Veduta di Roma

Senza saperlo, io e mia mamma praticavamo, come si dice oggi del volontariato.
Nei pomeriggi, piovosi, noiosi e freddi facevamo compagnia a una vecchina che abitava da sola nell’appartamento di fronte al nostro. Prima di uscire, conoscendo la mia innocente curiosità, la mamma diceva alzandomi il dito indice davanti al naso: «Mi raccomando, a casa degli altri non si tocca niente. Tutto è fragile e si può rompere!»
Chiusa la porta di casa, bastava fare due passi e suonato il campanello, la vecchietta ricurva su se stessa dai dolori reumatici ci veniva lentamente ad aprire. Una volta aperta la sua porta era come se facessi un viaggio dall’Italia alla Cina. Il suo grande appartamento era arredato con oggetti preziosi e profumava d’incenso e fior di…non ricordo quale. Il suo unico e amato figlio lavorava in Cina e ogni volta che ritornava a trovarla gli portava un souvenir. Sembrava, che il “sol levante” si fosse trasferito in ogni stanza: tappeti di seta, vasi bianchi e blu, statuette di giada e avorio e porta profumi di lacca rossa. Mi sedevo, su uno sgabello di legno intagliato e diventavo come una di quelle sue statuette. Non potendo toccare nulla, accarezzavo tutti quegli oggetti con gli occhi. Poi, arrivava il momento del tè preparato lentamente e con sapienza, bevendolo ovviamente dentro delle tazze cinesi. Prima di congedarsi da lei mi premiava, perché ero stata buona e paziente regalandomi delle cartoline che il figlio le spediva. Nel corso degli anni, ho pensato spesso a quella vecchietta e i suoi oggetti cinesi, sperando che qualche erede si sia preso cura di loro o chissà forse sono andati persi per sempre, rimanendo solo nei miei ricordi.
Un giorno, tra le cartoline cinesi che l’anziana signora mi regalava, ne trovai una diversa. Arrivava dall’Iraq…

Di Loredana Ferri

Scrittrice di racconti. Di Ivrea, collabora con UNOeTRE.it dall'anno 2013. Di sè dice: Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.