Una poesia di Loredana Ferri
Mamma, volevo dirti che oggi non sono andato a scuola perché la scuola è inagibile.
Mamma, ti devo confessare che ci sono state delle volte che io non ho avuto voglia di andare a scuola. Ho preferito andare a fumare con i miei amici al bar.
Mamma, sempre ieri a scuola mi hanno preso in giro perché porto una sciarpa che a loro non piace e qualcuno mi ha chiamato finocchio.
Mamma, ti ricordi quando tu andavi a lavorare e restavo a casa con papà? Lui… mi violentava.
Mamma, quando sono sul marciapiede abbassano il finestrino dell’auto e mi chiamano “figlia di puttana”.
E poi anche sporco ebreo, sporco cristiano, sporco islamista, sporco negro.
Mamma, a quel punto sono andato via da te e da casa e sono emigrato in un altro paese; e quando sono arrivato, stanco morto, mi hanno detto di ritornare indietro.
Mamma, adesso dormo fuori dalla stazione e d’inverno fa freddo, tanto freddo.
Mamma, avevo trovato un lavoro ma la fabbrica è stata chiusa.
Mamma, ho rubato.
Mamma, ieri notte ho ammazzato un ladro che era entrato in casa mia.
Mamma, giuro che non lo faccio più!
Mamma, giuro che non mi drogo e che non bevo più prima di mettermi alla guida.
Mamma, ti ricordi quando mi hai lasciato dentro un fossato avvolto dentro una maglia? Sono morto, ma la colpa non è tutta la tua.
Mamma, ieri notte o sognato che io e te vivevamo in un mondo migliore per tutti.
Mamma, oggi mi sono svegliato e voglio pensare che i sogni si avverano.
Il dipinto sopra ripodotto è opera di Gino Severini dal titolo “Maternità” dipinta nel 1916.
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