Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista 350 260

Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista 350 260di Valerio Ascenzi, Art 1-Mdp Anagni Comunicato Commento alle dimissioni del sindaco di Anagni Fausto Bassetta. La notizia delle dimissioni del sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, ci lascia a dir poco perplessi. Di sicuro il primo cittadino avrà avuto i suoi buoni motivi per arrivare a tanto ma noi siamo convinti che le strade percorribili siano due: o le dimissioni definitive o una Giunta realmente tecnica.
Non vogliamo entrare nella diatriba sui pesi e le misure di tutela ai partiti, nel riconoscimento di quelli che sono gli assessori da dare a questa lista o a quel partito.
Dopo diversi anni, riusciamo a trovare una dimensione politica nella quale esprimere le nostre opinioni, pertanto su questa vicenda non siamo cerchiobottisti ma siamo dell’avviso che Bassetta debba con forza rivendicare la propria autonomia, chiedendo ai partiti di farsi da parte e di nominare una Giunta realmente tecnica e non, una Giunta tecnica su richiesta dei partiti come è accaduto la prima volta. Una Giunta tecnica è fatta di tecnici e non di individui che i partiti e le liste ritengano siano tecnici.
Bassetta si distingua una volta per tutte da questo modo di far politica, che finora non ha prodotto nulla di sensazionale, ma ha permesso quella che definiamo “normale amministrazione”. Nel caso i partiti e liste non siano interessati, a nostro avviso il sindaco si dimetta definitivamente, ma fin da ora noi siamo dell’avviso che la responsabilità di questo gesto non sarà del primo cittadino, bensì dei partiti e delle liste che, in questa fase hanno dimostrato di non avere la capacità di realizzare un progetto comune e a lungo termine per la città.
Finora le Giunte che si sono susseguite hanno galleggiato, amministrando lo stretto necessario e creando poco per quella che aspirava a candidarti a “capitale della cultura” in Italia.

Se Bassetta decide di dimettersi però, faccia come ultimo atto almeno quello di comunicare alla cittadinanza se ci sono realmente le volontà per il ricorso contro la riaccensione dell’inceneritore della Marangoni. Nei giorni scorsi ci era giunta voce che il ricorso era pronto, però dai media locali non abbiamo saputo nulla.
A nostro avviso, in questa fase si paga lo scotto di aver voluto imbaracare tutti, in campagna elettorale. Si poteva rischiare il ballottaggio a nostro avviso, perché far salire sul carro anche quelle forze che avevano sostenuto la precedente amministrazione di centrodestra, non ha dato i frutti sperati. Secondo noi, non esistono “folgorati sulla via di Damasco” in politica. Oggi è inutile piangere sul latte versato.

Di sicuro non riteniamo l’esperienza di Bassetta totalmente fallimentare come qualcuno, da destra, vorrebbe farci credere. Fino a tre anni fa, la situazione era di gran lunga peggiore di oggi. Arrivare a rimpiangere i tempi di “quando c’era lui” ci appare come qualcosa di ridicolo e strumentale, da parte di chi spera che alle prossime amministrative vinca un centrodestra con qualche rinforzo proveniente da altre posizioni.

*Valerio Ascenzi, Coordinamento Provniciale Art. 1 – Mdp Frosinone

Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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