forumdemocraticoceccano 350-260di Rosalia Mattone – Sempre più spesso nel nostro paese assistiamo a scontri e tensioni tra la comunità locale e quella degli stranieri immigrati. La politica su temi così complessi ed urgenti ha una grande responsabilità. Una politica che ad oggi non si è espressa, resta a guardare ai confini, è schiva ed indifferente.
Il Forum Democratico ritiene che le differenza culturali dovute al flusso migratorio o alla presenza di minoranze, se non gestite adeguatamente, e i fatti ceccanesi ne sono la prova, possono minare il senso civico e l’identità di una comunità, indebolendo maggiormente la capacità del nostro paese di rispondere alle sfide, di adattarsi al cambiamento e, nel caso peggiore, generare un conflitto che ha come risultato la violenza , l’esclusione e l’aperta discriminazione.
Il nostro paese può gestire la diversità traendo addirittura un enorme contributo che i giovani immigrati e le minoranze sono in grado di offrire in materia di imprenditorialità ed innovazione. A tal fine è necessario che si riesamini il sistema di politiche locali e servizi pubblici mettendo in campo meccanismi capaci di rimuovere gli ostacoli, valorizzando l’integrazione ed il contributo che i cittadini stranieri sono in grado di offrire allo sviluppo del nostro paese.
La politica deve impegnarsi a promuovere tra i cittadini un’azione e sensibilizzazione ai valori positivi della diversità culturale intesa come risorsa e non come minaccia. Deve sapere sviluppare le competenze interculturali all’interno dell’istituzione locale, dei servizi pubblici ai cittadini, della società civile, delle scuole e dell’associazionismo.

Il Forum persegue l’idea di una città sociale, con alto spirito di comunità e luogo dove i cittadini hanno rispetto l’uno dell’altro. In questo paese non esiste un solo settore, all’interno dell’amministrazione comunale, che si occupi dei temi dell’immigrazione e nostro obiettivo è quello di far si che inizi a farsene carico alla stregua dei temi tanto a cuore ai nostri politici : cementificazione, lavoro……..
Una possibile soluzione per affrontare tale “problematica” inizia dalla mediazione interculturale. L’incontro con l’altro è possibile se si mettono in campo strumenti di conoscenza delle diversità e della ricchezza che tale diversità porta in termini di elevazione di un popolo. L’etnocentrismo, ossia valutare la propria cultura al di sopra di tutte le altre, ha come conseguenza intolleranza e razzismo. Bisogna educare e ripartire dalle scuole dove sempre più vi è la presenza di nuove generazioni di immigrati e dove si forgiano le coscienze delle future generazioni.
Esiste certamente un problema di sicurezza all’interno del paese in quanto troppo spesso questi giovani non sono impegnati in attività che possano loro dare una speranza, una possibilità , come i nostri nonni , all’epoca della grande guerra , sperimentarono oltreoceano. Hanno bisogno di parlare la nostra lingua, hanno bisogno di integrarsi con la cittadinanza, hanno bisogno di potersi rendere utile nella nuova realtà in cui vivono ed hanno diritto di vivere. L’espulsione ed i sentimenti di rifiuto non risolvono il problema creano solo continua rabbia e senso di rifiuto verso un fenomeno che non si può arrestare e che è una possibilità per la nostra comunità.
Un servizio di mediazione culturale ed interculturale, nell’ambito delle attività dei servizi sociali potrebbe, ad esempio, sostenere la comunicazione tra utente immigrato e operatori del settore garantendone una reciproca e piena comprensione linguistica e del contesto.
Supportare il lavoro socio-assistenziale si traduce nella più completa comprensione delle situazioni di disagio ed individuazione dei possibili percorsi di aiuto.

Dobbiamo impegnarci in maniera più incisiva nel contrastare gli atteggiamenti di rifiuto e negazione del fenomeno migratorio. In tal senso il Forum Democratico a breve realizzerà: un evento a tema che sia di aiuto e spunto per un dibattito aperto a tutta la cittadinanza dove studiare possibili soluzioni verso una realtà che non può e deve sfuggire di mano.

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