di Ivano Alteri – Da ieri a oggi, dal 31 dicembre al 1° gennaio, come si sa, non è cambiato niente. O è cambiato tutto, come accade sempre da un giorno all’altro, da un’ora all’altra, da un attimo all’altro, dell’esistenza che è stata e quella che sarà. Nel passaggio dall’ultimo giorno del vecchio anno al primo del nuovo, non c’è niente di speciale, se non quanto di speciale c’è in tutti gli altri giorni della vita di ogni donna e uomo. Tuttavia, esso induce a tirare una linea orizzontale dopo una lunga sequela di addendi, da cui uscirà malgrado tutto una somma di segni positivi e negativi; algebrica, si dice, per la precisione. Almeno in questo, allora, il capodanno, con i suoi ascendenti e desideri vivi, è un giorno irraggiato da tutt’altra luce, anche se per pura e sfuggente convenzione.
Da quell’operazione, è chiaro, non ci perverrà alcun dato certo, perché la vita non è algebra, anche se le somiglia molto, e il positivo e il negativo sono spesso solo arbitrarie evanescenze, costrutti di comodo, astrazioni aleatorie, illusioni di verità; e non si sa mai bene quale sia il senso di quel che ne verrà fuori, se sarà buono o cattivo o dolce o duro. Eppure, su questo cumulo di asserzioni fantasmagoriche edifichiamo orgogliosi monumenti al passato e imbarazzanti catapecchie per farvi abitare un improbabile futuro.
In tale disorientamento colmo di indicazioni verso l’ignoto, gli auguri, e i brindisi e gli abbracci che li accompagnano, somigliano ad un triste cartello stradale acciaccato da vandali senza compassione, che irride chiunque vada alla ricerca spasmodica di un dove, ancor più se remoto, lasciando ogni destinazione desolatamente senza nome.
Ma poi c’è la volontà, nostra unica e certa via, che saprà indirizzare una speranza illusoria verso la legittima aspettativa; se saprà volerlo, è vero, e dare e lottare per quel mondo nuovo che dice di desiderare tanto. Ma soprattutto se giorno per giorno, ora per ora, attimo per attimo, anno per anno, con caparbietà accanita, vorrà vivere come se quel mondo esistesse già. Contando su se stessa soltanto.
Buon anno, buona lotta, buona vita.
Frosinone 1° gennaio 2015
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