Dr. Antonio Colasanti – «Giovanna ha compiuto 53 anni e da due è in menopausa per fortuna senza particolari disturbi quali vampate di calore, sudorazioni, insonnia. Però è aumentata di peso con accumulo di grasso addominale. Ha provato le barrette, i beveroni fai da te, le compresse accelera-metabolismo. Ma niente da fare. Qualche giorno fa ha sentito parlare del pepe nero quale toccasana per tale disturbo… Voleva saperne di più.»
Già i Greci e i Romani conoscevano bene il pepe e ne distinguevano due specie: rotondo e lungo. Entrambi contengono piperina che stimola l’attività metabolica e brucia-grassi. Inoltre ha un ruolo chiave nel controllo della fame nervosa. Ovviamente questo principio attivo non basta da solo ad attivare quei processi che assottigliano il girovita. Deve essere associata a una dieta sana ed equilibrata e a un’attività fisica costante. Il pepe ha anche un’altra interessante caratteristica: contribuisce a cancellare quella stanchezza che spesso è associata a regimi ipocalorici dagli effetti dimagranti. L’altro effetto assottiglia-silhouette è legato alla termogenesi: aumentando il calore del corpo, oltre a potenziare la demolizione dei grassi, il pepe aiuta il corpo a smaltire più calorie. Pur avendo gli stessi principi attivi ed effetti, la tipologia allungata risulta più speziata e calda rispetto a alla specie rotonda che ha una nota più piccante.
Nella storia
L’uso del pepe come condimento risale ai tempi di Alessandro Magno. Il poeta latino Orazio nei suoi versi spiega come questa pianta fosse assai ricercata dai buongustai del suo tempo. Si racconta che nei banchetti del ricco Nasidieno fosse sempre presente una lampreda di mare in salsa di pepe bianco. Il filosofo Cazio si vantava di essere stato il primo a far mettere dinanzi a ciascun invitato delle piccole e graziose bacinelle riempite di un miscuglio di pepe bianco e sale e pepe nero. Il valore di questa pianta nell’antichità era talmente elevato che lo si utilizzava al posto dell’oro per pagare i tributi richiesti dai vincitori. Nei libri di storia viene citato tra i regali da fare ad illustri personaggi: quando Alarico, re dei Visigoti, nel 408 occupò Roma impose ai suoi abitanti una taglia di 3000 libre di pepe. Le donne arabe applicavano sui capelli maschere a base di sale, cipolla, pepe: la peperina e gli oligoelementi contenuti in questo mix favorisce effettivamente la ricrescita dei capelli.
Come lo usavano i medici antichi
I dottori dell’antichità medici lo utilizzavano per curare le malattie da raffreddamento, i disturbi nervosi, gli spasmi muscolari, i tremori, l’epilessia ed era considerato un rimedio indispensabile per le infezioni della vescica e dei reni. Anche la scuola salernitana riteneva il pepe un ottima medicina usata dai medici campani soprattutto per combattere la febbre. Dopo il Rinascimento era ritenuto un valido rimedio contro il mal di denti: due o tre foglie di salvia tritate insieme a sale e pepe inserite in un sacchetto di cotone e applicate sul dente hanno un notevole effetto calmante sul dolore.
Utilizzo per dimagrire
Al mattino al risveglio bere una tisana brucia-grassi a base di pepe nero. Preparazione: sciogliere un cucchiaino di zenzero, ½ di pepe nero, 1 cucchiaino di cannella in due tazze ‘acqua tiepida. Far riposare per dieci minuti e filtrare prima di sorseggiare. Dopo i pasti, un giorno sì e uno no bere una tisana al pepe e limone. Ricetta: sciogliere in una abbondante tazza di acqua tiepida un limone spremuto, due pizzichi di pepe e un pezzettino di zenzero fresco. Lasciare in infusione e sorseggiare. Alcuni ricercatori sostengono di non esagerare con questo agrume il cui acido citrico avrebbe un potere detossinante, ma anche decalcificante. Ma più recenti ricerche dimostrano il contrario: importante che il limone sia diluito in abbondanti quantitativi d’acqua (per saperne di più leggere Simona Oberhammer Acqua e limone Mondadori, pag. 208, euro 18). Altra associazione snellente è l’accoppiata pepe-curcuma, la curcumina potenzia l’accelerazione metabolica attivata dal pepe. Ricetta: tagliare le carote a rondelle e farle bollire per 20 minuti in 500 ml di brodo vegetale a fuoco basso. Aggiungere la curcuma, togliere dal fuoco, frullare con un mixer a immersione, condire con un pizzico di sale, pepe e un filo di olio a crudo.
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