale Loreto Marcelli, Portavoce Regionale del Movimento. Dato il suo ruolo di Vice Presidente in Commissione Salute, il tema non poteva che essere la Sanità. Un excursus sulle forti difficoltà che il Lazio vive, con strutture che chiudono o sono mal gestite. Dito puntato agli amministratori della Pisana, che per Loreto Marcelli poco fanno sul tema, ma sono pronti a cantar vittoria nelle battaglie altrui.
“Il registro tumori è oggi nel Lazio vacante e con pochi mezzi” ha dichiara il consigliere, fornendo un assist alla deputata “È chiaro che Zingaretti non vuole questo registro, dal 2015 ad oggi non ha mosso nulla, creando un registro tumori nazionale dovrà necessariamente adeguarsi”.
L’incontro si è chiuso con un focus sulla Valle del Sacco. 57 milioni stanziati per la bonifica, ma procedimenti e metodologia saranno appannaggio della Regione. Al ministro Costa spetterà il nulla osta.
Pochi fondi, come ammesso dalla stessa Segneri, ma un primo passo per una vicenda tanto complessa.
Un SIN così provato, richiederebbe molto più di questa cifra, soprattutto necessiterebbe di un programma di depurazione innovativo e non soltanto “tappabuchi”.
Un pomeriggio intenso di contenuti e anche di interrogativi, dove l’aria di campagna elettorale inizia a sfumare e arriva la resa dei conti, sperando che quadrino.
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