BELLE ARTI
Perle d’arte nelle chiese di Roma – Chiesa S.Agostino (p.zza Navona)
di Franco Di Pofi
Quando,Cnella suddetta chiesa, andai a vedere la famosa opera di Caravaggio “la Madonna dei pellegrini”, mi colpì una scultura che avrei visitato più volte: la Madonna del parto.
Prima di parlarne, qualche ulteriore notizia sulla chiesa.
Risale al 1286. Su delle vecchie case donate da un nobile ai frati agostiniani, venne costruito un convento ed una chiesa per volere di Bonifacio VIII( il papa che Dante mise all’inferno). Nel 1479,i frati, ricevuti nuovi fondi, decisero di costruire una nuova e più ampia chiesa, posizionandola in modo tale da resistere alle piene del Tevere. Nel 1746, Vanvitelli apporto’ diverse modifiche. L’imponente facciata è in travertino; un esempio di architettura rinascimentale romana, influenzata da Leon Battista Alberti. L’interno a croce latina ,ha tre navate divise da colonne policrome; otto cappelle. In ognuna di esse sono disseminati numerosi capolavori.
Una curiosità: nella chiesa furono sepolte cortigiane d’alto bordo, mentre le prostitute di basso ceto venivano sepolte nella zona del muro torto. Le tombe sono state rimosse, forse nel periodo della Controriforma (Lutero). Le cortigiane frequentavano le funzioni religiose e i frati avevano destinato loro i primi banchi per evitare che i fedeli si girassero continuamente.
Jacopo realizza quest’opera tra il 1516 e il 1521*. Al primo sguardo è chiara l’influenza di Michelangelo: la possanza di Maria. È, altresi’, chiara la classicità evidenziata dai capelli ed il panneggio di Maria. I capelli richiamano l’acconciatura delle matrone romane; infatti una leggenda racconta che il popolo credesse che i soggetti fossero Agrippina e suo figlio Nerone. Nel 1820 tal Leonardo Bracci, preoccupato dalle condizioni di salute della moglie che doveva partorire, andò a pregare la Madonna e lasciò al custode l’incarico di accendere, ogni giorno, una candela. Il bimbo nacque sano e bello e la notizia si propago’ in tutta la città. Iniziò, così, un pellegrinaggio che portò a Roma cittadini di tutto il Lazio. Nel 1822, papa Pio VII concesse l’indulgenza a chi avesse bacia
to il piede di Maria. Divenne un santuario, forse, ancora oggi, il più frequentato degli altri dedicati alla Madonna del parto. Il piede si è talmente consumato da essere ricoperto da uno strato d’argento. Numerosissimi gli ex voto! Tra i più eccellenti spiccano un diadema di diamanti, dono di Maria Cristina di Spagna e i gioielli della famiglia Torlonia. Oggi numerosi fiocchi rosa e celesti( ne
lla foto).
Davanti ad una nicchia, pervasa da fasci di luci che rendono lo splendido marmo più brillante e di diversi colori, si viene rapiti dalla bellezza del gruppo marmoreo. L’icona tradizionale dell’epoca è : Maria con in braccio Gesù che si stringe al seno della madre. Una madre con lo sguardo, quasi sempre, triste presago del futuro tragico del figlio. Il Sansovino ci presenta Maria e Gesù in vesti diverse. Lei è una vera regina che presenta il suo principe al mondo. Il suo sguardo è fiero, superbo; il volto è sereno. Sembra aver superato il dramma del figlio, ora è la madre del Dio risorto. La sua bellezza classica appare prepotente nelle forme che un sontuoso panneggio mette in evidenza. Gesù non è il bambino che cerca rifugio tra le braccia della mamma. È in piedi, saldo, a gambe divaricate; il braccio quasi a spostare la mano di Maria. Il suo sguardo, rivolto in alto, è fiero, sicuro ; sembra voglia inviare un messaggio ai popoli: Io sono il re dei cieli!
Nota
